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Pillars of Eternity II: Deadfire – The Forgotten Sanctum – Recensione

Pillars of Eternity II: Deadfire – The Forgotten Sanctum – Recensione

Siamo tornati a immergerci ancora una volta nelle acque dell’Arcipelago di Mortafiamma, luogo virtuale che Obsidian Entertainment ha deciso di arricchire con un nuovo DLC. Stiamo parlando di The Forgotten Sanctum, ultima delle espansioni previste dagli sviluppatori di Pillars of Eternity II: Deadfire, disponibile dal 25 settembre su Steam e GOG.

Fin qui il viaggio del nostro veliero è stato decisamente turbolento, forte di un gioco solido ed eccezionale, ma svalutato dai primi due DLC (Beast of Winter e Seeker, Slayer, Survivor) di durata davvero irrisoria. A invertire la rotta ci pensa appunto The Forgotten Sanctum, che recupera senza la pretesa di strafare, puntando tutto sulla narrazione di una side-quest complessa, avvincente e ricca di epicità. Effettivamente era stato quest’ultimo ingrediente a mancare un po’ nelle mini-espansioni precedenti, troppo piatte e sottotono rispetto al gioco da noi recensito lo scorso maggio.

 

 

Per non sbagliare, l’incipit presentato nel nuovo DLC è sempre lo stesso: il nostro viaggio per mare viene interrotto dalla solita scenetta in stile “GdR cartaceo”, a patto di possedere un livello pari o superiore al 18. A sconvolgere il nostro piano di trovare un’isoletta dove fermarsi a bere cocktail e prendere il sole è nientepopodimeno che uno dei membri del Circolo degli Arcimaghi di Eora. Il motivo? Sempre lo stesso, più o meno: salvare il mondo dall’ennesimo cataclisma che potrebbe stravolgere la realtà.

 

pillars of eternity 2 deadfire The Forgotten Sanctum recensione

Tentacoli, follia… cosa desiderare di più?

Stavolta la nostra missione ci porterà a confrontarci con la divinità più lovecraftiana del pantheon di Pillars of Eternity: il/la tentacolare e misteriosa Wael. Per aiutarci nell’arduo compito giungerà in soccorso un nuovo sidekick, la maga Fassina, già incontrata a Neketaka all’interno del negozio di magia “The Dark Cupboard”. Una compagna di viaggio sicuramente più loquace e interessante rispetto al già dimenticato Vatnir di Beast of Winter, i cui dialoghi ci consentiranno di scoprire di più sulla main quest del DLC e sulla storia degli Arcimaghi di Eora.

Ad arricchire ulteriormente il piatto offerto da Obsidian, oltre a quello che si dimostra veramente come “il dungeon di più alto livello del gioco”, intervengono una miriade di libri da leggere, riportanti alcuni dei momenti più salienti della storia delle divinità e degli albori del mondo. A rendere tutto ben amalgamato e intersecato con la trama di Pillars of Eternity II è un comparto narrativo decisamente buono, con colpi di scena e scelte etiche non banali, specialmente nel finale, che riserva qualcosa di davvero divertente. Anche la durata risulta lievemente superiore alle precedenti espansioni, concedendoci circa sei ore di gameplay aggiuntivo.

 

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Benvenuta a bordo della Drakkison IV, Fassina!

Tra le note dolenti, purtroppo anche qui presenti, vi è la scellerata scelta di non inserire oggetti magici degni di nota. Una decisione davvero surreale considerando che The Forgotten Sanctum è, de facto, la missione di più alto livello da poter completare prima di raggiungere il gran finale di Pillars of Eternity II: Deadfire.

Tuttavia il risultato generale soddisfa e ci porta a una doverosa domanda: “Perché gli sviluppatori non hanno profuso lo stesso impegno nei precedenti contenuti aggiuntivi?”. La risposta, forse, ci verrà fornita dal nuovo progetto della software house in uscita nel 2019, The Outer Worlds, che non vediamo l’ora di toccare con mano.

 

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Finalmente una trama interessante per un DLC!

3.5

Considerazioni finali

The Forgotten Sanctum si dimostra l’esempio che gli altri due DLC di Pillars of Eternity II avrebbero dovuto seguire. Il mix tra personaggi epici, narrativa incalzante e una storia dall’impronta “lovecraftiana” risulta molto buono, nonostante le meccaniche siano le stesse di sempre.

Anche il nuovo sidekick introdotto dagli sviluppatori aiuta a migliorare l’esperienza di gioco, intrattenendoci con dialoghi abbastanza interessanti e puntuali (a differenza dello script che aveva caratterizzato Vatnir, piatto e quasi superfluo ai fini della trama).

In linea generale, quest’ultimo (almeno per ora) DLC è la vera ciliegina sulla torta di Pillars of Eternity II: Deadfire. Un acquisto indispensabile per chi volesse approfondire la propria conoscenza di Eora e aggiungere almeno 5-6 ore di nuovo gameplay.

La nostra scala di valutazione

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