Annunciato The Elder Scrolls VI: Sentinel. Sarà ambientato nel deserto di Hammerfell cinque anni dopo Skyrim

Annunciato The Elder Scrolls VI: Sentinel. Sarà ambientato nel deserto di Hammerfell cinque anni dopo Skyrim

Dopo oltre otto anni dal primo annuncio, The Elder Scrolls VI ha finalmente un nome completo: The Elder Scrolls VI: Sentinel. Bethesda lo ha svelato con un nuovo teaser, pubblicato in occasione delle celebrazioni per il suo quarantesimo anniversario. Un aggiornamento atteso da tempo, che dà una direzione più precisa al prossimo viaggio a Tamriel: Hammerfell, la terra dei Redguard.

L’annuncio arriva mentre Skyrim si avvicina al quindicesimo anniversario, che cadrà l’11 novembre. Nel frattempo sono cambiate le console, Bethesda è entrata nell’orbita di Microsoft e il suo prossimo gioco di ruolo fantasy, nonostante l’attesa infinita e i molti passi falsi di Bethesda negli ultimi anni, è rimasto uno dei titoli più attesi dell’industria.

La presentazione è arrivata al termine del video celebrativo dedicato alla storia di Bethesda, con Todd Howard a introdurre la rivelazione. Il teaser separato, disponibile anche su Xbox Wire, mostra la sabbia che lascia emergere un’antica pergamena, prima della comparsa del titolo ufficiale.

Non ci sono ancora sequenze di gameplay, né una data di uscita e tantomeno un elenco delle piattaforme su cui il prodotto sarà giocabile.

 

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Hammerfell e la profezia di Yazar

Sentinel è il nome di una città e di uno dei principali regni di Hammerfell, affacciato sulla Baia di Iliac e legato alla regione desertica dell’Alik’r. È un luogo già conosciuto dagli appassionati della saga, presente anche in Daggerfall e in The Elder Scrolls Online.

Il riferimento porta quindi l’attenzione sulla parte occidentale di Tamriel e sulla patria dei Redguard, con una storia e una cultura molto diverse da quelle dei Nord di Skyrim. Le informazioni disponibili, tuttavia, non definiscono ancora con precisione la mappa esplorabile: Bethesda non ha spiegato quanto di Hammerfell potremo visitare, né quali altri territori potrebbero essere coinvolti.

L’indizio più interessante arriva alla fine del teaser. Il filmato riporta una testimonianza attribuita a Yazar, Sacerdote al servizio dell’Alta Regina Iradne di Hammerfell, datata 4E 206. Di seguito la nostra traduzione:

“La pergamena mi offrì soltanto un barlume, un velo appena sollevato davanti ai miei occhi. Un futuro perduto. Una vittoria vanificata. Le sabbie del tempo disperse dal fato.”

— Yazar, Sacerdote della Falena dell’Alta Regina Iradne di Hammerfell, 4E 206

Sono poche righe, ma contengono diversi elementi su cui soffermarsi. Il primo è proprio la qualifica di Yazar: i Sacerdoti della Falena sono gli studiosi capaci di leggere e interpretare le Elder Scroll, le misteriose pergamene che danno il nome alla serie e che permettono di accedere a visioni e profezie.

C’è un precedente ufficiale utile per interpretare queste parole. In un approfondimento sulla lore pubblicato sul sito di The Elder Scrolls Online, la sacerdotessa Chana spiega che soltanto una parte delle sue visioni si è effettivamente avverata e che sono le azioni delle persone a cambiare il mondo.

Il “futuro perduto” e la “vittoria vanificata” suggeriscono dunque una visione incerta o un destino che potrebbe essere cambiato: una caratteristica tipica degli avvenimenti narrati nelle Elder Scroll.

Anche la data merita attenzione. 4E 206 significa anno 206 della Quarta Era, cinque anni dopo il 4E 201 in cui comincia Skyrim. Questo colloca la testimonianza di Yazar dopo l’inizio dell’avventura del Sangue di Drago, ma non basta a stabilire con assoluta certezza che Sentinel sarà ambientato nello stesso periodo.

 

Dal teaser del 2018 a Sentinel

Per ricostruire la lunga gestazione bisogna tornare all’E3 2018, quando Bethesda annunciò The Elder Scrolls VI con il primo teaser.

Nel settembre 2023, in concomitanza con l’uscita di Starfield, arrivò la conferma che il gioco era entrato nelle fasi iniziali dello sviluppo. Nel marzo 2024 Bethesda riferì invece che il team stava già giocando alle prime build interne.

Più recentemente Howard ha parlato dell’intenzione di tornare allo stile classico di Bethesda, dopo le esperienze di Fallout 76 e Starfield. Un proposito che dovrà trovare riscontro quando arriverà il momento di mostrare esplorazione, combattimenti e sistemi di gioco.

Sul fronte delle tempistiche, Bethesda ha ribadito che lo sviluppo continua, precisando che servirà ancora tempo prima di poter condividere altre informazioni. A raffreddare ulteriormente le aspettative è intervenuto Jason Schreier: il giornalista di Bloomberg ha scritto su Bluesky che il gioco sarebbe ancora lontano, a distanza di almeno due anni dall’uscita.

Ma finalmente, dopo oltre otto anni, The Elder Scrolls VI ha un sottotitolo, un riferimento geografico esplicito e una profezia da interpretare. Rimarremo in attesa di maggiori informazioni, e specialmente di una finestra di lancio, da parte di Bethesda.

 

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2 Commenti
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Questi devono ancora capire come modificare l’ engine per non dover fare un caricamento ogni volta che si entra in una porta.
Dategli tempo.

Kymn

Non so voi, ma per me gli Elder Scrolls non sono più titoli così attesi, anzi, non li aspetto proprio per niente. Aspetto molto di più un Cyberpunk, un The Witcher e RDR (anche se quest ultimo ora come ora non avrebbe senso).