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Kenshi è disponibile su Steam, intervista al lead developer Chris Hunt

Kenshi è disponibile su Steam, intervista al lead developer Chris Hunt

Da poche ore Kenshi è ufficialmente disponibile su Steam nella sua versione 1.0, al costo di 26,99€.

Come vi abbiamo già raccontato Kenshi è un RPG sandbox single player senza compromessi, ambientato in un immenso e spietato mondo post-apocalittico. Il gameplay presenta un mix di elementi ruolistici, controllo del party e costruzione delle città, mentre l’open world di 870 chilometri quadrati costituisce il mondo di gioco più grande dai tempi di Daggerfall.

Kenshi è stato in sviluppo per ben 12 anni presso Lo-Fi Games, software house indie composta da pochi elementi. Approdato in in Early Access nel 2013, ora il prodotto presenta pareri estremamente positivi sulla piattaforma di Valve, con l’89% di recensioni positive.

In occasione dell’uscita noi di MMO.it abbiamo avuto l’opportunità di parlare con Chris Hunt, CEO di Lo-Fi Games e lead developer di Kenshi. Iniziamo dunque, non prima di aver visto il trailer di lancio del gioco.

 

 

Quattro chiacchiere con Chris Hunt

Chris Hunt Kenshi steam

Qual è l’idea che ha ispirato Kenshi? Quali sono i vostri riferimenti culturali?

Kenshi è un misto di tutte le cose che mi piacevano quand’ero piccolo – titoli post apocalittici come i vecchi Fallout e i film di Mad Max, ed il gameplay di X-COM e Jagged Alliance 2. Ci sono così tante possibilità quando si costruisce un mondo di gioco da voler farmi creare qualcosa che fosse unico nella specie e nella cultura, al di là dei soliti elfi, draghi e alieni che vediamo in così tanti altri giochi. Kenshi ha un sacco di riferimenti culturali, ma il più ovvio è dato dalla sua estetica ispirata al Giappone – le armi, le armature ed anche il cibo. Il gioco è pieno di differenti fazioni, ciascuna con la sua cultura e alcune con caratteristiche estreme che d’altra parte vediamo pure nella società di tutti i giorni.

Kenshi non è un gioco facile. Come pensi che i giocatori reagiranno al primo approccio con esso?

Kenshi non ti prende la mano all’inizio come ci aspettiamo ormai da moltissimi giochi popolari, e non ha le tradizionali quest che ti guidano in una certa direzione. A fronte di ciò, alcuni giocatori potrebbero decidere che non è il gioco che fa per loro: Kenshi è infatti tarato per un tipo specifico di giocatori e non è per tutti. Poi c’è il bilanciamento: uno inizia molto debole, e l’errore che fanno molti è di presumere che invece si sia invincibili, per cui corrono in giro aspettandosi di ammazzare tutto e si ritrovano immediatamente pestati e ridotti in fin di vita. Questo è il momento in cui molti giocatori si rendono conto che il gioco è diverso e bisogna approcciarlo in modo diverso. Questi d’altra parte sono i giocatori che si appassionano di più a Kenshi e finiscono per giocarlo più di mille ore. È da questo che abbiamo capito di aver fatto qualcosa di speciale.

In Kenshi si muore molto spesso. Pensi che la morte abbia un significato particolare nel tuo gioco?

La morte in Kenshi è fatta per far male. Vogliamo che il giocatore si affezioni a ciascuno dei membri personalizzati della sua squadra e vogliamo che la sensazione di pericolo imminente motivi il giocatore a preservare la squadra al di là di eventuali rapimenti, torture, riduzioni in schiavitù e ferite. Senza la permadeath il giocatore non percepirebbe la medesima brutalità, e non darebbe di matto quando qualcuno muore.

Kenshi steam

Pensate di supportare il vostro gioco con aggiornamenti di contenuti sul lungo termine?

Al momento non abbiamo in programma di aggiungere altri contenuti. Ovviamente continueremo a fornire supporto tecnico e a risolvere eventuali bug che potrebbero esserci sfuggiti.

Quali sono le sensazioni nel vostro team in questo momento? Siete positivi per il lancio del gioco?

Così così. Chiaramente, data la quantità di tempo ed energie investite in questo progetto, vederlo giungere al termine lascia un po’ l’amaro in bocca. D’altro canto, il team è felice di aver finalmente raggiunto il traguardo dopo così tanto tempo.

Questo sembra un periodo caldo per i giochi post-apocalittici. A novembre è uscito Fallout 76, che è stato oggetto di grandi controversie nelle ultime settimane. L’hai provato? Pensi che Kenshi potrebbe guadagnare visibilità a seguito dei problemi di Fallout?

Sono un grande fan della serie Fallout, però credo che Fallout 76 sia stato un enorme fallimento. Si sono concentrati solo sui profitti e hanno ignorato tutto ciò che rendeva Fallout una grande serie. Ci sono meno statistiche, meno profondità, meno modi di specializzarsi. È così semplificato da indurmi a pensare che abbiano volutamente dimenticato la fanbase originaria e tentato di rivolgersi a un pubblico più vasto. I videogiochi single player e gli MMO sono tipologie completamente diverse di prodotti e cambiare repentinamente da uno all’altro tipo è estremamente dannoso per la fanbase. Penso sia possibile che Kenshi vada a colmare il vuoto che Fallout 76 ha lasciato nell’animo dei giocatori old school e hardcore.

Kenshi steam

Ringraziamo Chris Hunt per la disponibilità e gli auguriamo in bocca al lupo per il futuro. Per la nostra recensione di Kenshi restate sintonizzati su MMO.it!

 

 

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