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Bless Online: Prime impressioni dall’Early Access – Recensione in corso

Bless Online: Prime impressioni dall’Early Access – Recensione in corso

Bless Online della coreana Neowiz non è certo un gioco nuovo. Uscito anni fa nella sua terra natale e più di recente in Russia, avevamo già avuto modo di provarlo, forse quando i tempi e l’hype erano anche più propizi e sinceri. Ora giunge nel cosiddetto “Occidente”, che spesso e volentieri per poter mettere le mani su molti MMORPG deve aspettare secoli e incrociare le dita sperando in release in tempi umani.

Con la versione approdata da pochi giorni in Early Access su Steam dovremmo finalmente trovarci di fronte a una versione molto riveduta e ottimizzata di Bless Online, almeno stando a quanto dichiara la casa sviluppatrice. Le prime impressioni, però le danno palesemente torto. Devo dire che quando provai la versione russa, pur classica fino al midollo, non mi dispiacque. Eravamo già in piena vena sandbox e ritornare a un themepark pareva anacronistico per i più, ma poteva rappresentare una boccata d’ossigeno per i puristi del genere. Ora siamo totalmente invasi dal mood “survival”, che riprende il concetto di sandbox e lo esaspera. Il reale problema è che contrastarlo con un gioco ormai vecchio di anni che ripercorre ogni luogo comune visto e rivisto ovunque fin dai tempi di EverQuest, oggi non è una strada percorribile. E Bless Online ha tutte le connotazioni negative per fallire che possano venirci in mente.

Innanzitutto non è innovativo nella scelta delle fazioni. Le classi e le razze sono praticamente identiche in entrambe e scegliere l’una o l’altra non influirà sul vostro gameplay, al limite vi farete un giretto per nuove zone iniziali e nulla più. Al momento oltretutto mancano ancora alcune classi (Warlock, Assassin e Mystic) e questo penalizza ulteriormente l’impatto iniziale già fatto di stereotipi e di razze non certo originali.

 

bless online steam early access recensione bless onlineLa creazione del personaggio è discreta e permette una buona scelta di personalizzazione, ma certamente non fa gridare al miracolo, visto che nel recente passato, mi viene in mente Aion, avevamo già avuto di meglio. Poi loggando arriva la lag. Anche solo passando da un NPC all’altro. Sicuramente problemi risolvibili, ma che lasciano perplessi visto il tempo trascorso a preparare il debutto. Quello che dovrebbe essere stato completamente rivisto è il combat system, ma il realtà ci troviamo di fronte al solito sistema a targeting con un approccio skill chain certo non particolarmente originale. Oltretutto implementato in modo un po’ caotico, che ci obbliga a un uso misto tastiera mouse piuttosto scomodo. Scomodo come lo è l’interfaccia, spoglia e poco funzionale, che non consente una personalizzazione tale da soddisfare i palati moderni dei gamer.

Poi via al festival dei luoghi comuni. Schermate NPC con interazione via testo e l’auto-run per arrivare nel luogo della quest, che però a volte si attiva anche per percorsi troppo lunghi che transitano immancabilmente in posti pieni zeppi di mostruosi nemici che vi polverizzeranno.

 

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La grafica personalmente mi pare inferiore alla versione russa. Non so perché, ma anche riguardando gli screenshot che avevo fatto all’epoca noto una differenza di dettaglio, di texture, di profondità visiva, e di effetti decisamente diversa. Eppure ho attivato tutto al massimo proprio per essere certo di avere la miglior soluzione possibile a livello qualitativo. Sembra che abbiano in qualche modo depotenziato il comparto grafico per risolvere alcuni colli di bottiglia dell’engine ma senza riuscirci, visti gli improvvisi cali di frame che il gioco presenta in molteplici situazioni, anche banali.

A parte questi problemi tecnici, qualcuno ha scritto che il levelling è monotono, e chi sono io per non confermarlo. Di certo è una caratteristica che gli MMO themepark spesso hanno e a cui molti non sono più abituati, ma è certo che la fantasia di soluzioni qui è proprio ai minimi termini e strappa appena la sufficienza a fatica. Gli scenari non provocano urla di gioia per la bellezza dei paesaggi, anche qui si poteva fare meglio ma alla fine per portare un certo tipo di upgrade in Occidente non bisognava tanto ottimizzare il gioco quanto rivederlo dalle fondamenta, cosa che non era certo possibile.

 

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Il vero problema di Bless è che gli sviluppatori hanno atteso troppo tra la pubblicazione della versione russa e quella nostrana. Fosse stata in contemporanea forse ora non saremo qui a guardare il pelo nell’uovo, che tra l’altro non c’è, perché è palesemente chiaro a una prima occhiata che sconvolgimenti epocali per offrire a noi un gioco rivisto e corretto non ne sono stati fatti.

Bless Online pare il classico prodotto che avrebbe funzionato meglio se fosse stato free-to-play con item shop. Il buy-to-play con abbonamento opzionale Premium e addirittura un Founder’s Pack da oltre 100 euro sembra un tantino azzardato, specie alla luce del fatto che il mercato va decisamente in un’altra direzione, che il gioco, ahimè, è vecchio, e che ci vorrebbe ben altro per attirare nuovamente il giocatore che apprezza questo tipo di MMO.

In soldoni non si capisce perché qualcuno dovrebbe preferire pagare per questo prodotto piuttosto che giocare a un Guild Wars 2, che solo a nominarlo il paragone potrebbe far venire l’orticaria, ma visto che anche la Neowiz adotta lo stesso modello di business, è giusto fare. Alla fine, almeno a una prima impressione, il gioco finisce per subire la concorrenza di MMO anche più modesti come Revelation Online, e questo fa naufragare i sogni di gloria della casa coreana in un bagno di sangue, in termini di appeal.

Detto questo continueremo comunque a giocare a Bless Online e nei prossimi giorni vi porteremo la seconda parte della nostra recensione, quindi restate sintonizzati su MMO.it.

 

 

 

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