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Bless Unleashed, provaci ancora Neowiz – Recensione

Bless Unleashed, provaci ancora Neowiz – Recensione

Bless Unleashed è un MMORPG free-to-play coreano, sviluppato da Round8 Studio e distribuito da Neowiz. È disponibile su PlayStation 4 e Xbox One dal 2020, ma la versione PC è stata pubblicata ad agosto e si può scaricare gratis direttamente da Steam. Il titolo è disponibile in inglese, francese, tedesco, coreano, cinese e giapponese, ma non in italiano.

Erede di Bless Online, MMO chiuso nel 2019, Bless Unleashed è un action RPG fantasy, open world, con componenti PvE e PvP. Il gioco ci cala nei panni di un Pyreborn, un prescelto incaricato di prevenire il ritorno di una dea oscura e salvare così il mondo di Lumios dalla distruzione. Non è certamente un incipit dei più originali, ma vediamo se Bless Unleashed riesce a riservarci qualche sorpresa.

 

 

La creazione del personaggio

Non appena avremo premuto il tasto “start” il gioco ci chiederà di scegliere la classe. Bless Unleashed ce ne mette a disposizione cinque: il Crociato, un combattente melee con spada e scudo, il Berserker, che usa asce a due mani, il Ranger, capace di tenere i nemici a distanza con il suo arco, il Mago, in grado di manipolare fuoco, ghiaccio ed energie arcane, e infine il Prete, che può sia curare gli alleati che far calare il giudizio divino sui nemici.

 

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Selezione della classe

La scelta della classe vincola quella della razza: i Crociati possono essere Umani o Ippin (delle bestiole pelose, alte un metro o poco più), i Berserker solo Varg (uomini bestia grossi come armadi svedesi), i Ranger solo Elfi, i Maghi Umani o Elfi e i Preti solo Ippin. La razza, in realtà, non sembra avere alcun impatto a livello di parametri del nostro personaggio e sembra avere una funzione puramente estetica. Per tutte le razze è possibile selezionare il sesso. Fanno eccezione gli Ippin, che sono non-binari e hanno a disposizione preset più virili, più femminei o androgini.

Il gioco quindi ci manda alla schermata di personalizzazione estetica, dove ci viene presentata una lista piuttosto ricca di preset e ci viene chiesto di sceglierne uno, che poi potremo modificare ulteriormente, cambiando colori, forme, tatuaggi, capelli o voce. Si tratta in generale di un character editor piuttosto ben fatto, semplice e intuitivo, ma con un discreto numero di opzioni. L’unica critica che forse mi sento di muovere è che i personaggi Elfi o Umani tendono sempre a sembrare un po’ dei fotomodelli. Ma non credo che questo possa costituire un problema per la maggior parte del pubblico.

 

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Schermata della personalizzazione estetica

Progressione

Bless Unleashed prevede diversi tipi di progressione. Ci sono due barre dell’esperienza: una per il personaggio (XP) e una per le skill (SXP). Entrambe si riempiono uccidendo nemici e completando quest o eventi. Riempiendo la prima faremo salire di livello il nostro PG, aumentandone automaticamente potere d’attacco e salute massima. Riempiendo la seconda, invece, otterremo punti da spendere per acquistare o potenziare le nostre skill. Ogni classe, infatti, può contare su circa una decina di Combat Skill e altrettante Class Skill. Tutte le skill devono essere equipaggiate prima di poter essere utilizzate, e il limite è di due per le Class Skill e quattro per le Combat Skill. Le Combat Skill includono combo con l’arma, magie, manovre evasive e abilità di supporto. Hanno, in generale, cooldown piuttosto rapidi, nell’ordine dei 10-20 secondi. Le Class Skill, invece, possono essere sia attive che passive e si tratta tipicamente di utility fondamentali per le classi, come ad esempio la parata con scudo del Crociato o la Concentrazione del Mago, utile per rigenerare Mana fuori dal combattimento.

A proposito del Mana: ogni classe ha una risorsa individuale, associata a meccaniche specifiche. Come si diceva, il Mago ha una barra del Mana, che consuma per lanciare le magie e che può recuperare mandando a segno combo o utilizzando alcune Class Skill, mentre il Berserker, per citarne uno, accumula Furia con ogni attacco e può spenderla per entrare in Ira, aumentando i danni inflitti. Tutto ciò contribuisce a dare una propria individualità ad ogni classe e questo è estremamente positivo.

Progredendo nella campagna di gioco, poi, sbloccheremo altri tre strati di personalizzazione. Il primo è costituito dalle Benedizioni (Blessing), dei set di quattro abilità passive pensate per modificare il funzionamento di certe skill. Parlando sempre del Mago, vi sono Benedizioni che consentono di causare esplosioni a catena con le magie del fuoco o di ignorare i cooldown della magie di ghiaccio. Si può equipaggiare una sola Benedizione per volta. Ognuna delle abilità passive di una Benedizione può essere potenziata spendendo dei materiali appositi, che possono essere droppati dai nemici, ma che si possono anche estrarre da una sorta di sistema gacha (Ancient Altar), spendendo dei ticket (disponibili sullo store del gioco, ma anche regalati dopo un certo numero di login) o una valuta in-game.

 

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Le Benedizioni

Il secondo strato è dato dalle Unioni, tre società in-game associate ad altrettanti stili di gioco: le Sentinelle (PvE), la Società degli Artigiani (crafting) e la Corte dei Corvi (PvP). Completando quest per le Unioni si acquisiscono punti che possono essere investiti per sbloccare tratti passivi. Ad esempio le Sentinelle consentono di rianimare i compagni caduti più velocemente, la Società di ridurre i costi del crafting e la Corte di aumentare la nostra difesa in PvP. Unirsi ad una particolare Unione, inoltre, sblocca una skill aggiuntiva: le Sentinelle consentono di sacrificare un po’ della propria vita per rianimare tutti i PG in un’area, gli Artigiani di camuffarsi da parte dell’ambiente (cassa, barile o simili) e i Corvi di divenire brevemente immortali e convertire i danni inflitti in salute. Il terzo e ultimo layer è dato dal Class Level, una caratteristica che consente ai PG di ottenere nuove, ulteriori abilità passive. Già solo con questo ci troviamo a dover farmare XP, Skill XP, Class Point (CP), punti per le Unioni e materiali per potenziare le Benedizioni.

Tuttavia i livelli non sono tutto: Bless Unleashed tiene conto anche della qualità complessiva del nostro equipaggiamento. Ogni pezzo di armatura e ogni arma, infatti, ha un valore numerico associato, determinato dalla sua rarità, dal grado e da eventuali potenziamenti che il giocatore può avervi applicato. La somma di questi punteggi (Gear Score) viene poi comparata ad una soglia numerica assegnata individualmente ad ogni boss. Qualora il nostro Gear Score risultasse insufficiente, il nostro PG riceverà enormi malus ai danni inflitti e a quelli subiti.
In sintesi: il grinding non manca. Non si può, tuttavia, dire che sia un’attività particolarmente divertente. Anzi, come vedremo, il gioco non fa proprio nulla per ridurre la ripetitività. In compenso, ad onore di Round8 Studio, devo segnalare un paio di cose. Innanzitutto, le meccaniche sono ben gestite: i layer di personalizzazione sono introdotti in maniera molto graduale, per non sopraffare il giocatore, e le feature sono ben spiegate da tutorial in-game, che vengono proposti al giocatore sia al bisogno che on-demand.

In aggiunta è molto facile fare “respec”. È infatti possibile acquistare una volta al giorno, utilizzando valuta in-game, un consumabile per resettare i punti skill. È altresì possibile sostituire la propria Benedizione con un’altra in modo totalmente gratuito. Infine, si può anche cambiare la propria Unione di appartenenza completando un paio di quest.

 

Gathering e crafting

Esistono cinque discipline per il crafting, associate ad altrettanti banchi da lavoro. Abbiamo Blacksmithing per l’equipaggiamento di Crociati e Berserker, Shaping per quello dei Ranger, Enchanting per Maghi e Preti, Alchemy per creare elisir e pozioni e Cooking, per preparare piatti capaci di far recuperare salute fuori dai combattimenti o dare bonus agli altri giocatori. Le discipline salgono di livello con l’uso. Inoltre, esistono delle Benedizioni fatte su misura per coloro che si vogliono dare al crafting o al gathering.

Per assemblare oggetti, è sufficiente possedere il progetto di ciò che ci interessa (buona parte dei progetti si sblocca semplicemente facendo salire la disciplina di livello) e i materiali elencati. Alcuni materiali, come il legname, si ottengono interagendo con l’ambiente (ad esempio, abbattendo alberi o pescando), altri uccidendo mostri (pelli di animali o carne cruda) e altri ancora eliminando i boss. Diversi materiali, poi, si possono ottenere sfruttando le strutture (campi, stalle o miniere) dell’Estate, il Podere che verrà regalato al nostro PG alla fine della prima parte della campagna. In generale i progetti tendono a richiedere tanti materiali, al punto che potrebbe essere necessario uccidere sette boss per un paio di stivali da mago iniziali. Se non altro è possibile vendere le proprie creazioni su un mercato aggregato (Golden Key Marketplace). Gli scambi avvengono in Star Seed, la più preziosa delle due valute in-game, mentre l’altra è il comune denaro.

 

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Il Podere

Tutti gli oggetti, materiali inclusi, vengono tenuti nel medesimo inventario, che parte da una dimensione di 25 slot. Ogni stack di oggetti occupa uno slot e il numero di slot può essere aumentato o trovando quattro “Bag piece” (lett. “pezzi di borsa”, un oggetto che si trova in certi scrigni sparsi per la mappa) o utilizzando dei ticket appositi (acquistabili dallo store premium).

Dati i già citati costi del crafting, gli artigiani potrebbero trovare l’inventario decisamente troppo piccolo per le loro necessità. Fortunatamente esiste un magazzino in cui stipare l’inventario in eccesso, ma non è eccessivamente spazioso.

 

Combat system

Il sistema di combattimento, che ha una netta impronta action, occupa un ruolo di primo piano all’interno di Bless. Il giocatore ha a disposizione due attacchi base che può concatenare o alternare per fare combo. Ogni classe ha una lista di combo sbloccabili, che si ottengono automaticamente salendo di livello. In totale, ci sono grossomodo 4-5 combo per classe. Oltre alle combo, i giocatori hanno a disposizione le già citate Combat e Class Skill. Durante gli scontri, il gioco aggancia automaticamente il nemico più prossimo al centro dello schermo e indirizza tutti gli attacchi verso di lui. Nel caso in cui non ci fidiamo del gioco, possiamo sempre agganciare noi manualmente il nemico che ci interessa.

Nel PvE i nemici sono caratterizzati da movenze lente e prevedibili, associate tuttavia alla capacità di infliggere danni ingenti. Per questa ragione, ogni PG ha a disposizione una schivata, che drena un’apposita barra della stamina e non ha cooldown. Tutto ciò contribuisce a donare un po’ di dinamismo agli scontri, senza però risultare eccessivamente punitivo per chi non ha riflessi ferini o una rete al top. Dall’altro lato, queste movenze così cadenzate rendono gli scontri alla lunga molto ripetitivi, finanche alienanti. Parliamo di battaglie dove potreste regolare i vostri attacchi con un metronomo, per intenderci. Gli sviluppatori hanno cercato di spezzare la monotonia dando ai boss delle mosse in grado di uccidere istantaneamente i PG, a meno che questi non riescano a completare con successo dei veloci quick time event. Personalmente l’ho trovato un buon tentativo, ma del tutto insufficiente.

 

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Il Gigante di Montagna, uno dei primi boss facoltativi

Ogni boss, una volta ucciso, ha un tempo di respawn, che può essere facilmente bypassato cambiando canale, le istanze di Bless Unleashed. Ogni server è diviso in quattro diversi canali ed è possibile “fare zapping” con la semplice pressione di un pulsante. Molto pratico ed efficace.

In caso di morte, il nostro PG può tornare in vita istantaneamente utilizzando una pergamena della resurrezione (oggetto premium), pagando un costo in Star Seed o in denaro (l’altra valuta in-game, più comune). Nei primi due casi, il PG si rialza, con un po’ di salute e la barra della risorsa vuota; nel terzo ci si materializza al falò (i checkpoint del gioco) più vicino.

 

Modalità di gioco, PvE e PvP

Bless Unleashed vanta una lunga campagna PvE in più atti che porta il nostro personaggio a girare il mondo di Lumios per fermare le macchinazioni dei Faceless, un gruppo di fanatici che sta cercando di causare il Breaking (ovvero la fine del mondo). Sebbene la storia non brilli per originalità, come si è già accennato, è comunque un buon pretesto per esplorare le regioni del mondo, tutte piuttosto ampie, variegate e ben caratterizzate. Vi sono deserti, giungle, zone temperate pseudo-europee, montagne innevate e una landa grigia piena di rovine e non morti.

Naturalmente non possono mancare le missioni secondarie: ogni regione ne contiene a decine, più alcune missioni procedurali che vengono rigenerate ogni giorno. Tuttavia, non serve molto tempo per rendersi conto che si tratta quasi sempre di fetch quest (“vai a recuperare l’oggetto x”) o missioni di caccia (“vai e uccidi x”). Non sono eccessivamente interessanti dal punto di vista del design e non sono nemmeno così affascinanti sul piano narrativo.

Oltre alla campagna e alle secondarie, i giocatori possono avventurarsi in “dungeon” co-op. Uso le virgolette perché, sebbene Bless Unleashed li chiami dungeon, si tratta a tutti gli effetti di piccole arene contenenti uno o più boss.

Il PvP si articola, al momento, in due modalità: Battlefield (15v15) e Arena (3v3). Le meccaniche sono le stesse del PvE, ma bisogna segnalare l’assenza della modalità di aggancio, ragion per cui bisogna fare affidamento esclusivo sul cursore. Al momento, ci sono diversi problemi con entrambe le modalità PvP. In primo luogo, i moveset delle classi sono stati concepiti per bersagli grossi e lenti, come i nemici PvE, non piccoli e veloci come gli altri giocatori, generando scompensi tra le classi. In secondo luogo, i personaggi entrano con il proprio livello e il proprio equipaggiamento, con tutto ciò che questo comporta. Non sarebbe un grosso problema se ci fosse un buon matchmaking. Purtroppo Bless Unleashed si limita a controllare che ogni persona finisca con compagni di squadra più o meno dello stesso livello. Ergo, per Bless tre giocatori di livello 40 contro tre di livello 30 è uno scontro perfettamente normale.

L’ultima patch del 15 settembre ha introdotto una riduzione percentuale a tutti i danni inflitti in PvP, il che dovrebbe ridurre la forbice tra giocatori di livelli diversi. Tuttavia non sono stato in grado di testare l’effettivo impatto di questo patch. Questo ci porta al terzo problema: le criticità già citate fanno sì che in pochissimi decidano di dedicarsi al PvP. Dal rilascio della patch, ho fatto diverse code da 30 o anche 45 minuti, senza riuscire a trovare una partita. Parlo ovviamente del canale più frequentato del server europeo. Credo che, almeno per quanto riguarda i tempi di attesa, la situazione migliori su altri server, come quelli americani o asiatici, ma non posso confermarlo.

Parallelamente a tutto ciò, esiste la facoltà di attaccare gli altri utenti in giro per la mappa. Questa specie di PvP diffuso è disponibile a tutti i giocatori di livello 20 o più. Non mi sono mai imbattuto in qualcuno che facesse uso di questa funzione sul server europeo.

 

Grafica e sonoro

Bless Unleashed è stato sviluppato in Unreal Engine 4 e Round8 Studio ne ha fatto un uso competente. Modelli e texture sono di buona qualità e sono stati utilizzati in modo adeguato. In termini di design, c’è una buona varietà di asset per quanto riguarda sia i luoghi che i nemici. Anche le animazioni degli attacchi sono piuttosto ben fatte. Nel complesso, non c’è nulla che faccia gridare al miracolo o al capolavoro, ma è tutto sostanzialmente ben fatto.

L’interfaccia è un po’ una nota dolente, dato che era stata pensata per le console e, di conseguenza, risulta piuttosto scomoda con mouse e tastiera. Fortunatamente non ci sono problemi eccessivamente gravi, ad eccezione della finestra delle abilità di classe che cela un menu a tendina nascosto fin troppo bene.

 

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Paesaggio delle regioni del Nord

Il sonoro invece si presenta qualitativamente meno netto. Da un lato abbiamo degli effetti sonori ben fatti e ben utilizzati, sia per le classi che per l’ambiente. Dall’altro, la colonna sonora ha poco mordente e il doppiaggio inglese è piuttosto mediocre. Pesa molto oltretutto la scelta di doppiare solo alcuni dei filmati in-game, lasciando gli NPC a boccheggiare come pesci fuor d’acqua negli altri. Capisco che doppiare tutte le sequenze animate possa risultare molto impegnativo a livello di budget, però, a quel punto, o avrei evitato del tutto di doppiare o, almeno, avrei disattivato il labiale generico per le scene non doppiate. Guardare a lungo manichini immobili che si fissano per minuti interi, muovendo le labbra senza produrre suono alcuno, è un’esperienza abbastanza sgradevole.

 

Questioni pecuniarie

Come si diceva, Bless Unleashed è free-to-play. Immagino che i lettori più smaliziati si staranno già chiedendo, quindi, se si tratti anche di un pay-to-win. In sostanza, no. Bless Unleashed prevede un abbonamento facoltativo, al costo di €16,99 mensili, che aumenta la quantità di EXP ricevuta da tutte le attività (10% per quest e crafting, 50% per i nemici), aumenta del 25% la velocità del gathering, offre un 5% di sconto presso il Marketplace, incrementa lo spazio nell’inventario di 50 unità (molto utile per chi fa crafting), garantisce 50 Lumena (la valuta premium del gioco) al giorno e alcuni altri effetti sostanzialmente irrilevanti.

Proprio i Lumena possono essere usati per acquistare skin, slot aggiuntivi per l’inventario, cavalcature, pergamene per la resurrezione, spazi per personaggi aggiuntivi (di default tre), consumabili per resettare aspetto e nome del personaggio. Niente di sbilanciato, quindi. Gli oggetti più “problematici”, se così si può dire, sono dei booster per aumentare denaro e EXP ricevuti, un consumabile capace di impedirci per un’ora di entrare in combattimenti PvP nell’open world (non potremo attaccare o essere vittima di altri giocatori) e i ticket per estrarre materiali per potenziare le Benedizioni. Non mi sembra nulla di terribile, ma ognuno è capace di valutare da sé.

Bless Unleashed prevede anche ricompense per chi gioca regolarmente, offrendo premi sia quotidiani che settimanali. Infine esiste un Bless Pass stagionale, che regala consumabili, skin e cavalcature.

 

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  • Voto finale
2.5

Considerazioni finali

Bless Unleashed è un compito ben svolto. Non soffre di grosse lacune a livello di gameplay, le classi sono ben caratterizzate e vanta un comparto tecnico rispettabile. Tuttavia paga una certa mancanza di coraggio e una serie di cadute di stile. Per essere un gioco incentrato sul PvE e dominato dalla campagna, ha una storia decisamente poco interessante e delle quest fin troppo ripetitive. Il combattimento, invece, se da un lato è molto facile da apprendere, dall’altro ha poca profondità ed è ulteriormente minato da scontri PvE abbastanza monotoni. Aggiungiamo al mix un PvP traballante e, insomma, non si può dire certamente che abbiamo fra le mani l’MMO del secolo. Detto ciò, non credo nemmeno che questa fosse l’aspirazione di Bless Unleashed.

Si tratta, in fin dei conti, di un free-to-play decente e capace di fare il suo lavoro, a patto di non avere aspettative eccessive. Data la chiarezza espositiva nell’illustrare le meccaniche, potrebbe essere un buon “primo MMORPG” per chi non ha esperienza nel genere. Chi cerca esperienze più longeve o profonde, invece, è meglio che guardi altrove.

 

La nostra scala di valutazione

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