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Aion 6.0: A New Dawn – Recensione

Aion 6.0: A New Dawn – Recensione

Aion è un MMORPG a tema fantasy pubblicato nel 2009 in Europa da Gameforge, e presente anche su Steam. Tra le più note caratteristiche di Aion possiamo annoverare il combattimento aereo, vista l’opportunità che si ha di volare in alcune parti della mappa, e il sistema PvPvE.

Il 19 settembre è approdata sui server europei la versione 6.0, denominata A New Dawn, che promette di “riportare il gioco alle origini”. A scanso di equivoci, premetto subito che questa è la versione 6.2 coreana.

Prima di approfondire i cambiamenti apportati da A New Dawn, facciamo una prospettiva globale del gioco.

 

 

Le basi

Dopo la scelta del server, Aion chiede all’utente di scegliere una tra sei classi, e poi una tra le due fazioni giocabili: Asmodiani o Elysiani. Una volta scelta la fazione non si potrà creare, sullo stesso server, un personaggio della fazione opposta. Le sostanziali differenze tra le due fazioni riguardano più che altro delle piccole variazioni grafiche, quali gli occhi rossi che hanno gli Asmodiani in combattimento, o la presenza di una criniera che percorre tutta la spina dorsale per diventare una coda. Oltre a questo, le ali iniziali sono nere per gli Asmodiani, mentre sono bianche per gli Elysiani.

La differenza principale però starà nell’ambientazione in cui i personaggi andranno ad interagire. Esse saranno infatti più cupe per gli Asmodiani, con la presenza di mostri dall’aspetto ferale, mentre le ambientazioni Elysiane avranno un tratto più fiabesco, e spesso le creature saranno degli animali più grandi.

La vera e propria creazione del personaggio si ha con l’editor del gioco che, oltre ai preset tipici, lascia grande libertà al giocatore tramite gli slider. Testa grossa? No problem. Corpo minuto ed esile? Va bene!

Per quanto riguarda la scelta della classe, l’utente ne avrà a disposizione sei, che sono più un archetipo di ciò che il personaggio diventerà. Al livello 10 infatti, il giocatore deve scegliere la sua specializzazione. Ad esempio un Guerriero dovrà scegliere tra diventare un Gladiatore o un Templare. L’unica classe iniziale che non dovrà scegliere in seguito è l’Artista, che al momento ha solo la specializzazione in Bardo.

Come in molti altri MMORPG, in Aion si seguirà la campagna e si avranno alcune quest aggiuntive per livellare velocemente. È stata proprio la patch 6.0 a snellire molto, a livelli quasi inimmaginabili, il tempo che si impiegherà ad arrivare al livello 80 (l’attuale livello massimo).

 

Aion 6.0 recensione Aion A New Dawn recensione

Cloud e le sue solite manie di protagonismo.

PvPvE

Come detto nell’introduzione, il PvPvE è uno degli elementi su cui NCSoft, casa sviluppatrice di Aion, ha puntato di più. Per capire bene questa meccanica basti sapere che a livelli bassi si ha la possibilità, tramite dei varchi, di andare a “visitare” l’altra fazione, potendo fare PvP. Il fattore più rilevante è l’ultima mappa, Lakrum in questa patch, che è contesa da entrambe le fazioni. Si potranno ingaggiare combattimenti con l’altra fazione in ogni parte della mappa, contendendosi i mob per le quest oppure i fortini per svolgere le quest settimanali.

Aion inoltre prevede diversi eventi volti alla parte PvPvE del gioco, come le Dredgion, dungeon con vari sotto obiettivi PvE e la possibilità di fare PvP, oppure i Siege, ovvero assedi veri e propri alla fortezza, ai quali partecipano diverse alleanze per fazione.

Per quanto riguarda il PvE, oltre alle mappe, Aion ha diversi dungeon, e molti boss hanno delle meccaniche tutte loro. Questi prevedono la conoscenza da parte del party delle loro skill. Spesso capita che sia l’ambiente circostante a dare chiari indizi su come procedere per non essere shottati, mentre altre volte si deve giocare con i buff e debuff del boss.

 

Comparto grafico, tecnico e sonoro

Prima di analizzare nello specifico i pro e i contro di Aion – A New Dawn, vorrei dare dei pareri sintetici sulla parte tecnica e artistica del gioco.

Graficamente non voglio dare giudizi. Nel 2009 il gioco era visivamente bellissimo, ma prima o poi tutti sentono il peso degli anni. Tra texture riutilizzate, modelli in bassa risoluzione e compenetrazioni poligonali, è evidente che se fosse un gioco moderno conseguirebbe una valutazione bassa. Però non lo è, quindi giudizio sospeso.

La colonna sonora che accompagna il giocatore nelle varie mappe e nei dungeon è solida, e le darei un giudizio positivo anche a distanza di anni. La completa traduzione in italiano è qualcosa in più che non tutti gli MMORPG hanno, ma non si può non notare qualche errore tragico, come dare ad uno Jotun (gigante di pietra) la voce di un giovane uomo. Risultano poi fastidiose le voci dei personaggi che devono sempre urlare nel castare una certa skill, e non mi piace la poca attenzione dedicata ai consumabili, ma questa è una cosa molto soggettiva.

Tuttavia la bestia nera di Aion è l’ottimizzazione, probabilmente per via del motore grafico usato, una vecchia versione del CryEngine. Se per la maggior parte del tempo si può giocare senza problemi, nella città principale di Lakrum e ai Siege bisogna per forza impostare l’opzione per non vedere gli altri personaggi, altrimenti il frame rate cala a un paio di frame. Contati.

 

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E questi sono ancora pochi come player dei Siege!

Aion 6.x

Potrei dilungarmi qui di seguito con varie motivazioni per la pubblicazione di questa patch, e di come questa influisca correntemente sui giocatori, ma rischierei di essere troppo prolisso, quindi vi darò quelle che potrebbero essere state le ragioni di fondo di NCSoft.

La prima è stata quella di colpire i bot coreani che farmavano e vendevano poi, dietro soldi reali, Kinah (la moneta in-game). Questo ha portato ad un radicale cambiamento di ciò che si poteva fare con le funzioni del titolo. Prima era possibile che i giocatori scambiassero tra di loro gli oggetti, oppure che li acquistassero da altri dietro ad un ammontare di Kinah concordato. Questi oggetti inoltre si potevano passare tra i personaggi dello stesso account, tramite il magazzino che aveva una sezione apposita dove tenere Kinah e oggetti. Togliendo queste funzioni NCSoft ha tolto la possibilità di una compravendita diretta, disincentivando i bot, e di conseguenza anche l’utilizzo di altri personaggi da parte di uno stesso giocatore.

La seconda ragione è stata dare una risposta ai giocatori che hanno abbandonato Aion anche dopo anni, visto che NCSoft ha reso, con la patch 5.x, il gioco veramente P2W ed ingiocabile a livello di bilanciamento in PvP. Su questo aspetto tornerò tra poco, parlando di Gameforge e del bilanciamento generale.

La terza ragione è svecchiare il gioco per attirare nuova utenza. Questo si è concretizzato in un level up veloce: questione di un paio di giorni per un nuovo giocatore, di 6 ore per un veterano. Il problema però è che fino al livello 80 si è dentro ad un tutorial enorme, senza possibilità nemmeno di provare quei dungeon che, lasciati in gioco un po’ modificati, sono solo ricordi di giorni lontani. Per dire, chi si fermerebbe al livello 55 per fare un dungeon e avere l’equip che droppa da lì, quando qualche livello dopo questo diventa inutile?

 

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Anche i dungeon sono stati facilitati, questi pitoni una volta si facevano in gruppo da 6, ora solo 3!

Una nuova alba

L’equipaggiamento in Aion, come in qualsiasi altro MMORPG, è molto importante. La campagna generale fornisce un equipaggiamento veramente basilare sia per il PvP che per il PvE, e questa differenza è una novità interessante. Prima l’equipaggiamento, benché divisibile per funzione, aveva delle lievi differenze che spesso non si notavano neanche, e da qui nasceva anche l’uso dell’equipaggiamento misto, o solamente di quello per il PvP, per tutti i contenuti del gioco.

Ora Aion è più coerente, e affrontare i dungeon con l’equipaggiamento PvP incide moltissimo sul danno e sulla difesa del personaggio, e viceversa. Oltre a ciò, affrontare i contenuti PvE come dungeon, o quelli PvP come i Siege, daranno ricompense attinenti ad uno dei due tipi di equipaggiamento.

Riallacciandoci all’equipaggiamento, voglio parlare del crafting. L’artigianato in Aion era veramente vario, e comprendeva sette professioni diversamente specializzate (Armature, Armi, Accessori, Alchimia, Mobili, Cucito e Cucina) oltre ad altre due professioni (Raccolta e Raccolta di Etere). Il sistema è stato principalmente stravolto, accorpando tutto ciò che trattava di equipaggiamento nel nuovo Magical Crafting, eliminando tutta la parte intermedia della creazione dei materiali o della loro raccolta.

Se da un lato questo ha reso il crafting più appetibile, soprattutto perché si potranno creare gli equipaggiamenti PvE e PvP per il livello 80, dall’altro ha ridotto le possibilità di quei giocatori che creavano skin particolari e utilizzavano le pozioni create per rimpinguare le proprie finanze. Io sono uno di quei giocatori che amava questo tipo di autonomia e lasciavo il personaggio AFK a creare pozioni che mi sarebbero poi state utili, o quantomeno le avrei vendute per un buon gruzzolo.

Avendo fatto questo piccolo preambolo sull’equipaggiamento e sul crafting, ora ci addentreremo nella parte più subdola della patch, dopo una breve premessa. Aion nell’alchimia aveva, oltre alle pozioni, le pergamene. Queste erano di diverso tipo e fornivano, a seconda della pergamena, un tipo di bonus: velocità di movimento, di attacco e di effetto. Per non rendere il gioco troppo lento, questi bonus sono stati accorpati, in quantità e qualità diverse, nelle trasformazioni. Il problema di questa manovra è che le trasformazioni, per essere accessibili, hanno bisogno di un “contratto di trasformazione”, ottenibile tramite uno shop in-game (ci torno dopo) o tramite il Cash shop.

Sento già le lamentele e le grida: “P2W!”

Non avete ragione, ma quasi. Il problema con questi contratti di trasformazione è che sono casuali e possono essere anche doppioni. In quest’ultimo caso i doppioni si possono utilizzare per la fusione (ne servono da 4 a 6) e provare ad ottenerne uno di una classe di rarità superiore. Queste classi sono 5, con l’ultima che comprende una sola trasformazione, la più potente perché da il massimo di ogni bonus, che è quella di Kaisinel (ricordatevi questo nome).

Per via di questa specie di terno al lotto, o si spendono migliaia di euro per questi contratti, o si ha fortuna e si trova la trasformazione migliore. Quantomeno NCSoft ha avuto la decenza di rendere questi contratti accessibili a tutti i personaggi di un account, altrimenti avrebbe toccato un punto assai basso.

Prendiamo ora un po’ di distanza dalla manovra subdola e analizziamo il Gold Sand Shop e i Lingotti d’oro. Nel riformare il gioco contro i bot, NCSoft ha dovuto aggiungere qualcosa come compenso alla privazione di uno scambio diretto tra i giocatori, e per far ciò ha rivisto anche i Kinah. Senza analizzare nel profondo la manovra, chi giocava prima della patch 6.0 ha visto i propri Kinah scambiati con dei Lingotti d’oro. Questi si possono utilizzare nel Gold Sand Shop per acquistare pacchetti con pozioni, pietre incantesimo e altri oggetti utili (come le mount temporanee).

La prima sensazione che ho avuto di questo shop in-game è stata positiva. Questo negozio fornisce degli oggetti utili, sebbene con un po’ di RNG, per non ricorrere allo shop ufficiale. Oltre agli oggetti acquistabili con i Lingotti d’oro vi sono anche gli oggetti utili e le skin comprabili tramite Kinah direttamente.

Rimanendo fedele alle sensazioni che A New Dawn mi ha dato, ritorniamo a criticare alcune scelte degli sviluppatori. Dovete infatti sapere che tramite un artificio di trama, ora in Aion ci sono molte meno zone di prima. Intere mappe sono state cancellate, e quelle rimaste hanno visto un piccolo re-style grafico e un adattamento per la storia.

Io capisco la funzionalità di queste decisioni, la voglia di svecchiare il titolo, ma sono arrivati persino a togliere le zone in cui si poteva volare abbastanza liberamente. Reshanta, unico luogo in cui si volava liberamente, è stata ridimensionata al solo nucleo, che comprende una fortezza per i Siege. Purtroppo non condivido per niente la scelta di diminuire le zone dove si vuol volare: per me hanno intaccato uno degli aspetti più significativi del titolo.

Sempre in proposito di mappe, non posso non fare una piccola critica a Lakrum, l’ultima mappa aggiunta. Lakrum dovrebbe essere lo scenario del PvPvE open world, ma si nota troppo lo spaccamento in due della mappa, l’impossibilità fisica di poter fare PvP dove si vuole se non sulle strade. E queste strade, segnate sulla mappa, sono simili a dei tunnel, circondate da montagnole che sono invalicabili. Probabilmente anche qui la scelta è stata un po’ funzionale da parte degli sviluppatori che, volendo promuovere il PvP open world, non si sono resi conto di quanti personaggi effettivamente potessero popolare il server, e di come queste scelte danneggino i giocatori senza l’equipaggiamento adeguato.

Ora, siccome mi sono divertito a riproporvi le montagne russe di alti e bassi che ho personalmente provato ritornando su Aion, non mi resta che fare gli ultimi complimenti agli sviluppatori. Questa volta parlerò del PvP e del suo bilanciamento che, ora come ora, a parità di equipaggiamento, si può dire veramente bilanciato. Gli scontri su Aion molto spesso finivano in due modi: troppo velocemente, o agonizzando fino alla fine. Questo perché alcune classi erano sbilanciate nel fare troppi danni, oppure avevano un arsenale di stun e fear che non finiva più. Adesso gli scontri durano generalmente di più e a parità di equipaggiamento, come già detto, vincerà il giocatore che ha una miglior conoscenza delle classi e delle meccaniche del gioco.

Concludo questa parte con una parentesi: se siete tornati a giocare e vedete giocatori che vi demoliscono, molto probabilmente ciò deriva dal fatto che hanno un equipaggiamento migliore. Questo perché con la patch 6.0, i vecchi giocatori che avevano un equipaggiamento incantato a un buon livello hanno ricevuto come corrispettivo il secondo equipaggiamento migliore del gioco (quello ottenibile con il craft) come scambio.

 

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Cosa sarebbe un MMO senza bug?

Dulcis in fundo, pay-to-win o no?

È arrivato infine il momento di analizzare il famoso aspetto P2W di Gameforge. Al momento ci sono solo due alternative per chi vuole pagare per avere evidenti benefici.

La prima alternativa è il contratto di trasformazione, che come detto prima, si basa molto sul divino RNG, e potrebbero volerci migliaia di euro per arrivare ad avere la trasformazione finale. Gameforge infatti ha alzato il prezzo di questo contratto rispetto allo shop coreano gestito da NCSoft, e correntemente il costo è di 49 Aion Coins per contratto (contate che 50 Aion Coin sono 5€).

Il secondo oggetto si trova in un bundle di pozioni della trasformazione. La pozione di trasformazione ha lo stesso effetto dei contratti di trasformazione, ma la trasformazione così ottenuta è temporanea, e non rimane nella lista dell’account. Gameforge infatti, una settimana dopo la patch 6.0, ha avuto la geniale idea di inserire la “Pozione di trasformazione: Kaisinel”. Se non vi siete ricordati questo nome vi rinfresco la memoria: è la trasformazione ultima del gioco.

Avendo parlato degli unici due – per il momento – tipi di P2W, mi dilungo in pochissime altre righe per farvi capire come mai i restanti oggetti non lo siano. Nello shop infatti si trovano pozioni, cibi, pietre del mana e pietre dell’incantamento (queste ultime di bassa rarità), reperibili anche tramite Gold Sand Shop, oltreché in game tramite dungeon. Lo shop di Gameforge, per adesso, dà solo la possibilità di accorciare i tempi nell’incantare l’equipaggiamento di bassa rarità – e non quello finale – oltre a tutti i tipici confort che vari MMORPG hanno (mount, skin, arredamento per la casa).

Per concludere: ora come ora il P2W non è un problema del gioco, da un lato (contratti) perché si dovrebbero spendere troppi soldi, e dall’altro (le pozioni) perché è temporaneo.

 

Menzione d’onore

Non poteva mancare, nell’hotfix a due settimane dal rilascio di Aion: A New Dawn, un cambiamento assai sgradito per i giocatori: i Kinah ricevuti in seguito alla vendita del loot. Aver abbassato i Kinah che si ricevono, oltre a far abbassare tutti i prezzi dell’asta, ha tolto libertà di azione ai giocatori free-to-play, che ora dovranno spendere molte più ore a farmare per potersi permettere qualsiasi buon oggetto del Gold Sand Shop, i cui prezzi non sono variati.

Tanto per intenderci, le migliori pozioni ed il contratto per la trasformazione si trovano solo in questo shop, oltre che su quello diretto di Gameforge.

 

 

2.5

Considerazioni finali

Aion non è più quello di un tempo. Per un vecchio giocatore che ha smesso da qualche anno sarà qualcosa di profondamente diverso. A qualcuno potrà risultare una storpiatura, visto che sono state precluse ai giocatori tante azioni, dal vecchio crafting al semplice scambio. Per altri sarà un miglioramento, finalmente non ci saranno i soliti quattro player con tanta ricchezza accumulata che spendono in altri dieci personaggi secondari.

L’unica verità che si può riscontrare è che Aion ha tentato di avvicinarsi alle nuove generazioni, con un approccio più casual, ma che rimane hardcore nel PvP.

Per me NCSoft ha sbagliato a non aggiornare l’engine, ma Aion rimane comunque un gioco valido, seppur ormai lontano dalla sua origine.

La nostra scala di valutazione

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