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Pillars of Eternity II: Deadfire – Recensione

Pillars of Eternity II: Deadfire – Recensione

Dopo circa 40 ore di gameplay siamo finalmente giunti al termine di Pillars of Eternity II: Deadfire, nuovo capitolo della saga RPG vecchia scuola firmata Obsidian, disponibile da pochissimi giorni su Steam e GOG.

Quel che ci resta, lo diciamo subito, è una sensazione di soddisfazione quasi completa. Un’esperienza ludica ricca e variegata, che regge perfettamente il confronto con la precedente avventura. Se non lo avete già fatto, prima di addentrarvi in questa recensione vi consigliamo la nostra anteprima dalla closed beta di Deadfire.

 

 

Ohh che bella vita fa il marinar…

Pillars of Eternity 2 ci mette nuovamente nei panni dell’Osservatore, eroe e reggente di Caed Nua, fortezza che però è andata distrutta da eventi misteriosi e nefasti. Come abbiamo potuto vedere nei trailer rilasciati già da un pezzo da Obsidian, il dio Eothas pare aver fatto ritorno ancora una volta su Eora, decidendo di possedere la titanica statua che abbiamo imparato a conoscere attraverso “Il cammino di Od Nua”, il celebre dungeon del primo Pillars.

 

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Della serie “Ma chi me l’ha fatto fare”… Non si sfugge alla vita da Osservatore!

Ancora una volta, il compito di salvare il mondo e comprendere le intenzioni della divinità è affar nostro. Per farlo gli sviluppatori hanno deciso di riportarci al primo livello, preservando però le scelte effettuate in passato (il gioco permette anche di creare un salvataggio “ad hoc”, consentendoci di variare il finale del capitolo precedente). In aggiunta, arriva in nostro soccorso una fase di creazione del personaggio eccellente, ricca di opzioni e variabili in grado di incidere non solo sul gameplay ma anche sulla stessa trama di Deadfire.

Nonostante razze e classi a disposizione siano rimaste le medesime, alla nostra faretra sono state aggiunte molte altre frecce: sottoclassi (almeno tre per ogni classe), possibilità di creare personaggi multi-classe (cosa che impedirà di raggiungere il massimo livello di potere delle abilità), le classiche caratteristiche (con qualche piccola modifica) e un revamp completo del sistema di progressione, ora definito da uno skill tree in grado di rendere ogni nuovo personaggio un qualcosa di originale e unico. A questo già ricchissimo piatto si aggiunge anche una rivisitazione delle abilità attive che andranno a influenzare enormemente dialoghi, incontri scriptati e l’andamento generale della storia.

 

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Boom! Alcune missioni potranno essere risolte con sistemi davvero… appariscenti!

Cazzate la randa, ciurma!

Completati i connotati del nostro impavido avatar-Osservatore, ci ritroviamo a bordo di una nave: la nostra nave, forse l’elemento chiave di tutta la nuova avventura firmata Obsidian. Deadfire (“Mortafiamma” nell’idioma italico) è, infatti, il nome dell’arcipelago dove si dipanerà la trama del gioco, che ha completamente abbandonato la terraferma, scambiandola con una serie sterminata di isole di piccole e medie dimensioni. Tale interessante novità ha permesso agli sviluppatori di mutare radicalmente il fattore esplorazione del nuovo Pillars of Eternity, introducendo la possibilità di vagare liberamente per la mappa a discapito del consumo dei viveri (la cambusa dovrà sempre essere colma per non incorrere nella progressiva diminuzione del morale della ciurma e in un possibile ammutinamento). La nave sarà proprio per questo motivo la nostra nuova casa, con tanto di possibilità di apportare migliorie e reclutare nuovi membri, cosa che ci permetterà di incrementare le nostre chance di sopravvivenza in mare aperto e nei combattimenti navali. Una trovata piacevole, che non ci ha fatto sentire la mancanza della staticissima Caed Nua.

Sempre per mare avremo inoltre la possibilità di incappare in scontri con altri velieri (a noi la scelta di diventare difensori o flagelli dei sette mari) che daranno vita a vere e proprie battaglie a suon di cannonate in stile librogame. Le battaglie sono gestite, infatti, nello stesso stile tipico degli incontri scriptati. In base alle possibilità dateci dalla nostra nave e dalle abilità della nostra ciurma, colpire e affondare il nemico sarà più o meno semplice, così come riuscire ad abbordarlo e fare incetta dei tesori celati nella sua stiva. Rilevante sarà anche il nostro grado di Capitano, che potremo aumentare attraverso l’esplorazione, le battaglie navali stesse e la scoperta di luoghi sconosciuti.

 

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Giganti di fuoco capitani di vascelli? A Mortafiamma troverete di tutto!

Ogni scontro al massimo

Tra le altre novità più importanti introdotte in Pillars of Eternity II: Deadfire vi è senza dubbio il sistema di combattimento. Un primo cambiamento viene fornito da una piccola riduzione del numero di membri del party da sei a cinque (un vero trauma, quando dovrete scegliere quali compagni portare al vostro seguito). Questa scelta permette alle battaglie di essere più snelle e facilmente gestibili, nonostante il numero di abilità per personaggio sia sensibilmente aumentato. Inoltre, al termine di ogni scontro ciascuno dei poteri verrà completamente ripristinato (magie degli incantatori comprese), consentendoci di affrontare molti nemici di seguito senza dover effettuare riposi obbligati. Si contrappone a queste novità un’interfaccia molto simile a quella del primo capitolo, abbastanza familiare da permetterci di comprendere in men che non si dica tutte le nuove meccaniche a disposizione.

Quel che però ci ha più colpito è stato il generale riequilibrio della abilità possedute da ogni classe (e sottoclasse): è bello vedere come ognuna di queste sia utile al combattimento e differente da tutte le altre. A margine, riappare anche il già collaudato sistema di crafting, forte di alcune piccole novità degne di nota, come le granate da combattimento.

 

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Grande ritorno anche delle armi soulbound… questo dungeon ce ne ha appena concesso uno molto sfizioso!

Meglio di un librogame?

La colonna portante di un RPG è la sua trama. Conscia di questo, Obsidian ha elevato alla massima potenza il concetto, ricordandoci che ogni problema non possiede sempre una soluzione ottimale. Durante la nostra avventura nell’arcipelago Deadfire, ci siamo ritrovati spesso a ponderare le possibili conseguenze delle nostre azioni e delle nostre parole. Filosofia, religione, etica… ma anche questioni razziali e divari sociali sono presenti in ogni terra emersa di Mortafiamma, molto più di quanto non lo fossero nel primo capitolo della saga.

Partendo dal presupposto che rendere tutti felici sarebbe stata una possibilità remota, abbiamo deciso di percorrere la nostra strada calandoci completamente nei panni del nostro vecchio avatar: un chierico di Eothas. A dispetto del paradosso creatosi, inseguire il nostro patrono si è rivelata un’esperienza davvero entusiasmante e ricca di sfaccettature: congetture, intrighi amorosi e alterchi con i nostri fidati compagni hanno reso il tutto un cocktail di emozioni davvero soddisfacente. Alla luce di questo, possiamo affermare che Obsidian è riuscita a superare se stessa, presentando una trama avvincente, mai scontata e guidata dal giocatore. Sotto questo particolare aspetto, Pillars of Eternity 2 ci dimostra come la trama sia ancora il punto di forza di ognuno dei titoli di questa software house. Sarebbe davvero bello poter contare su dei supporti cartacei in grado di espandere ulteriormente l’esperienza, come romanzi e affini, ma sappiamo che un gioco di ruolo tradizionale basato su Eora esiste ed è incluso in alcuni pacchetti dei backer… è già un inizio.

 

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4

Considerazioni finali

Pillars of Eternity II: Deadfire si è dimostrato un gioco di ruolo avvincente e ben strutturato. Nonostante qualche piccola sbavatura, la traduzione in italiano delle infinite linee di dialogo risulta di notevole fattura, considerata anche la non poca quantità di slang utilizzati dai poliedrici abitanti delle isole. A rovinare un poco la perfetta armonia dei vari elementi subentra il lato più tecnico del gioco: i caricamenti, nonostante Obsidian abbia affermato di aver fatto miracoli, sono piuttosto lenti, soprattutto quando si accede alle zone mai esplorate prima. Similmente, anche la compatibilità con le macchine meno performanti risulta non essere ottimizzata al massimo, obbligandoci spesso a giocare al ribasso con le varie impostazioni grafiche.

Ciononostante, Pillars of Eternity 2 resta un titolo che ogni amante degli RPG dovrebbe mettere in bella vista sul suo scaffale virtuale. Di rado è possibile ammirare un’avventura così ricca di sfaccettature, cose da fare e zone da esplorare… e sono già state annunciate ben tre espansioni.

Ora però dobbiamo lasciarvi: la nostra nave e la nostra ciurma ci aspettano per mappare le tante isole rimaste escluse dalla prima esplorazione dell’arcipelago di Mortafiamma!

La nostra scala di valutazione

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