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Cyberpunk 2077 – Recensione dell’action RPG open world di CD Projekt

Cyberpunk 2077 – Recensione dell’action RPG open world di CD Projekt

Ultima fatica, è il caso di dirlo, dello studio polacco CD Projekt RED è Cyberpunk 2077, uscito col botto il 10 dicembre per PC su Steam, Epic Games Store GOG, e su console Sony e Microsoft per old e next-gen. Titolo che, dopo diversi rinvii ed esser stato classificato più volte come gioco più atteso dell’anno, alla fine è stato rilasciato ventiquattro ore in anticipo sulla tabella di marcia.

Una volta installato e avviato il gioco, gli utenti sono stati fermati dalla voce di Johnny Silverhead che affermava: “Torna a dormire, Samurai. Non è ancora il 10 dicembre.“ Tutto il mondo si è quindi ritrovato a dover attendere lo sblocco del gioco la notte tra mercoledì 9 e giovedì 10 dicembre, in attesa di poter cliccare su “Nuova partita” e avviare la tanto sognata avventura.

 

 

Nel parlare di questo gioco è bene tenere a mente anche ciò che vi è dietro. Con uno sviluppo durato otto anni, dei quali gli ultimi tre sembra siano stati i più intensi in assoluto, il gioco ha iniziato ad assumere connotazioni quasi eteree per molti di coloro che lo attendevano sempre più trepidanti, tanto da arrivare a parlare di Cyberpunk 2077 non più come di un semplice titolo, ma come del gioco che avrebbe dovuto segnare una svolta nel mondo videoludico. Un po’ come successe con l’ultimo lavoro di Hideo Kojima, Death Stranding, che però fu accolto da un’ondata di malcontento di minor intensità quando questo non si è rivelato tale.

Il suo derivare da un gioco di ruolo cartaceo particolare nel suo genere, la grande attenzione ed il successo che ha portato la saga di The Witcher, in particolare The Witcher 3, titolo di punta di CD Projekt, nonché il bombardamento trionfante dei trailer e dei teaser creati ad hoc per aumentare fino allo sproposito la fiamma dell’hype nei cuori dei più, anche dei non amanti del genere, hanno contribuito ad innalzare in una maniera forse un tantino esagerata l’asticella delle aspettative, arrivando a far chiedere fin troppo da un solo videogioco. L’azienda polacca si è dunque ritrovata con l’avere tra le mani un progetto molto buono, realizzato in parte in maniera sopraffina, ma che dall’altra era ancora incompleto, avendo bisogno ancora di molto lavoro per funzionare perfettamente. Considerato l’anno che abbiamo passato e la costrizione al lavoro da casa, tutto il lavoro è stato maggiormente rallentato, costringendo l’azienda a rimandare più volte l’uscita del titolo, pur avendolo dichiarato in fase gold poche settimane prima del rinvio.

 

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L’inizio di un viaggio intricato

Prima ancora di dare un volto al nostro personaggio abbiamo la possibilità di determinare il suo background di partenza per identificare le origini che più preferiamo attribuire al nostro o alla nostra V. Possiamo scegliere di essere un nomade delle limitrofe e desertiche Badlands, un ragazzo di strada dei difficili quartieri della cittadina oppure un corporativo facente parte dell’Arasaka Corporation, cuore pulsante di tutta Night City. In tutti e tre questi casi avremo una missione da portare a termine, dopodichè, grazie all’aiuto di Jack Welles, verremo catapultati diversi mesi più avanti. Il gioco ci mostra come V abbia fatto strada come mercenario, grazie alla giusta rete di contatti in cui ci ha instradato il nostro nuovo compare, così da puntare sempre più in alto fino a diventare una leggenda della gloriosa città.

Da qui, nonostante l’open world non sia ancora aperto completamente, possiamo già esplorare parte di Night City, tanto da restare occupati per 10 ore, sapendo che la vera storia del gioco non è ancora davvero iniziata. Una volta avvenuto il title drop, avuto quindi il vero via della trama principale di Cyberpunk 2077, l’intera città sarà a nostra disposizione, con annesse anche le zone più esterne ad essa. Otteniamo così un elevato numero di missioni secondarie, di incarichi e contratti che aumenteranno la nostra reputazione, così da ottenere lavori migliori e oggetti sempre più interessanti, disponibili nei negozi. Per quanto riguarda le quest secondarie, queste sono ben collegate alla trama principale e molto spesso portarle a termine dà un importante riscontro nella storia.

Se avete visto anche soltanto uno dei trailer del gioco pubblicati negli ultimi anni, sapete già che V ha a che fare con Johnny Silverhand, personaggio interpretato da Keanu Reeves. Silverhand è il cantante e chitarrista di punta dei Samurai, un gruppo musicale conosciuto a Night City diversi anni prima degli eventi che vivremo noi. Johnny però non è solamente un rocker: viene infatti ricordato molto di più per essere colui che nel 2023 fece esplodere la torre dell’Arasaka con una mini-testata termonucleare. Un soggetto particolarmente anarchico e rivoluzionario, che sta a noi prendere o meno in simpatia.

 

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Personalizzazione

Per quanto riguarda la creazione del personaggio, questa si presenta mediamente complessa. Noi come giocatori non abbiamo effettivamente piena facoltà nel creare qualcosa di davvero fuori le righe, ma la creazione è ugualmente molto pulita ed efficiente. È presente un simpatico morphing del viso, tra una scelta estetica e l’altra, che ci permette di osservare in modo migliore le differenze tra le diverse scelte disponibili, che nel caso dei capelli presentano ben 39 pettinature diverse. La scelta della colorazione dei particolari del corpo è abbastanza ridotta, senza la possibilità di decidere la combinazione di colori da usare nel caso in cui ci sia un’opzione bicolore. Sono presenti inizialmente tre volti prefatti, i quali non sono altro che delle basi da cui iniziare a creare il viso e il corpo del nostro personaggio. Ciò che più ha interessato il pubblico è la possibilità di personalizzare i genitali di V, che può avere connotati maschili, femminili o non averne nessuno. Nel caso comunque si voglia dare un sesso al proprio personaggio è possibile, almeno nella scelta del pene, deciderne la dimensione, mentre non è possibile invece cambiare la corporatura generale o la statura, probabilmente per prevenire problemi con la gestione dei molteplici strati di vestiti indossabili. Possiamo inoltre scegliere se dare a V una voce maschile oppure femminile: sappiate che questo particolare, in combinazione alla scelta dei genitali, saranno importanti per riuscire a portare a buon fine alcune relazioni amorose.

Una volta creato il personaggio non sarà mai più possibile modificarlo esteticamente, in nessun luogo della mappa. Purtroppo sembra che questo sia stato un taglio (e non certo l’unico) dovuto ai tempi ristretti che il team di sviluppo ha avuto durante l’ultimo anno di lavorazione. Non è però da escludere che in futuro possano venir aggiunte delle meccaniche che ne permettano la modifica anche durante l’avventura, almeno per quel che riguarda l’aspetto esteriore del personaggio.

Durante il corso del gioco è possibile installare impianti nel corpo di V, ma questi sono visibili solo con l’aggiunta di giunture metalliche sulla sua pelle, nulla che sia estremo come nel caso dei Maelstrom, una gang nota a Night City per il gran numero di impianti cyberware sul proprio corpo, tanto che in certi casi questi diventano esteticamente molto più macchine che esseri umani, o nel caso degli Animals, che, come suggerisce lo stesso nome, arrivano a rassomigliare molto più delle bestie che degli esseri umani.

 

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Le risposte in azzurro sono approfondimenti, quelle in arancione portano avanti la discussione. Entrambi i casi possono avere multiple scelte selezionabili.

Quanto è un gioco di ruolo Cyberpunk 2077?

La storia iniziale influenza alcuni eventi e opzioni di gioco a seconda di ciò che scegliamo come origine di V, ma non avremo trame totalmente diverse tra loro. Il background ci dà la possibilità di avere dei dialoghi secondari aggiuntivi e unici e, in alcune quest, anche una scelta diversa come possibilità di risposta principale. Possiamo determinare quale direzione seguire con la scelta della quest principale da fare e verso quale finale indirizzarci: per alcuni di questi è anche necessario completare delle determinate quest secondarie nel giusto modo, o non li avremo neppure come possibilità.

Come gioco di ruolo le scelte hanno un buon peso, e queste determinano più di tutto la natura del nostro personaggio e il legame che abbiamo con gli altri NPC, tra cui le amicizie strette, le possibili romance e il nostro rapporto con lo stesso Johnny Silverhand. È importante capire però che V, esattamente come Adam Jensen in Deus Ex: Human Revolution o Geralt di Rivia in The Witcher, ha una sua personalità, una sua storia pregressa da noi non vissuta, che ci porta a delle scelte ben indirizzate che possono non piacerci affatto. Per quanto riguarda invece il suo cammino di formazione dal momento in cui lo/la incontriamo, spetta a noi scegliere quale direzione fargli/farle prendere a nostro piacimento, e non senza un motivo di trama per farlo.

V è quindi un personaggio formato, con un carattere deciso, ma con una morale che sta a noi dettare. È un’assassino o preferisce tramortire i propri nemici senza lasciare vittime? Prende tutto fin troppo sul serio o riesce a scostarsi talmente tanto dagli eventi da riderci sopra e fare battute? È disinteressato a chiunque cerchi di stargli vicino o preferisce contare sull’appoggio di chi conosce? Sta a noi scegliere come farlo reagire in conformità agli accadimenti della storia, anche questi modificabili a seconda delle nostre azioni, per arrivare a realizzare il V che vogliamo che sia. Le caratteristiche da GDR non sono dunque così vaste com’è possibile vedere in altri titoli dall’impronta più mirata, ma sono abbastanza profonde da rendere il gioco ugualmente flessibile con le nostre decisioni e azioni, garantendo una personalizzazione a tutto tondo.

 

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Lame, pugni, pistole, fucili e non solo

Dal punto di vista del gameplay Cyberpunk 2077 presenta sin da subito una vasta scelta di cose da fare e di modi altrettanto diversi per contrastare i nemici in cui ci imbatteremo.

Per quanto riguarda le armi, possiamo separarle in questi gruppi:

  • armi tradizionali, le più facili da trovare in giro per Night City: si tratta di armi che utilizzano proiettili classici a polvere da sparo.
  • Armi tecnologiche, che permettono di sparare dei colpi caricati, più potenti di quelli normali: perfette per perforare armature o contro i bersagli non umani come i bot.
  • Armi smart, le quali utilizzano dei microproiettili a ricerca, ma che richiedono l’installazione della mira smart integrata per usufruire di questa funzione: meno potenti delle altre armi, possono risultare però ben più efficienti.
  • Armi contundenti, tipo le mazze o i baton, che possono stendere il nemico senza ucciderlo.
  • Armi da taglio o da affondo, come ad esempio la katana e i coltelli, che sono molto utili per far fuori i nemici risparmiando proiettili. Al contrario delle armi contundenti, però, queste uccidono il nemico.
  • Armi da lancio, ovvero le granate che possono essere esplosive, accecanti, velenose o altro ancora.

 

Da qui si apre una vastissima combinazione di armi in cui incapperemo anche solo come loot di una normale sparatoria occasionale di quartiere, non soltanto per quel che riguarda l’estetica delle armi ma anche per il loro shooting, nell’utilizzo pratico quindi. C’è poi un’ulteriore diversificazione possibile grazie alle mod, le quali possono rendere l’arma non letale o possono attribuire statistiche percentuali come l’aumento del 10% dei critici, ad esempio. Si aggiungono inoltre accessori come mirini e silenziatori, che davvero al caso nostro se siamo interessati allo stealth ma non vogliamo rinunciare all’utilizzo delle armi da fuoco.

Rimanendo sulle armi fisiche invece abbiamo la possibilità di aggiungere impianti cyberware al corpo di V, ma solamente facendo visita ai bisturi della città. Impianti come le lame da mantide, le braccia da gorilla e il sistema di lancio di proiettili possono risultare davvero utili in combattimento e sono anch’esse modificabili con delle mod, arrivando a poter utilizzare, ad esempio, le lame da mantide elettriche.

 

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Oltre alle armi fisiche abbiamo pure l’utilizzo dell’hacking rapido e la violazione dei protocolli da usare a nostro vantaggio. Possiamo infatti violare le telecamere o le torrette per disattivarle, utilizzarle per osservare il campo di battaglia e studiare la strategia migliore, o possiamo anche renderle pacifiche, facendole così passare dalla nostra parte per difenderci o individuare automaticamente i nemici nella loro porzione di mappa. Per quanto riguarda invece l’utilizzo dell’hacking rapido sui nemici, possiamo utilizzare delle abilità per rallentare, bloccare o danneggiare gli NPC fino ad ucciderli senza neppure farci individuare.

In tutti questi casi, sia che si parli di armi fisiche che di hacking, abbiamo a disposizione diversi livelli di rarità, ovvero: comune, non comune, raro, epico e leggendario. Poi vi sono anche le armi iconiche, uniche in tutta la partita e che sbloccano il loro progetto di realizzazione così da permetterci di crearne una versione migliorata. Attenzione però, perchè per farne una versione migliorata è assolutamente necessaria la prima versione dell’arma: infatti questa verrà migliorata e non ricostruita da zero. Nel caso delle armi iconiche, ogni lasciata è veramente persa per tutto il resto della partita e non ci sarà più possibile riaverla indietro.

È anche il caso di parlare dei miglioramenti cyberware attuabili al corpo di V, che potrebbero cambiare notevolmente l’intero gameplay. Ad esempio possiamo installare delle gambe in grado di compiere balzi molto più alti o, se preferiamo, di compiere un doppio salto, impensabile in un gioco simile ma che torna davvero utile quando si è inseguiti dai nemici o per girare più agevolmente a Night City.

 

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Ogni parte interna di V si può cambiare a nostro piacimento. Ciò comporta un miglioramento delle sue statistiche o l’utilizzo di armi e accessori davvero utili.

Per quel che riguarda le vere e proprie armature abbiamo a disposizione centinaia di abiti diversi, tra cui possiamo trovare sicuramente uno stile in grado di soddisfare qualsiasi nostro gusto personale. È comunque consigliabile, soprattutto all’inizio, non badare troppo al look ma al livello di difesa che i diversi capi forniscono per rimanere in vita, specialmente giocando a difficoltà difficile e molto difficile. Abbiamo a disposizione gli slot per cappelli, occhiali, magliette, giacche, pantaloni e scarpe, con l’aggiunta di un ulteriore scomparto per i set di abbigliamento da aggiungere al di sopra di tutto ciò, il quale cambia interamente l’aspetto del nostro personaggio. Anche i capi d’abbigliamento possono essere migliorati con l’aggiunta di mod, a patto che ci siano gli scomparti liberi in cui inserirli, ovviamente.

Parlando invece della guida, se a primo impatto le macchine sembrano poco reattive e difficili da gestire, le moto sono invece quelle che riescono a dare le più grandi soddisfazioni, presentando un metodo di guida molto diverso dai veicoli a quattro ruote e risultando ben più divertenti con l’utilizzo del freno a mano per effettuare delle derapate davvero utili negli inseguimenti. Altra menzione doverosa anche per quanto riguarda un veicolo aggiuntivo che è possibile guidare solamente giocando alcune missioni secondarie: si tratta di un mezzo particolarmente interessante, peccato però non poterlo guidare più spesso di quanto viene permesso nel gioco.

Pur non potendo personalizzare le proprie macchine (feature promessa dagli sviluppatori ma mai implementata nella versione finale), vi è ugualmente una buona differenziazione delle diverse tipologie di veicoli. Queste sono:

  • Economy, vetture economiche ma dalle prestazioni minori, sia in velocità che nel controllo della macchina;
  • Executive, auto vecchio stile con grandi modifiche e personalizzazioni futuristiche;
  • Heavy Duty, veicoli più pesanti come camion e mezzi per il trasporto di carichi pesanti;
  • Sport, macchine dalle grandi prestazioni, assolutamente adatte per le gare da corsa;
  • Hypercars, le auto più costose che ci siano, capaci di raggiungere alte velocità, mantenendo comunque un miglior controllo nella guida.

 

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Nel complesso il gameplay risulta estremamente divertente ed immersivo, fluido e veloce se preferiamo l’azione oppure lento e controllato nel caso volessimo agire più stealth. La grande quantità di meccaniche che possiamo utilizzare per giocare come più ci aggrada rende il titolo non solo altamente rigiocabile, ma anche in continuo movimento. Possiamo infatti decidere di abbandonare un’arma per passare subito ad un’altra trovata a terra tenendo premuto il tasto “R”, senza staccarci mai dall’azione. Peccato che questo sia anche il tasto per ricaricare l’arma, quindi serve fare attenzione nell’utilizzarlo.

Dobbiamo fare attenzione anche a ciò che livelliamo nel corso della partita, ma non c’è da temere: è possibile acquistare dai bisturi lo shard Tabula E-Rasa che ci permette di riassegnare tutti i punti investiti, per lo meno per quel che riguarda i talenti. L’oggetto costa però 100.000 eurodollari (valuta del gioco), perciò è meglio pensarci bene prima di investire i punti o di spendere tale cifra per riassegnarli.

 

Attributi, abilità e talenti

Dopo una distribuzione iniziale di punti agli attributi di V, ad ogni level-up è possibile aggiungerne di nuovi. Come detto abbiamo punti da investire in attributi e altri punti in abilità: queste ultime singolarmente aumentano di livello anche con il loro costante utilizzo. Abbiamo quindi gli attributi di: Fisico, Riflessi, Intelligenza, Freddezza e Capacità Tecnica. È presente anche un sesto attributo che rimane inaccessibile per tutta la partita e che può essere un’aggiunta prevista con i futuri DLC, in uscita nei prossimi mesi.

Con l’aumento di livello degli attributi possiamo man mano sbloccare più talenti a loro legati: livellando perciò l’attributo Intelligenza, a cui sono legate le abilità di hacking rapidi e violazione di protocollo, possiamo sbloccare i diversi talenti a nostra disposizione, come visibile nell’immagine sottostante.

 

night city

Abbiamo accennato alla creazione delle armi, ma in realtà è possibile realizzare da zero qualsiasi cosa, dai cappelli ai consumabili fino ad arrivare alle mod equipaggiabili. È dunque possibile creare ogni pezzo di equipaggiamento, a patto di averne i progetti sbloccati, a seconda del livello che avrete in questa abilità e dei talenti sbloccati per il personaggio.

Oltre alla creazione è presente anche il potenziamento degli oggetti. Se siamo particolarmente affezionati ad una maglietta o ad un’arma, ma le sue cifre di danno o difesa sono inferiori al nostro necessario, possiamo potenziarle quanto vogliamo: sta a noi decidere se ne valga la pena o meno. Chiaramente è più utile potenziare un oggetto già potente, magari leggendario/iconico, piuttosto che uno comune.

 

Open world e missioni

Una volta superate le missioni del prologo ci vengono aperte le porte dell’intera Night City. A quel punto avremo davanti a noi un open world diviso in diversi distretti, tutti gestiti da fixer differenti che ci contatteranno tramite chiamate e messaggi per fornirci informazioni riguardo a differenti ingaggi sempre abbastanza diversi fra loro. Questi, assieme agli eventi casuali, alle missioni secondarie e primarie, sommate ad ulteriori eventi segnati sulla mappa, contribuiscono a riempire le nostre ore di esplorazione in questa immensa città che non dorme mai. Pur essendo dello stesso tipo, le missioni sono da gestire in maniera differente o hanno dinamiche dissimili tra loro, senza rischiare quindi di annoiarci in alcun modo.

Per quanto riguarda lo svolgersi degli eventi, anche di quelli secondari, si può dire che ogni punto sia stato studiato per portare noi giocatori a farci diverse domande man mano che la trama si infittisce. Pur giocando in un mondo molto diverso dal nostro, è facile riconoscere situazioni che verosimilmente potrebbero accadere anche nella vita reale. Il realismo di certe situazioni è dato anche dallo studio meticoloso nella caratterizzazione dei personaggi, specialmente di V e Johnny. Spesso ci sono dei silenzi che valgono più di mille parole, pur non vedendo il volto del nostro personaggio. Lo stato d’animo traspare in modo ben preciso dai toni di voce, dalle pause e dalla mimica facciale degli NPC.

Ognuno dei finali del gioco è perfetto ed è stato curato con meticolosità, tanto che persino quello più breve e semplice porta con sè una grandissima carica emotiva. Tutti quanti hanno ragione di esistere ed è possibile trovare sicuramente quello più adatto al nostro personaggio. Per gran parte della sua durata, Cyberpunk 2077 ci ha abituato a darci poche scelte a disposizione: è invece sul finale che dà il meglio di sè.

Una volta terminata l’avventura non abbiamo nessun New Game+: veniamo invece riportati alla sezione open world, ovvero nel pre-finale, così da poter concludere le missioni rimaste e finire il titolo al 100%. Inoltre possiamo giocare tutti i finali possibili senza dover necessariamente ricominciare una nuova partita o riutilizzare il salvataggio corretto. Tutto può essere giocato fluidamente in una sola run.

 

night city

Tra citazioni di grandi classici e creazioni originali

La mole di easter egg che possiamo trovare all’interno del gioco è grandiosa e interessante, specialmente nei differenti modi in cui vengono presentati tali riferimenti. Ovviamente tra i più evidenti abbiamo citazioni a Blade Runner, Deus Ex, Demolition Man, Half-Life, Portal e molti altri, fino ad arrivare a incontrare addirittura Hideo Kojima all’interno del gioco, assieme anche alla capsula di un BB, direttamente da Death Stranding. In aggiunta CD Projekt RED si autocita con le diverse riviste sparse per Night City in cui è possibile trovare il volto di Ciri di The Witcher 3.

Nonostante i tanti riferimenti al nostro passato, come gli anni ’80 e ’90, tutto è stato costruito a nuovo appositamente per Cyberpunk 2077, dalle band musicali di cui possiamo ascoltare le musiche nei locali, pubblicità e alla radio, fino alla moda e alle sue differenti tipologie all’interno del titolo. Abbiamo il Kitsch, il più sbarazzino e colorato degli stili, l’Entropism, più funzionale e meno attento all’occhio, il Neomilitarism, indicato da uno stile serio e mirato all’eleganza, e infine il Neokitsch, molto utilizzato dalle celebrità e dai ricchi, ognuno realizzato ad hoc appositamente per le differenti classi sociali di Night City, tra praticità e gusto.

Anche l’architettura di Night City presenta le giuste differenziazioni tra le diverse zone, molto più colossale e maestosa nei quartieri alti, più affollata e sporca nelle zone più economiche della cittadina, e dai tratti più orientali con dei suggestivi ologrammi sempre in movimento a Japantown.

death stranding
Grafica e tecnologia fin troppo next-gen

Cyberpunk 2077, come accennato a inizio articolo, è stato in incubazione per ben otto anni e la fatica spesa durante questo periodo di tempo la si può benissimo vedere in quella che è la grafica di gioco, sempre se si ha l’attrezzatura adeguata per reggerlo. Graficamente parlando, per essere giocato come è stato pensato, il gioco richiede l’utilizzo di una scheda grafica RTX, in grado perciò di utilizzare la funzione del ray tracing, così da poter godere di una gestione migliore delle luci ambientali e della loro resa verosimile sulle diverse superfici. Questa è una tecnologia che sta pian piano prendendo piede, specialmente ora, con l’uscita delle console next-gen, che hanno questa funzione già integrata all’interno del proprio hardware.

Ma, tralasciando il ray tracing, Cyberpunk 2077 rimane visibilmente godibilissimo anche senza questa tecnologia, pur necessitando di una scheda grafica di recente generazione per essere giocato con impostazioni alte o ultra. Nonostante questo, anche a impostazioni minime il titolo riesce ugualmente a risultare immersivo e a dare il giusto realismo, facendo un buonissimo utilizzo di shading e texture.

Pur con un’adeguata scheda grafica, comunque, Cyberpunk 2077 pretende fin troppo. L’ottimizzazione fa un lavoro abbastanza bilanciato, ma non perfetto, rendendo faticoso riuscire a giocare a 60 fps stabili con le impostazioni portate ad ultra, soprattutto girando per le strade affollate di Night City. C’è da dire però che al suo massimo potenziale Cyberpunk 2077 è una meraviglia per gli occhi, potendo notare degli scorci mozzafiato sia al massimo della definizione grafica che ad una molto più scarna, utilizzando impostazioni davvero basse, come potete notare nell’immagine sottostante. Questo grazie alla buona modellazione che è stata fatta per tutti i modelli del gioco, dagli oggetti agli ambienti, i quali fanno sì che ci sia un’ottimo shading delle superfici, ovvero lo studio del modo in cui la luce debba riflettere sui materiali, senza bisogno del ray tracing. Tutto ciò rende il titolo visivamente realistico, non fosse per la popolazione formata da degli NPC che girano in modo del tutto casuale e fuori controllo per le strade della città, sporcando così malamente il tutto.

 

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Questo screenshot è stato preso con la gran parte delle impostazioni al minimo, ma a colpo d’occhio è un’immagine che riesce ugualmente a sorprendere per la sua bellezza.

Visivamente anche l’impatto dei veicoli, delle armi, degli oggetti e degli NPC su PC è spettacolare, come lo sono anche le espressioni e mimiche facciali dei personaggi che contribuiscono a renderli ancora più vivi sullo schermo. Parlando invece di quella che è la condizione grafica sulle console, purtroppo questa non regge minimamente il confronto, a meno che non si giochi su next-gen, ovviamente, con tanto di ray tracing e potenza hardware ben maggiore rispetto alle vecchie console, sulle quali il gioco subisce uno stuttering inverosimile, impedendo persino di giocare in modo corretto e adeguato, problema grave di cui gli sviluppatori si sono scusati e che cercheranno di risolvere nei prossimi mesi.

 

Un comparto audio che lascia il segno

“Мусорщики”, “Never Fade Away” e “Rite of Passage” ci rimarranno nella memoria, soprattutto quest’ultima, trattandosi della canzone principale del gioco che troviamo ripetuta altre volte in differenti note di sottofondo. Le musiche giocano un ruolo estremamente importante nel titolo, avendo questo come coprotagonista il rocker pazzoide di cui vi abbiamo parlato prima. Possiamo dire che tutti i pezzi realizzati dallo studio di produzione per il gruppo musicale Samurai si sposano perfettamente nel gioco e, soprattutto, con il personaggio interpretato da Keanu Reeves. Johnny Silverhand è infatti uno di quei rocker che ama esagerare: la canzone “Never Fade Away” è simbolica in questo e, chissà, potrebbe diventare importante anche per il nostro protagonista. Interessante anche la scelta dei nomi in inglese di ogni singola missione, sia quelle primarie che secondarie, perché tutte riconducono a titoli di canzoni realmente esistenti.

Per quanto riguarda il doppiaggio, sia quello americano che quello italiano, entrambi sono di squisita fattura. Ammettiamo che col doppiaggio inglese possiamo assaporare molto meglio le cadenze della lingua e il modo di parlare più colloquiale dei personaggi di strada rispetto ai cittadini delle fasce alte della città. L’italiano tuttavia si mantiene il più fedele possibile, scegliendo sempre delle traduzioni ad hoc in ogni caso. Sappiamo che i lavori sul doppiaggio sono iniziati già nei primi mesi del 2019 sotto la direzione di Leonardo Gajo, ospite che abbiamo avuto il piacere di intervistare in una diretta sul nostro canale Twitch.

Assieme al doppiaggio è bene parlare anche di un nuovo e innovativo sistema che ha approfondito maggiormente l’immersività all’interno di Cyberpunk, ovvero il lip-sync adeguato alle ben undici lingue di doppiaggio del gioco, il quale permette di vedere i labiali perfettamente sincronizzati anche con il parlato italiano.

 

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Il realismo e la sua rottura

Se da un lato la realizzazione dei personaggi ci è piaciuta molto, lo stesso non si può dire invece dell’intelligenza artificiale generale. Gli NPC che troviamo in giro per la mappa di gioco non fanno altro che girare a vuoto senza meta, altri sono fermi e compiono azioni estremamente banali, posizionati lì come fossero privi di sostanza. Se proviamo a parlare con loro abbiamo delle risposte casuali, a volte assolutamente incoerenti con il contesto e il luogo in cui ci troviamo. Il traffico è minimale e gestito appositamente per risultare più esagerato nei momenti in cui dobbiamo lanciarci in un inseguimento, con l’apparizione di macchine per intasare un incrocio, proprio nel momento in cui dobbiamo passare noi.

Per quanto riguarda gli NPC con cui dobbiamo interagire per le missioni può capitare che questi, durante una discussione, si spostino fino a trapassare il corpo di V, il che può rompere tutta l’immersività costruita fino a quel momento. Parlando invece dei nemici, questi non sono gestiti in maniera tremenda, hanno un occhio fin troppo buono quando dobbiamo spostarci in stealth e sicuramente non aspettano il proprio turno per attaccarci, arrivando ad utilizzare anche hacking rapidi su di noi per individuarci e danneggiarci. Peccato però non si vada molto oltre a questo.

Le boss fight sono interessanti, ma nulla di eccessivamente complicato. È interessante la possibilità di evitare la prima boss fight grazie alle nostre scelte durante una particolare situazione di stallo, ma non vi è molto di più. Detto ciò, i boss sono veramente pochi: più che un singolo nemico, sono le situazioni in cui ci troveremo ad essere particolarmente ostiche da superare. Ci sono delle differenze tra i boss, ma si possono riassumere in due tipologie: quelli agili e quelli più massicci. Non sono dei muri contro cui dobbiamo sbattere più volte per capire come poterli superare, anzi è abbastanza semplice comprendere la loro routine per attuare una tattica valida per ognuno di loro.

 

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La presenza di bug è molto alta e può dare immensamente fastidio notare in lontananza l’apparizione di vetture, oggetti, oltre che vedere letteralmente lo spawn casuale di NPC, come anche la comparsa istantanea dei droni e dei poliziotti nel caso in cui dovessimo commettere un illecito, il che risulta davvero estremamente irritante per noi giocatori. Per quel che riguarda errori che potrebbero rovinare totalmente l’esperienza possiamo dire che durante la nostra run di quasi 100 ore abbiamo avuto un solo crash, mentre è successo che durante un’intera missione primaria dell’avventura l’IA nemica non ha visto la nostra V come nemico per colpa di un bug dichiarato, causato da una scelta opzionale di tale missione.

 

3.5

CONSIDERAZIONI FINALI

Cyberpunk 2077 è macchiato dai vari problemi riscontrati di bug, un’intelligenza artificiale a tratti imbarazzante e delle richieste hardware non da poco, oltre alla quasi totale ingiocabilità su console old-gen. Tenendo conto delle sue problematiche, ci sentiamo però di affermare che il gioco è estremamente divertente, toccante e mozzafiato sotto molti punti di vista.

Ciò che l’azienda polacca è riuscita a realizzare centra le aspettative di chi non si aspettava il titolo rivelazione dell’anno, ma bensì un semplice gioco, soprattutto avendo in mente il passato di CD Projekt RED, team che solo con questo titolo è uscito fuori dalla sicurezza e monotonia del progetto The Witcher, concentrando le proprie risorse su qualcosa di più originale e totalmente diverso, anche se basato su un GDR cartaceo già esistente. Sicuramente, con Cyberpunk 2077 la casa di sviluppo polacca ha dimostrato al suo pubblico che non ha paura di puntare in alto: basti notare l’approfondita caratterizzazione di tutti i personaggi e la grande maturità della storia che riesce a toccare le giuste corde, a qualsiasi giocatore si stia raccontando.

In sostanza Cyberpunk 2077 presenta diversi problemi tecnici, anche gravi, dovuti a dei lavori lasciati palesemente a metà, che speriamo vengano risolti nel corso dei prossimi mesi. Ciononostante, il titolo tratta con maestria un tema maturo e ben approfondito con differenti pesi e misure che sta a noi scegliere, grazie ad una componente ruolistica più che dignitosa per le caratteristiche del gioco, all’interno di un open world in grado di dare veramente ampio respiro all’ambiente e al gameplay di cui possiamo disporre.

 

La nostra scala di valutazione

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Miky Samurai77Erebo Recent comment authors
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Miky Samurai77

Bhe almeno ci si fanno 4 risate 😂😂
https://www.youtube.com/watch?v=1oN5v0mcTMs

Erebo
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Erebo

Io c’ho circa 150 ore e due run,e mi trovo d’accordo la recensione è lucida, obbiettiva e il voto per la versione PC adeguato