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F1 2021 – Recensione

F1 2021 – Recensione

La storia dei videogiochi prodotti sotto licenza che intendono replicare su schermo uno sport non è certo idilliaca. Negli ultimi anni sempre più si è affermato un trend al ribasso, attraverso la riproposizione anno dopo anno di formule già sperimentate con pochissime aggiunte di poco conto, e spesso con dei difetti pregressi che non vengono risolti ed anzi a volte giungono acuiti ad ogni release.

Senza voler scendere nel dettaglio dei nomi, la portata innovativa pari a zero di numerose uscite del presente, l’elevatissimo tasso di microtransazioni presenti in essi, la quantità di bug e problemi mai risolti ed in generale la percezione di un’opera raffazzonata un po’ alla bell’e meglio sono dati di fatto incontroverbili.

Questo porta l’utente appassionato e che vuole rimanere al passo coi tempi a spendere ogni anno per ottenere un prodotto mediocre ma che è indispensabile avere per fruire delle ultime novità e degli ultimi aggiornamenti, soprattutto per ciò che concerne le squadre ed i singoli atleti, nonché del multiplayer, poiché la community, generalmente, è attiva quasi solo nell’ultimo capitolo.

Fortunatamente sussistono delle eccezioni, e F1 2021 fa parte di esse, almeno parzialmente. In quanto gioco di guida, cerca di rispondere a caratteristiche fondamentali, che tutto sommato è possibile tripartire.
Il godimento nella guida, il godimento nella competizione ed il godimento nell’ottenere quella specifica cosa che quel gioco di guida, e proprio quello, intende dare (ed il giocatore ricevere) sono le caratteristiche fondamentali che verranno analizzate nel corso di questa recensione, nella speranza di rispondere infine a quella domanda che giustamente si pone sempre quando si tratta di acquistare un prodotto sotto licenza e che viene riproposto con cadenza annuale: ne vale la pena?

Sviluppato da Codemasters e pubblicato da Electronic Arts (che recentemente ha acquisito la software house britannica), F1 2021 è disponibile dal 16 luglio su PC via Steam, PlayStation 4, PlayStation 5, Xbox One e Xbox Series X/S.

 

 

Il godimento nella guida

Che un gioco di guida debba far godere mentre si guida viene da sé. Questo è dato da un connubio di fattori che, uniti insieme, regalano al giocatore una sensazione di soddisfazione nella fruizione del videogioco.

Intanto, c’è la grafica. Non occorre parlarne lungamente, ma senz’altro vale la pena rimarcare come F1 2021 sia un prodotto all’avanguardia, con una resa estetica eccellente e molto ben ottimizzata. Il gioco, altamente scalabile, è dotato di un menu opzioni completo che comprende peraltro entrambe le caratteristiche che vanno di moda al momento: il ray tracing e l’NVIDIA DLSS. Il lavoro sui modelli delle vetture, sulle loro livree e sulle fattezze dei piloti, nonché di alcune personalità esterne alle gare vere e proprie (come il giornalista Will Buxton o i direttori sportivi di alcune scuderie) è generalmente ben fatto, ma di certo l’engine rende di più sugli ambienti e sui modelli meccanici rispetto a quelli umani.

Con un impatto grafico del genere, sicuramente il giocatore è ben disposto. Tuttavia, prima di poter scendere effettivamente in pista, egli deve navigare attraverso una serie di menu abbastanza diabolici che, peraltro, non consentono l’uso del mouse. L’intro alla modalità carriera ed alcune cutscene, specie quelle iniziali, non sembrano skippabili ed il doppiaggio dei personaggi in italiano è grottesco: i personaggi continuano a parlare ma il voice-over italiano si ferma prima, col risultato che sembra spesso di vedere uno di quei documentari ridoppiati in cui l’audio italiano è sovrimpresso ad un audio inglese più lieve. Scelte da poco, ma davvero incomprensibili.

Superate queste difficoltà, subentra però un divertimento molto puro che effettivamente realizza quel godimendo nella guida che va ricercato quando si tratta di fruire di un gioco di corse.

Le modalità di gioco sono sufficientemente varie, ma del resto non è che serva chissà che cosa: c’è la carriera (nella quale si può giocare sia da piloti che da piloti e responsabili di una scuderia, avendo quindi anche una parte gestionale), c’è il giro rapido, il time trial, le challenge settimanali classificate, ed ovviamente il multiplayer, con partite ranked e non ranked, che comprende peraltro anche una parte dedicata agli e-sports con eventi ancora in divenire.

Ci sarebbe anche questa nuova modalità storia che trae spunto da quella già vista in FIFA, chiamata Braking Point: una sorta di avventura single player con tanto di trama, che cerca di veicolare situazioni drammatiche e che sa tanto di Hollywood. Un’aggiunta completamente non necessaria: ma davvero siamo qui a parlare della storia in un gioco di corse? Per fortuna, però, questa non sembra aver sottratto risorse alle cose più importanti.

Sicuramente la modalità carriera è la più definita e completa: essa consente effettivamente di esperire la Formula 1 trasposta nei videogiochi, con quasi tutte le sue regole e peculiarità. In questo senso, rimane la genialità delle sessioni di prova, che sono utili per guadagnare punti per sviluppare la propria vettura e presentano al giocatore degli obiettivi da raggiungere che lo tengano intrattenuto anche in momenti potenzialmente più noiosi.

Ed è proprio in pista che effettivamente il gioco esplica le sue caratteristiche migliori. Fuori dai menu, fuori da Hollywood e fuori dalle contingenze, ciò che resta è un’esperienza di guida veramente soddisfacente, sufficientemente simulativa e dotata di un grande pregio: far imparare rapidamente il giocatore che voglia davvero apprendere. È sorprendente notare come, già dopo poche decine di minuti di gioco, si inizi a padroneggiare meglio la vettura. Nel giro di poche ore, le curve iniziano ad entrare nel modo più giusto, si imparano le peculiarità del tracciato, si inizia una vera e propria fase di studio intellettuale e di miglioria individuale. Quando l’esperienza del giocatore si unisce ad un po’ di fortuna ed esce fuori il giro perfetto, la soddisfazione è impagabile. Ma lo stessa scarica di dopamina si ottiene anche quando si imbrocca una curva particolarmente bene, o quando si effettua un sorpasso particolarmente azzardato, magari frenando dopo il proprio avversario o passandolo all’esterno.

La difficoltà del gioco è pensata veramente molto bene: gli aiuti daranno anche al neofita la possibilità di competere in modo almeno sufficiente, e l’IA è configurabile lungo una scala di abilità che va da 0 a 110. Esistono pure numerose opzioni di personalizzazione del realismo: dai danni a diverse parti della macchina sino alla possibilità che accadano dei guasti meccanici ad elementi della vettura.

Si può quindi dire che sì, in questo senso il gioco ce la fa: si gode giocando.

 

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Il godimento nella competizione

Non saremmo MMO.it se non dedicassimo al gioco un’ampia parte sul suo multiplayer e sulle opzioni di competitività che esso può dare. Si sono già citate le modalità multiplayer, e la presenza, ancora futura, di leghe per gli Esport. Ma prima di entrare nel dettaglio del multigiocatore, è opportuno spendere qualche parola sulla nuova modalità introdotta in F1 2021: la carriera cooperativa a due giocatori.

Questa genialata assurda permette a due amici di condividere la stessa scuderia o di giocare come piloti rivali presso scuderie diverse, e offre ad entrambi loro la stessa esperienza della carriera in single player, con l’unica differenza che non si può creare un team da zero ma occorre prendere parte ad uno già esistente sulla griglia di partenza.

Da molti anni qui su MMO.it propugnamo un ritorno della cooperativa ed in generale del multigiocatore al di là dell’MMORPG classico: avere una partita cooperativa su F1 2021, come su qualsiasi altro gioco, fa sì che quell’esperienza non sia relegata in un hard disk nella mestizia del single player. Essa trascende e diventa qualcosa di condiviso, e rende tutto più godibile. In particolare, è particolarmente superiore la parte dedicata alla ricerca dell’assetto: in due ci si scambiano consigli, informazioni, pareri. Due amici affiatati con un po’ di cervello che vogliano investire del tempo in un’esperienza realistica e anche abbastanza lunga troveranno davvero pane per i loro denti come non se ne trovava da un po’ nel panorama dei giochi (mainstream e non solo). Questa feature è la singola novità più importante che si possa rilevare su F1 2021 e che lo differenzia dai suoi predecessori: speriamo che non solo venga continuata in futuro, ma che altri titoli prendano esempio.

Tornando sul multiplayer più tradizionale, i giocatori entrano in partite classificate dopo aver potuto personalizzare il proprio personaggio e la livrea della loro vettura. Qui tutti giocano alla pari: le caratteristiche delle macchine sono le stesse per tutti.
Due sono le modalità: c’è la possibilità di avere una gara più breve, della durata di cinque giri, o una più lunga, che dura il 33% della durata di un Gran Premio reale (un po’ più di 20 minuti, quindi).

In teoria, questo dovrebbe migliorare l’annoso problema che i titoli di guida hanno sempre avuto: l’eccessiva attesa tra una partita e l’altra, ed il tempo passato in pista proporzionalmente basso rispetto al tempo passato nei menu del gioco. Si pensi ad esempio a Forza Horizon 4: un bel gioco, ma con un multiplayer davvero ingiocabile. Gare della durata di pochi minuti intervallate a tempi di attesa eterni, con anche problemi di matchmaking e un sacco di cose che non vanno fastidiose e terribili, che minano alla base l’esperienza competitiva del gioco.

Da questo punto di vista, F1 2021 riesce a metà nell’intento di offrire un BEL gioco di corse competitivo online. Effettivamente, il matchmaking automatico dà problemi: spesso ci sono errori di connessione, e le partite non vengono trovate. Ci si unisce poi a partite già iniziate, magari dovendo saltare le qualifiche o dovendo assistere agli ultimi quattro o cinque giri di un Gran Premio giocato da altri, trovandosi quindi a doversi girare i pollici per anche una decina di minuti.
Non si capisce perché non si possa fare un sistema in cui i giocatori si uniscono solo alle lobby delle partite in attesa, e non a sessioni già avviate. Questo punto negativo, che sembra passeggero, è in realtà fondamentale, perché, come nel caso di Forza Horizon, mina il divertimento costringendo il giocatore a frustranti attese e a problemi che alla lunga diventano insostenibili.

Si giocherà qui la partita di F1 2021 dal punto di vista online, almeno per ciò che riguarda un approccio più “casual”: se i problemi di matchmaking verranno risolti, allora il gioco varrà veramente molto. In caso contrario, gli appassionati del multiplayer duro e puro che vogliono giocare in fretta e perché no, anche nevroticamente, avranno molto di cui lamentarsi. E non sono certo quattro gatti.

Chi volesse giocare in modo più strutturato, al contrario, si troverà bene. La possibilità di creare lobby customizzate, leghe personali è garantita a quei gruppi numerosi che, dietro invito o previa applicazione, accolgono vari appassionati. Ma si tratta di sistemi personalizzati, gestiti da persone umane: non certo un algoritmo automatico che ti piazza in una partita.

 

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Il godimento nell’ottenere quella specifica cosa che quel gioco di guida, e proprio quello, intende dare

Parliamoci chiaramente: chi gioca ad un gioco di Formula 1 magari non è per forza un appassionato hardcore dello sport, ma di sicuro lo conosce e cerca, nella sua trasposizione videoludica, alcuni elementi importanti.

Innanzitutto, la Formula 1 è uno sport lento e ragionato, nel quale è necessario conoscere bene i circuiti e i pregi e i difetti della propria macchina e del proprio assetto. Siamo quindi molto lontani dalle corse clandestine alla Need for Speed.

Ebbene, a differenza di altri videogiochi prodotti sotto licenza che vogliono riproporre uno sport reale nel mondo virtuale, Formula 1 2021 offre al giocatore un’esperienza completa e potenzialmente anche piuttosto realistica della Formula 1 reale. Certo, non siamo di fronte a riproposizioni ultra-realistiche come Assetto Corsa o iRacing, ma comunque l’appassionato ritroverà in F1 2021 quasi tutto ciò che egli cerca nel videogioco ufficiale dello sport.

In questo senso probabilmente appare nella sua forma più evidente il fatto che F1 2021 sia, al netto di alcuni tagli sul realismo più hardcore, un gioco con una vocazione simulativa e verosimile. L’intento è effettivamente quello di portare la Formula 1 sugli schermi dei videogiocatori nel modo più immediatamente riconoscibile e coinvolgente. Questo è molto diverso rispetto, ad esempio, a ciò che accade su FIFA, dove il calcio diventa un’astrazione, un’idea di fondo per sviluppare un gameplay, divertente certo, ma che poi in fin dei conti non ha praticamente nessuna somiglianza con le partite reali.

Il solco nel quale si pone F1 2021 è quindi un solco intelligente. La sua accessibilità non sfocia per forza in semplificazione; il suo divertimento non viene a discapito della verosimiglianza. È un discorso, peraltro, che si è potuto recentemente fare anche per Microsoft Flight Simulator, specialmente per ciò che riguarda gli aerei di default.

 

 

  • Voto finale
4

Considerazioni finali

F1 2021 è un gioco sapiente. Rende accessibile un mondo ostico e oscuro senza semplificarlo o banalizzarlo, e tratta in modo adulto il giocatore. Sebbene sia prima di tutto un gioco e non proprio un simulatore, il titolo unisce una giusta difficoltà ad un gameplay incentivante, con un’ottima resa estetica e un buon realismo. La ricerca dell’assetto, la lotta verso il tempo migliore e la soddisfazione sia del risultato che del percorso rendono questo titolo un bel gioco di guida che può piacere moltissimo agli appassionati ma anche a chi non è fan della Formula 1, ma magari ha piacere di correre un po’ sul suo computer.

I difetti principali per ora si rinvengono in un multiplayer con un matchmaking davvero da migliorare, in scelte dell’interfaccia macchinose e scomode, ed in qualche bug di poco conto qua e là. Resta comunque un esempio di come sviluppare un gioco su licenza su uno sport vero.

 

La nostra scala di valutazione

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