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Bless Online – Recensione Early Access

Bless Online – Recensione Early Access

Bless Online è un classico MMORPG theme park sviluppato da Neowiz Games, software house sud coreana, detentrice di un proprio portale con all’attivo ben 41 giochi, da quelli sportivi fino ai board games.

Il gioco ha avuto un’origine travagliata, dopo il suo annuncio nel 2011, che prometteva sfracelli e mascelle cadenti per tutte gli appassionati del genere. È chiaro che a tutti i proclami di uscite orientali ne segue l’amarezza di sapere già che il loro arrivo in Europa sarà quasi certamente destinato ai posteri, visto gli eoni che in genere trascorrono fra le due release. Uscito in closed beta nel 2014 nel suo paese d’origine e successivamente disponibile in open dall’agosto dello scorso anno, Bless Online ha già fatto una comparsata in Occidente, visto che la versione russa (che comunque, vi anticipo, sembrava promettere di più dell’attuale presente su Steam) non ha avuto un grande successo ed è durata dal dicembre del 2016 al maggio del 2017, prima di essere chiusa per il disinteresse totale.

 

 

Un gioco già visto

Ecco che allora Neowiz, non paga di aver fallito nel mercato di maggiore attrazione del nostro continente, facendoci credere di averci messo pesantemente mano per migliorarlo, arriva ora con la versione global su Steam, e purtroppo ripete, e in peggio, tutti gli errori che aveva già commesso nelle due precedenti versioni. Quello che viene da pensare, in effetti, è che Neowiz stia tentando l’ultima carta per recuperare attraverso il buy-to-play del gioco, quanto investito nello sviluppo e di certo non ancora recuperato, anche dopo il fallimento russo. Molti hanno anche gridato al pay to win, ma sinceramente, almeno questo, senza un reale motivo.

Cosa offre Neowiz a chi vuole acquistare il gioco? Un’edizione standard, una deluxe e una collector’s edition che offrono diversi bonus a chi le acquista. Vediamoli con ordine.

Con la deluxe, per 40 euro, otteniamo 60 giorni di account premium, un paio di skin per il pet e la mount, riduzione di alcuni costi in game, tra cui quello delle riparazioni, materiali per il crafting e la raccolta, riduzioni delle tasse nel market, aumento degli activity point giornalieri. In aggiunta arrivano 2450 Lumena, la moneta del gioco.

Con la collector’s il premium passa a 90 giorni, più il titolo di founder, un codice omaggio di Bless Online da regalare a un amico. E poi 3800 Lumena e diverse altre skin. Purtroppo niente cavalcature: sarà anche un piccolo particolare, ma è generalmente diffuso nelle edizioni speciali dare una mount in omaggio a chi spende di più, specie nella collector’s che in questo caso costa ben 120 euro. Si potrebbe dire che sia un piccolo segnale di quello che ci aspetta dopo in termini di contenuti. Cioè… poco. Considerato che tutto questo è solo per un personaggio, il dubbio resta. Certo, il gioco è in early access, ma considerando che è pur sempre un MMO che in termini di contenuti dovrebbe essere già rodato, tutto questo sembra una contraddizione in termini.

 

Bless Online recensione early access steam

Una volta loggati e scelto il server tra quelli europei e americani disponibili (tutti uguali, non aspettatevi divisioni fra PvP e PvE), sarete chiamati alla prima delle scelte, ovvero quella tra le due fazioni presenti nel gioco, ovvero Hieron e Union. I primi, imperiali che come scopo hanno quello di proteggere il mondo dalle orde barbariche, e i secondi, i classici ribelli provenienti dal sud del pianeta che si oppongono al potere precostituito.

Per quanto riguarda le razze, la fantasia non ha “benedetto” la Neowiz. Infatti le varianti che suggeriscono i nomi, per entrambe le fazioni, sono sempre le solite, trite e ritrite. Gli elfi la fanno da padrone con i Sylvian Elves e gli Aqua Elves. Le due varianti umane sono gli Habicht e gli Amistad, mentre quelle “animalesche” sono i Lupus e i Pantera. Esiste poi una razza in stile manga e neutrale, disponibile per entrambe le fazioni, che si chiama Mascu.

Cinque le classi disponibili al lancio, poiché mancano ancora Assassin e Warlock. Potrete vestire i panni del Guardian, del Berseker, del Ranger, del Mage e del Paladin (recentemente nerfato perchè troppo potente in PvP). Vi dico subito che vi potete aspettare esattamente quello che il nome della classe promette, senza niente di nuovo che non abbiate già visto in moltissimi altri theme park precedenti. E questo, se non è proprio una nota di demerito, non è certo un pregio per un gioco che, ormai quasi 6 anni fa, prometteva di far tornare in auge il genere in un momento in cui i sandbox iniziavano a farla da padrone.

Inoltre il principale problema delle classi in un MMORPG come Bless, che dichiara il PvP come una delle sue componenti principali, è la totale assenza di bilanciamento delle classi. Ricordiamo che il gioco è in early access, va bene, ma non è un prodotto appena uscito. Ebbene, alcune patch eseguite finora hanno tentato di cambiare le cose, ma spesso è parso che siano state fatte un po’ a caso, depotenziando qualche anello della chain di alcune classi e rafforzando quello di altre, ma con il solo risultato di spostare i vantaggi da una classe all’altra, senza colmare l’assenza di un equilibrio generale, che di fatto ancora non c’è.

 

Bless Online recensione early access steam

Il bilanciamento, questo sconosciuto

Invertendo il trend che di solito si tiene in una recensione, preferisco soffermarmi subito sullo stato del gioco. Neowiz ha sicuramente molti contenuti già presenti nelle precedenti versioni del gioco pronti da lanciare. Il “bluff” dell’early access” mascherato dalla necessità di cambiarli per adeguarli al combat system, che tra l’altro non è nulla di trascendentale, non regge. Qui non c’è un end game a parte un paio di dungeon, che tra l’altro continuano a droppare indefessi oggetti per l’Assassin quando ancora l’Assassin non c’è, e a parte l’open world PvP e un battleground 15vs15 che lascia il tempo che trova.

Questo afflato di essere il nuovo gioco di frontiera, dove dopo il livello 45 si combatte fino alla morte per la propria fazione, per ora è solo un miraggio. Sono stati promessi inizialmente battleground addirittura 100vs100 (anche se spesso in molti giochi intorno al 40vs40 non ci si capisce più nulla), ma dalle ultime news pare che ci si dovrà accontentare di un 70vs70, il Siege of Castra, che non sarebbe neanche male se non fosse che le promesse non mantenute come al solito fanno perdere 60 giocatori in un colpo solo.

Come abbiamo detto è inutile parlare delle classi perchè se prima erano “sgrave” quelle melee, con paladin e guardian su tutte, ora dopo l’ultima patch lo sono quelle ranged, colpa anche del fatto che il sistema di combattimento a “catene di skill successive” funziona bene per alcune classi ma per altre è l’inferno, poiché se incappi in un miss della prima abilità devi lanciarla di nuovo.

Non sono nemmeno tanto d’accordo sul fatto di definire Bless Online un gioco tecnico, nel senso che necessita di pesanti personalizzazioni della build tra PvP, PvE, dungeon e compagnia bella. Qui mi sembra che regni il caos della casualità per quanto riguarda ciò che decidono gli sviluppatori da un aggiornamento all’altro e soprattutto per come sono state costruite le chain e anche per come si è permesso di personalizzare la potenza delle skill all’interno di queste, facendole propendere in una maniera che garantisce solo lo sbilanciamento totale fra le classi, a favore della riduzione del casting time o di quello della potenza/criticità del danno. Insomma, se paragonato a un World of Warcraft qui si possono fare anche mille tentativi diversi, ma una reale necessità di variare alcuni elementi della build cambiando la modalità di gioco non si registra.

 

Bless Online recensione early access steam

Farming ne abbiamo?

Altro elemento ostentato da Neowiz avrebbe dovuto essere quello dell’occidentalizzazione della componente di farming durante il levelling. Cosa che non c’è assolutamente stata, anche perchè, se non siamo ai livelli di un Lineage, di certo non si può dire che il grinding non sia un elemento essenziale di Bless Online. Prova a saltare solo una delle hunt quest disponibili e farai davvero fatica a raggiungere le missioni disponibili per il livello successivo. Perchè oltre le missioni principali e le side quest, decisamente parche, per completare il quadro e livellare abbiamo a disposizione anche delle spedizioni punitive contro un determinato gruppo di NPC, che possono essere lupi, banditi o mostri di un particolare tipo. Bisognerà ucciderne in tre step successivi un certo numero per ottenere l’exp necessaria a farci progredire nel gioco. Inutile dire che possiamo definirlo il classico lavoro da bot, non certo divertente specie in un gioco del 2018 (che poi non lo è).

Inoltre i dungeon disponibili ai vari livelli raggiunti, oltre ad avere il problema (si spera momentaneo) di droppare oggetti anche importanti per classi non implementate, si posso affrontare solo con un equipaggiamento di un certo livello, che spesso vi costringerà a intervenire nel marketplace, anche se a prezzi non eccessivi, specie per le prime fasi del gioco. Per giocatori esperti raggiungere il cap del livello 45 non sarà proibitivo, sicuramente, ma il modo in cui si sarà costretti a farlo, navigando sempre sul limite della mancanza di quest, depone per la versione che Bless Online ancora oggi, dopo varie versioni e vari continenti affrontati, non può essere considerato un prodotto che fa del suo forte la ricchezza di contenuti. Se poi volete credere alla favoletta che la Neowiz finalmente abbia deciso d’impegnarsi proprio per il mercato occidentale, fate pure.

Della creazione del personaggio abbiamo già detto nell’anteprima dedicata alle prime impressioni, che poi sono state tutte confermate. Senza infamia e senza lode, offre una personalizzazione del proprio avatar di discreto livello senza però raggiungere le vette di diversi giochi orientali usciti negli anni precedenti. Ed anche qui, se lo sviluppatore si vuole porre come il punto di riferimento del mercato theme park, avrebbe dovuto intervenire pure su questo aspetto, che comunque è veramente l’ultimo dei problemi del gioco. Sembra strano, ma dopo centinaia di giochi provati nella mia vita da gamer, ho trovato irritante la finta voglia di realismo che pervade la scelta di fornire la propria cavalcatura di una sorta di necessaria “ricarica di stamina” periodica, almeno finchè non si affronta un serio upgrade di quest’ultima, neanche fosse una macchina da corsa.

 

Bless Online recensione early access steam

Colli di bottiglia

Un altro problema ancora irrisolto sono i costanti cali di frame rate, i colli di bottiglia e le improvvise disconnessioni dal server di cui Bless soffre costantemente. Mi ricordano un po’ i problemi che ha avuto per tanto tempo Age of Conan, ma erano altri anni e Funcom non aveva avuto precedenti esperienze con lo stesso gioco in altre parti del globo, quindi rimane abbastanza inspiegabile, soprattutto dopo aver provato la versione russa diverso tempo fa che filava via una meraviglia, come la versione nostrana ne debba subire. E questo è un altro degli aspetti negativi che stanno facendo scappare in massa i giocatori da Bless. Al day-one i server, se non proprio pieni, erano popolati in maniera soddisfacente. Cosa che invece ora non succede, e spesso in alcune zone mi capita di girare per diversi minuti senza incontrare anima viva. È evidente che molti, nonostante l’acquisto, abbiano deciso di disinstallarlo e chiedere il rimborso o aspettare tempi migliori per provarlo nuovamente.

E come spesso succede, in un mercato sempre ricco di nuove offerte, non è certo una mossa che possa far bene a Neowiz, anche perchè il passaparola che si legge di continuo sui vari forum, non ultimo quello ufficiale, è assolutamente demotivante per i nuovi arrivi. Ricordiamo che Bless Online è uno dei giochi più massacrati dagli utenti Steam, e che molti giocatori storici si stiano scusando di averne tessuto le lodi dopo aver provato con mano la pochezza di questa versione globale. Si pensi anche che Neowiz ha già programmato un merge dei server a luglio, per completare un quadro non certo confortante.

Graficamente Bless non è brutto, ma è fermo a diversi anni fa. Sia la struttura delle città che l’open world risentono di mille mila altre scene già viste, e spesso rubate (vedi gli agglomerati urbani) non da giochi tripla A ma da MMO orientali free-to-play di scarsa qualità che hanno inondato il mercato per anni. Purtroppo non si rimane ammaliati da nessun aspetto visivo del gioco, che è rimasto tale e quale alla beta di diversi anni fa, se non peggiorato a causa del tentativo di ottimizzazione. L’aspetto delle razze è assolutamente banale, come del resto le armature, le cavalcature, i mostri, gli NPC, i palazzi e le zone, che purtroppo si assomigliano un po’ tutte, mancando completamente quell’effetto di stupore che molti giochi passati sapevano regalarci già diversi anni fa.

 

Bless Online recensione early access steam

La noia, il vero boss da sconfiggere

Abbiamo parlato delle quest, che anche a livello pratico non offrono spunti di novità nell’esecuzione pratica, rimanendo fortemente agganciate a uno stile sinceramente vecchio. A questo si aggiunge una costruzione dei dungeon banale e molto lineare, che fa sì che si affronti solo per ottenerne l’exp o il presunto drop elitario. Tutto questo è condito da un combat system sì cambiato dalle precedenti versioni, ma che rimane ancorato al classico tab-targeting che tanto abbiamo disprezzato dopo aver giocato fino alla nausea il capolavoro della Blizzard. Ci sono le chain, già predisposte dove possiamo solo variare le skill sbloccate di livello in livello o cambiarne alcune sull’interfaccia utente, tra l’altro davvero scomoda.

Confermo che dover combattere sempre costruendo catene di efficacia alla fine ottiene l’effetto diametralmente opposto a quello che si vorrebbe avere, ovvero annoia e spesso offre momenti di lentezza tristi anche a livelli alti. Non abbiamo citato il crafting, che nei pensieri del 2015 della casa sviluppatrice doveva essere originale e diverso dagli altri MMORPG. Purtroppo la prima versione senza professioni, in stile simil sandbox, non è piaciuto né in Oriente né in Russia e si è tornati a preferire il classico sistema già visto in ogni dove. Anche qui avremo i sempreverdi armorsmith, piuttosto che l’enchanting o il taming, il cooking o l’alchemy. Missioni giornaliere e periodiche, oltre che il continuo uso delle abilità di crafting, vi forniranno i punti exp necessari per salire i numerosi livelli che il gioco offre, senza brillare di originalità, ma anche senza infamia.

Concludendo, Bless Online è in accesso anticipato ma ci crediamo poco. Certo, siamo pronti a smentirci se e quando Neowiz ce ne darà il motivo, ma visti i precedenti e la situazione attuale del gioco le speranze non sono eccessive. Di certo è migliorabile introducendo alcuni contenuti, specie l’end game che ora è davvero ridotto all’osso e costringe a passare la mano anche chi ha raggiunto il cap resistendo alla noia. Un gioco che doveva essere il paladino della rinascita theme park e invece non fa che farci rimpiangere quelli che sembrano tempi decisamente andati, oppure ci spinge a tornare su World of Warcraft in attesa di un nuovo, e oserei dire necessario, MMO di Blizzard.
Bless Online non è brutto. È solo totalmente inutile.

 

Bless Online recensione early access steam

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