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Reportage dal Tokyo Game Show 2017 – Speciale

Reportage dal Tokyo Game Show 2017 – Speciale

Giulia Di Mattei ci ha inviato questo reportage del Tokyo Game Show che si è tenuto tra il 23 e il 24 settembre. Ringraziando l’autrice, vi proponiamo l’articolo di seguito. Buona lettura.

 

Come ben saprete lo scorso mese a Tokyo ha avuto luogo la fiera di videogame più grossa e importante d’Asia: il Tokyo Game Show. Tappa fissa per chi vive qui e meta per i pellegrini nerd di tutto il mondo. Avendo già partecipato sia alla Gamescom di Colonia che al BlizzCon di Anaheim (USA) non potevo assolutamente perdermelo.

Iniziamo con un mini tutorial su come acquistare i biglietti e come arrivare al luogo della fiera, proprio per dimostrare che è più semplice parteciparvi di quel che si possa pensare. Premesso che l’inglese qui è poco (davvero poco…) parlato, posso comunque garantire che vi divertirete molto!

Il biglietto

Potreste anche non crederci ma il biglietto per il TGS costa solo 1000¥ ad ingresso (circa 8€) se comprato online o al Conbini (Convenience Store, ovvero: Lawson, ecc.), e 1200¥ (circa 10€) se comprato direttamente lì. Praticamente regalato considerando l’importanza dell’evento. Il biglietto si può tranquillamente comprare anche poco prima dell’ingresso: non ci sono né restrizioni né limite di capienza nell’edificio. Se scegliete l’opzione “Conbini” però, non conoscere la lingua potrebbe rappresentare un ostacolo.

I biglietti acquistabili sono di due tipi: ingresso e ingresso + maglietta. Non preoccupatevi per i souvenir, ne troverete tantissimi una volta entrati. Ricordate solo che gli stock sono limitati, quindi suggerisco di fare prima un salto al merchandise booth e poi a tutto il resto.

Come arrivarci

Il Tokyo Game Show si svolge presso il Makuhari Messe International Conference Hall (Chiba), un enorme complesso di aree espositive, grattacieli e centri commerciali. L’importante è sempre raggiungere la stazione principale di Tokyo e da lì prendere la Keiyo Line (JR) direzione Soga, per poi scendere a Kaihin-Makuhari, poco prima del capolinea. In realtà è difficile sbagliare perché dalla stazione di Tokyo in poi vedrete salire nerd e otaku ad ogni fermata. E se vi dovesse capitare di vedere delle orecchie da Mickey Mouse o allegre famigliole sul vostro treno, tranquilli: non avete perso il senno per via dell’aria rarefatta, è che la Keiyo Line ferma anche a Disneyland Tokyo Resort.

Dove mangiare

Dentro il Makuhari Messe ci sono svariati ristoranti e food court. Conbini e bancarelle dove comprare bento (lunchbox giapponesi) e hot dog. Il mio consiglio è sicuramente il ristorante a buffet: particolarmente buono e provvisto di un’ampia area ristoro con molti posti a sedere. Se non siete mai stati in Giappone, ricordate che l’acqua è sempre gratis nei ristoranti quindi potete spendere anche solo 1000¥ per un pasto. Il buffet è situato proprio davanti ai padiglioni più importanti, il che lo rende particolarmente trafficato.

Al Makuhari Messe potrete inoltre prelevare e fumare nell’area apposita. Attenzione, in Giappone si può fumare solo in determinate zone, pena una severa multa.

 

tokyo game show 2017 tgs 2017

E adesso parliamo dell’edizione 2017 del Tokyo Game Show

La strada dalla stazione al TGS è breve, e il tragitto cosparso di staff che indica chiaramente dove andare. Per ciò che riguarda le code, l’organizzazione è impeccabile: la fila inizia a muoversi e onestamente non credo di aver fatto più di 30 minuti di coda.

La prima tappa è stata verso i padiglioni con i merchandise booth, i visori VR per PC e i giochi indie. In quest’area si situa la merchandise di giochi moe, e la merchandise delle compagnie di videogiochi giapponesi più amate: Square Enix, Konami, SEGA, Bandai Namco, Capcom ecc… La Square Enix poteva vantare addirittura ben due bellissimi booth in quest’area: merchandise (peluche, action figure, magliette, gadgte) e colonne sonore di tutti i loro giochi. Code notevoli, ma non da spaventare: vanno abbastanza veloci!

Come dicevo prima, oltre ai loot che potrete acquistare dopo aver fatto almeno un’oretta di coda ai booth più famosi, ci sono in esposizione i giochi VR per PC e i giochi delle compagnie indie. Tra gli espositori ci sono molte compagnie con rappresentanti anglosassoni anche, quindi non vergognatevi e sfoggiate il vostro miglior inglese!
Con mia grande sorpresa, ho notato che i rappresentanti delle compagnie indie non hanno assolutamente problemi a rivelare la data di uscita dei loro giochi o a rispondere ad ogni vostra domanda/curiosità. Quindi chiedete pure se vi interessa un gioco, saranno molto felici di vedervi interessati e di conoscere il vostro feedback.

Tra i giochi indie proposti al TGS molti erano effettivamente interessanti, per qualsiasi piattaforma, che sia tablet o console. Ma siccome preferisco quelli per console, in particolar modo per Switch, quello che ha catturato più di tutti il mio sguardo è Giraffe & Annika, che con la sua animazione e i suoi colori sembra quasi una favola in movimento. Giraffe & Annika è un JRPG con un battle system in stile rhythm game. Sembra proprio meritevole di nota, specialmente per i pomeriggi divano + Switch! Facendo due chiacchiere con uno dei programmatori mentre provavo il gioco, sono riuscita a farmi rivelare sia la data d’uscita (manca ancora un anno/un anno e mezzo per la versione in inglese) che le piattaforme su cui uscirà Giraffe & Annika: Steam, Nintendo Switch, Xbox One e PlayStation 4.

tokyo game show 2017 tgs 2017

Quando il VR e i giochi horror si incontrano l’unica soluzione è quella di utilizzare una sedia… “funzionale”.

Il secondo gioco che ho provato è tale Dragon Fang Z, un dungeon crawler tipo Pokémon Mistery Dungeon, presto in arrivo su Nintendo Switch. Anche questo interessante sia visivamente che per il gameplay.

Dopo aver finito la sezione indie ci siamo fatti un giretto tra i titoli VR, e lì ho visto davvero di tutto: simulazioni di ippica, simulazioni di lotta, simulazioni di corse, simulazioni di appuntamenti, JRPG e giochi di ballo dove potete impersonare delle piccole idol. E se invece preferite lanciare piatti in aria o rovesciare tavoli, sono lieta di annunciare il simulatore di casalinga infuriata, sempre con la VR per PC. Per sfogare la rabbia, ovviamente.
La sezione VR poteva decisamente vantare un’ampia scelta, e infatti la coda per provarli era eterna. Direi che quest’anno la VR ha davvero spopolato al Tokyo Game Show: gran parte dei giochi proposti lo utilizza estensivamente, che sia per PC o PS4.
Positivo è anche il fatto che se portate degli occhiali enormi (come i miei), potete tranquillamente indossare il casco VR e aggiustarlo al vostro viso. Siccome era uno dei miei dubbi sulla VR, e penso di non essere la sola ad averlo, adesso l’ho risolto!

Finito lo shopping è stato il turno dei padiglioni più succosi, dall’1 all’8. Entrando dal fondo troviamo le scuole di gaming giapponesi che presentano i loro programmi e fanno provare al pubblico i giochi sviluppati dagli studenti. Lì si può fare scorta di depliant se il vostro sogno è quello di studiare per diventare programmatori o di lavorare nel mondo dei videogame in Giappone!

Nell’area successiva il caos più totale, con un rumore assordante. La folla è in trepidazione: gioia, stupore e clamore… Era lo schermo dello stand Sony con il trailer di Monster Hunter World, il nuovo capitolo della saga in arrivo su PS4. Non vale neanche la pena dilungarsi sulla coda chilometrica per provarlo essendo una delle saghe più amate in Giappone, però, aneddoticamente, mi sono messa vicino a chi stava giocando, stalkerandolo senza vergogna, e posso raccontarvi cosa ho notato. Questo nuovo capitolo sembra molto interessante, con la grafica curata fin nei minimi dettagli. Impressionante la fluidità del personaggio e dei mostri, davvero incredibili. Inoltre l’IA dei mostri è stata notevolmente migliorata, quindi ci sarà da divertirsi! Come gioco è leggermente diverso dagli altri della serie: pare che vogliano concentrarsi di più sul mercato occidentale con un gioco a là Horizon.

Vedremo come reagirà il mercato giapponese. Per dirla tutta, mi è sembrato un Monster Hunter meno statico e più interessante dal punto di vista dell’IA dei mostri. Il player che stalkeravo, poi, aveva fatto una cosa stupenda (suggerita dal developer): per far uscire il drago dalla sua tana ha iniziato ad affumicargliela con delle bombette. A seguito di ciò ovviamente il drago è uscito già in enrage mode, però la feature ha di sicuro fatto colpo. Spettacolo!

 

 

Visivamente, invece, l’area di Monster Hunter era la più scenica di tutte: le postazioni erano immerse nella giungla, con PS4 Pro serigrafate MHW, in arrivo con l’uscita del gioco in Giappone. Andando poco più avanti, allo stand della Capcom si poteva ammirare tra la folla la statua di un drago immenso.

Sempre allo stand Sony c’era anche la possibilità provare altri giochi presto in arrivo sulla console: Ni no Kuni 2, Dissidia 2 (che in Giappone si può già giocare da mesi in sala giochi, Taito Station), il nuovo capitolo di Taiko no Tatsujin provvisto di controller (tutto region free), e Dragon Ball FighterZ.

Parlando di Ni no Kuni invece, per la Level-5 quest’anno niente booth al Tokyo Game Show… Scandalo! Almeno c’erano degli artwork autografati del Professor Layton e di Yōkai Watch qui e lì, più poster dei loro giochi su ogni colonna della zona mangereccia. Accanto a Ni no Kuni 2 c’era un programmatore rappresentante della Level-5, da cui ho ottenuto informazioni vitali sfoggiando un po’ di giapponese. Ovvero: Yōkai Watch 3 e Snack World sono confermati per la loro uscita in Europa.
Altro booth mancante era proprio quello Nintendo, che ho sentito non vada quasi mai al TGS…

 

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Il mastodontico drago di Monster Hunter World.

Booth mancanti a parte, addentrandoci sempre di più tra la folla, proprio vicino allo stand della Capcom c’era anche quello della KLab con Uta no Prince-Sama Shining Live, Capitan Tsubasa e Love Live che con i loro coloratissimi personaggi facevano spiccare lo stand in mezzo all’arredamento tribale del vicino Monster Hunter. Chiacchierando con i developer sono riuscita a farmi dire la data di lancio di uno dei giochi più attesi (dalle ragazze, immagino): Uta no Prince-Sama Shining Live uscirà a metà 2018 con la versione global, se tutto va bene con le traduzioni. Lancio previsto teoricamente qualche mese dopo la release di Capitan Tsubasa, in arrivo per Natale sul global, quindi speriamo…

Arrivati allo stand della Koei Tecmo ci siamo fatti quasi due ore di coda per provare Fire Emblem Warriors, uscito da poco per Nintendo Switch. Ma perché tutta questa coda per un gioco che in Giappone sarebbe uscito poco dopo il TGS? Ecco la risposta: spille limited edition dei personaggi di FEW, una in regalo per ogni gameplay. Chi poteva resistere?

E che dire dello stand Square Enix, facilmente riconoscibile anche da lontano con i suoi enormi palloni di Moogle e Slime, che svettavano in mezzo alla folla con le loro facciotte sorridenti. Lo stand era diviso in due: uno con lo schermo immenso da cui poter ammirare tutti gli annunci dei futuri giochi, la zona premi di Final Fantasy XIV (tornei del Feast e demo di Samurai/Red Mage) e le demo dei DLC di Final Fantasy XV.

 

 

Purtroppo, niente Kingdom Hearts 3. In compenso c’era Project Octopath. Nell’altro stand invece si poteva giocare a Final Fantasy XV: A New Empire, il nuovo gioco per iOS/Android, e fare le foto nella piattaforma con tanto di boss che cerca di invadere la roccaforte. Inutile dire che quella postazione era presa d’assalto dai cosplayer di Final Fantasy e Fire Emblem (alcuni con dei costumi niente male).

Parlando di cosplay, i costumi del Tokyo Game Show non raggiungono i livelli né della Gamescom né del BlizzCon. E quei pochi che c’erano non erano niente di speciale, salvo rari casi. Paradossalmente, ho visto molti più cosplayer a Tokyo Disneyland. Anche se… Ammetto di essermi lasciata un po’ andare al “fangirleggiamento” quando mi è passato accanto il dettagliato cast di Final Fantasy V, fatto davvero bene. Degna di nota però anche la Miqo’te con l’af del Red Mage allo stand di FFXIV, costume fatto a mano e trucco curatissimo.

Conclusioni

Fanservice per i miei occhi a parte, sono stati due giorni estremamente piacevoli e nemmeno troppo faticosi. Ogni stand regalava qualcosa, e se sopravvivevi alle code riuscendo a provare i giochi era ancora meglio. Poi c’erano anche le lotterie a premi, le signorine dagli abiti succinti pronte per essere fotografate (modelle, modelle praticamente in ogni stand!), buon cibo, bagni pulitissimi, nemmeno così tanta folla da patire il caldo, nessuno che spinge e gente simpatica con cui fare conversazione!

Insomma, da fare almeno una volta nella vita. Parlare o non parlare giapponese non vi impedirà di andare al Tokyo Game Show, questo è appurato.

バイバイ〜♪(´ε` )

 

Tokyo Game Show 2017

Si ringrazia Giulia Di Mattei per la collaborazione.

 

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