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Pillars of Eternity II: Deadfire – Beast of Winter – Recensione

Pillars of Eternity II: Deadfire – Beast of Winter – Recensione

Timone alla mano, siamo tornati nell’arcipelago di Mortafiamma per affrontare una nuova avventura, Beast of Winter, primo DLC che Obsidian ha designato per il suo spettacolare Pillars of Eternity II: Deadfire, da noi recensito lo scorso maggio.

Disponibile da questo mese su Steam e GOG, questo primo contenuto aggiuntivo introduce nel gioco una missione apparentemente interessante che ci permette di avere un piccolo assaggio delle atmosfere del Bianco Pelagio con la minuscola isola chiamata “Osservatorio dei Messaggeri”. È nostra la missione di salvare ancora una volta il mondo, una premessa che ci lascia da subito una sensazione di déjà-vu, ma che non ci impedisce di approfondire l’esplorazione nella giungla della trama.

 

 

Giunti sulla glaciale terra, siamo accolti da un sacerdote di Rymrgand (la “Beast of Winter”, per l’appunto) chiamato Vatnir, sidekick che gli sviluppatori hanno scelto per farci da guida all’interno del DLC. Purtroppo, fin dai primi istanti è lampante come lo spessore del nuovo “quasi companion” sia assai inferiore a quelli visti nell’avventura originale. Complice la sua limitata selezione di dialoghi che andrà a proferire durante la nostra passeggiata verso lo zero assoluto, il povero Vatnir non è minimamente riuscito a impressionarci con la sua storia, decisamente piatta e troppo poco incisiva sulla trama di Beast of Winter.

 

Pillars of Eternity II Deadfire Beast of Winter Recensione

Un portale di sola andata per chissà dove… pronti per il viaggio?

D’altronde, anche il resto della struttura del DLC non riesce a stupire e resta tra le nostre mani come una stalattite di ghiaccio: fredda e priva di sentimenti. Gli intrighi che ci portano ad affrontare il regno del dio dell’entropia non sono altro che una sequela di missioni che rivangano alcuni degli eventi del passato di Eora e che potevano essere sviluppate in maniera decisamente più approfondita. I dialoghi con i vari NPC sono infatti bel lontani dall’epicità a cui gli storyteller di Obisidian ci hanno abituato e anche i rompicapo disseminati sulla nostra strada non sembrano altro che l’ombra degli enigmi visti nel gioco originale. A poco servono inoltre i nuovi oggetti dotati di Legame dell’anima e i trinket, strumenti che qualsiasi personaggio può inserire in un apposito slot dell’inventario e che forniscono poteri unici da utilizzare una volta per riposo.

In definitiva, con le sue circa quattro ore di impegno aggiuntivo (che richiedono un party di livello 14-15 per essere affrontate in scioltezza) Beast of Winter si presenta come un DLC che non vale il prezzo di acquisto di 9,99€. La speranza è che gli sviluppatori siano ancora in rodaggio, e che i prossimi contenuti aggiuntivi permettano a Pillars of Eternity II di recuperare la sua lucentezza aggiungendo qualcosa di più corposo, come un’avventura più lunga e un nuovo compagno vero e proprio, dotato di un profilo intrigante.

 

Pillars of Eternity II Deadfire Beast of Winter Recensione

Un bel refrigerio per queste torride giornate estive!

1.5

Considerazioni finali

Beast of Winter si rivela un piccolo buco nell’acqua. La scarsità di durata di questa nuova avventura, come anche la presenza di un sidekick privo di carisma e di una storia personale che si rispetti, non riescono a giustificare il costo di 9,99€ previsto per il DLC. La speranza è che Obsidian sia conscia di tutto questo e che sia pronta a tornare in carreggiata con i prossimi aggiornamenti del gioco. Forse, l’idea presentata nel primo Pillars of Eternity di suddividere un’espansione in due macro-DLC non era così malvagia: White March è per questo motivo di molte spanne superiore a Beast of Winter, contenuto a pagamento che possiamo a malapena considerare un obolo in dono a Ondra, nella speranza che la dea del mare ci porti qualcosa di più succulento nei mesi a venire.

La nostra scala di valutazione

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