EA viene acquisita per 55 miliardi di dollari ed esce dalla borsa

EA viene acquisita per 55 miliardi di dollari ed esce dalla borsa

È ufficiale: entro il 4 agosto EA (Electronic Arts) completerà il processo di delisting dalla borsa, chiudendo così 35 anni di permanenza sui mercati finanziari. A renderlo noto è un documento depositato presso la Securities and Exchange Commission (SEC), in cui la compagnia conferma di aver ottenuto tutte le autorizzazioni regolamentari necessarie per finalizzare la fusione, compreso il via libera da parte degli organi di controllo statunitensi, dopo i ritardi legati alla revisione CFIUS.

L’acquisizione da circa 55 miliardi di dollari (la più grande operazione di “leveraged buyout” della storia del settore videoludico) è guidata da un consorzio composto dal Public Investment Fund (PIF) dell’Arabia Saudita, Silver Lake e Affinity Partners. Nel dettaglio il prezzo concordato è di 210 dollari per azione, con un premio del 25% rispetto al valore di mercato del 25 settembre 2025.

Non sono previsti scossoni. Andrew Wilson resterà CEO e presidente, mentre il quartier generale rimarrà a Redwood City, in California.

Nonostante gli anni difficili tra licenziamenti, cancellazioni di progetti e la messa in pausa della serie Need for Speed, l’azienda arriva a questa svolta con fondamentali solidi: circa 7,5 miliardi di dollari di ricavi nell’ultimo esercizio fiscale e franchise strategici come EA Sports FC, F1 e Madden NFL, oltre al recente successo di Battlefield 6. Una volta privata, l’azienda non dovrà più rispondere trimestralmente a Wall Street, con potenziali benefici per le scelte strategiche a lungo termine.

La conclusione dell’operazione è prevista entro il primo trimestre dell’anno fiscale 2027. L’uscita di EA dal mercato azionario dovrebbe, almeno in teoria, dare al management maggiore libertà di muoversi senza la pressione degli investitori e dei risultati trimestrali da portare a casa di volta in volta, alla ricerca della crescita infinita, dunque potenzialmente facilitando scelte rischiose e investimenti a lungo termine.

Per il settore, il colpo di scena è duplice: da un lato EA si assicura risorse pressoché illimitate, dall’altro conferma una tendenza ormai chiara, ovvero la progressiva concentrazione del mercato del gaming nelle mani di grandi fondi sovrani e private equity. Dopo l’acquisizione di Activision Blizzard da parte di Microsoft, quella di EA segna un nuovo punto di svolta, abbattendo ancora di più i confini tra gaming, sport, cinema e soprattutto finanza.

 

 

Fonte 1, Fonte 2

 

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Kal-Wardin

E’ arrivata la sua ora di chiusura dai.

Lorenzo "Plinious" Plini

Stai pur tranquillo che non chiude, fattura sempre miliardi :D

Anonymous

Provo pena per chi se l’è comprata: soldi buttati.

GamesQuitter

Dovrebbero farlo tutti togliersi dalla borsa e tornare tutti indipendenti, zero dividendi da dare e zero pretese con crescite annuali impossibili. Se lavori bene guadagni se lavori male chiudi tutto. Il mercato finanziario è il vero cancro del mercato odierno.

Jyk

Sull’indipendenza, ora che sono finiti in un fondo di investimento arabo, un dubito me lo giocherei

Lantharon

Eh già, chi ci ha messo i soldi non li vuole mica i dividendi: pura beneficenza…

Tuttologo

già faceva giochi copy&paste minimo sforzo tutto gli anni.
pensa ora
bye bye, ea