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Che cos’è esattamente un MMO? – La nostra definizione del genere

Che cos’è esattamente un MMO? – La nostra definizione del genere

Come sapete su MMO.it il nostro obiettivo è informarvi con puntualità e competenza sui videogiochi multiplayer online, mantenendo un occhio critico e consapevole sullo stato dell’industria. Per poter svolgere questo compito è importante chiarire qual è la nostra grammatica e la linea editoriale che usiamo, così da evitare incomprensioni con voi lettori.

Sul nostro portale potete già leggere le pagine relative alla presentazione del progetto e alla scala di valutazione che adoperiamo. Tuttavia, a mano a mano che cresciamo, diventa sempre più urgente trovare una definizione formale di MMO, in modo da chiarire il più possibile i dubbi.

Sempre più spesso, infatti, ci vengono poste domande come “Ma perché parlate di questo titolo, è un MMO?” o “Perché non vi concentrate sugli MMORPG?”. Domande legittime, a cui ora cercheremo di dare una (perlomeno parziale) risposta. Vi chiediamo dunque un po’ di pazienza nella lettura di questo articolo, prima di condannarci al rogo in quanto eretici del sacro verbo massivo.

 

Origini storiche del termine

Partiamo dalle basi storiche: le origini del genere MMO vanno ricercate nei MUD (“multi user dungeon”), ovvero giochi multiplayer online di tipo testuale. Questi prodotti sperimentali sono nati nei lontani anni ’70, come nel caso di Mazewar e MUD1, e allora presentavano già in embrione molte delle caratteristiche che sarebbero poi state riprese dagli MMORPG. Il legame tra i due generi è talmente forte che quando anni dopo uscirono i primi videogiochi massivi dotati di un comparto grafico, inizialmente questi erano chiamati semplicemente “graphical MUD”.

Il termine “MMORPG” vero e proprio è stato coniato nel 1997 da Richard Garriott per presentare la sua ultima creatura all’E3 di Los Angeles. Quel gioco era Ultima Online e avrebbe cambiato per sempre il genere proponendo un vasto mondo virtuale, un gameplay sandbox articolato e complesso, un’economia persistente e la possibilità di giocare con centinaia di altri giocatori su ogni server (chiamati “shard” nel titolo di Origin Systems).

Tuttavia Ultima Online non è stato il primo MMORPG. Già nel 1991 era uscito il primo RPG grafico online nella forma di Neverwinter Nights (da non confondere con l’omonimo titolo del 2002 di BioWare), ma il primo vero MMORPG a tutti gli effetti viene considerato Meridian 59. Pubblicato nel 1996 da 3DO Company, questo titolo avanguardistico offriva una grafica tridimensionale e un mondo tutto da esplorare. Alla fine degli anni ’90 il genere sarebbe esploso in offerta e popolarità, grazie non solo allo stesso Ultima Online, ma anche ad EverQuest ed Asheron’s Call, per poi arrivare fino agli anni 2000 e alla moltitudine di titoli che conosciamo oggi.

MMO.it cos'è un MMO MMORPG

MMORPG e MMO

Qua bisogna fare un piccolo ma importante distinguo. Come già detto tutto è nato con il termine “MMORPG”, che letteralmente sta per “massively multiplayer online role-playing game”, ovvero un gioco di ruolo multiplayer online di massa. Tutti i primi titoli massivi erano effettivamente degli RPG, con personaggi che crescevano di livello, abilità da apprendere e varie ambientazioni fantasy. Tuttavia ai classici giochi di ruolo si sono progressivamente affiancati altri titoli massivi, magari di genere diverso.

Da qui il termine “MMOG“, spesso abbreviato in “MMO“. Com’è intuibile, questi prodotti sono giochi multiplayer online di massa che lasciano fuori dall’equazione la parte ruolistica a favore di un altro tipo di gameplay, magari da sparatutto o gioco di guida. È questo il caso degli MMOFPS (sparatutto multiplayer online di massa), di cui PlanetSide rappresenta un fulgido esempio, o degli MMORTS (strategici in tempo reale massivi), come il free-to-play Stronghold Kingdoms.

Con MMO si intende perciò un insieme più ampio dei soli MMORPG, che comprende anche shooter, strategici, avventure e giochi di guida. In altre parole tutti gli MMORPG sono MMO, ma non tutti gli MMO sono MMORPG. Potrebbe sembrare banale, ma non è un caso se il nostro portale si chiama MMO.it e non MMORPG.it. Insomma, non vogliamo limitarci a parlare unicamente di giochi come World of Warcraft.

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Quindi che cos’è un MMO?

Ci scusiamo per questa lunga introduzione, ma era necessaria per far capire con quale spirito siamo giunti a certe conclusioni. Nei giorni scorsi la nostra redazione si è trovata per discutere dell’argomento: abbiamo allora coniato una definizione formale che comprendesse quelli che per noi sono i punti chiave del genere, i pilastri fondamentali che rendono un gioco un MMO.

Veniamo dunque al nocciolo. Ecco la definizione di MMO per noi di MMO.it:

Un MMO è un gioco multiplayer online che permette di giocare con un numero potenzialmente massivo di utenti all’interno di un mondo condiviso.

Questa è la parte essenziale, ma ci sono ovviamente altre caratteristiche che possono aiutare a definire un gioco un MMO, come un’infrastruttura basata su server centralizzati, un sistema di personalizzazione del proprio avatar, l’uso di una valuta come moneta virtuale o la presenza di meccaniche sociali, quali clan e gilde. In aggiunta c’è il tratto della persistenza, come riporta il teorico e game designer Richard Bartle: il mondo virtuale di un MMO è persistente, continua cioè ad esistere anche mentre il giocatore è offline.

È comunque opportuno precisare che la nostra non è una definizione perfetta ed eterna. I videogiochi si evolvono nel corso del tempo e lo stesso vale per gli MMO, sempre alla ricerca di nuove formule ludiche e tecnologiche. Per questo in futuro potremmo aggiornare la definizione, se ci sarà la necessità.

 

Chiarimenti, critiche e risposte (ovvero leggere qua prima di commentare)

Come vi sarete accorti la nostra è una definizione di MMO abbastanza ampia, che include anche gli shared world, ossia i giochi online a mondo condiviso che stanno spopolando nell’industria degli ultimi anni. Ignorare questa tipologia di prodotti nel 2019 sarebbe miope e controproducente: titoli come Destiny e The Division offrono contenuti endgame, raid, gilde e spazi social in abbondanza. Il solo fatto che non presentino lo stesso grado di apertura di un World of Warcraft non significa che non siano MMO.

Dalla nostra definizione risultano invece tagliati fuori giochi come Hearthstone, che di fatto non presentano un hub o mondo condiviso in cui incontrare altri utenti.

La principale critica che è già stata mossa a questa definizione è che il termine “massivo” dovrebbe lasciar intendere la presenza simultanea di numeri molto grandi di giocatori. Tuttavia qua si pongono diversi problemi: innanzitutto, che cosa si intende esattamente con “massivo”? Cioè, quand’è che un gioco multiplayer online varca la soglia della massività? Qualcuno potrebbe asserire che ci vogliono almeno 100 giocatori nella stessa istanza, un altro 200, un altro ancora 500 o 1000. Ma queste sono cifre arbitrarie, non basate su dati di fatto. Per quanto ci possiamo sforzare non esiste una demarcazione precisa, un numero “ufficiale” superato il quale un gioco diventa massivo: questo perché la definizione di MMO si basa su una consuetudine, non su una legge scritta nero su bianco.

E d’altronde avrebbe davvero senso fissare un numero preciso? Una roba del tipo “se ci sono 1000 giocatori è un MMO, se ce ne sono 999 allora non lo è”? A nostro parere no, non bisogna fissarsi troppo sui numeri: i tecnicismi eccessivi rischiano di togliere significato e bellezza a un mezzo espressivo come i videogiochi, MMO compresi.

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D’altra parte questo tema non si scopre certo adesso: con l’evoluzione del mercato videoludico, la definizione dei vari generi è diventata sempre più controversa. Se ci pensate la stessa cosa sta succedendo anche in altri media, come la musica e l’arte contemporanea, dove categorizzare certe opere o canzoni sperimentali diventa un’operazione sempre più difficile. Con i videogiochi in particolare assistiamo a una tendenza ogni giorno maggiore all’ibridazione tra diversi generi, e questo rende quasi impossibile applicare delle etichette univoche ad ogni prodotto.

Pensiamo ad esempio a Grand Theft Auto V. Di base è un action adventure, come riporta Wikipedia. Tuttavia è anche un gioco di ruolo, poiché usando gli stessi personaggi migliorano le loro abilità in vari parametri. Presenta altresì delle fasi da sparatutto e da gioco di guida. Come se non bastasse, con la modalità online GTA V diventa di fatto un MMO. Insomma, vi renderete conto che la situazione è piuttosto complicata, e cercare di imporre dei paletti precisi finirebbe col risultare riduttivo nei confronti del titolo preso in esame.

Inoltre c’è un’altra questione più tecnica: non è detto che questi famigerati 100, 200 o 500 giocatori debbano essere presenti nella stessa lobby. Il termine “massivo” va riferito ai giocatori connessi sullo stesso server, non nella stessa istanza. Seguendo questa interpretazione, i già citati Destiny e The Division possono senza dubbio essere considerati degli MMO, perché sui loro server si riversano ogni giorno migliaia di giocatori.

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Per concludere

Ancora una volta, ci teniamo a ribadire che la questione è molto sottile e non esiste una sola risposta univoca, quanto piuttosto diverse interpretazioni. Persino SuperData, una delle principali aziende per quanto riguarda le ricerche di mercato sui videogiochi, si è trovata in difficoltà quando ha dovuto dare una definizione precisa di MMO, finendo per dire che anche Hearthstone e League of Legends sono MMO. Una definizione con cui noi non siamo del tutto d’accordo poiché a questi titoli manca un mondo condiviso, cioè un luogo d’incontro tra più giocatori.

Quella che avete letto è dunque la nostra definizione di MMO. Su questo ragionamento ci basiamo per scrivere i nostri articoli e produrre contenuti video, nonché per definire i migliori MMO del momento e gli MMO più attesi dell’anno.

Tuttavia vorremmo sentire anche la vostra opinione in merito, quindi vi giriamo la domanda: per voi esattamente che cos’è un MMO?

 

 

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