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Albion Online – Recensione finale

Albion Online – Recensione finale

Oggi, mercoledì 16 maggio, Albion Online è approdato su Steam con varie edizioni e pacchetti scontati. Per l’occasione abbiamo finalmente deciso di proporre la nostra recensione finale di questo MMORPG sandbox fantasy.

Dopo un periodo di relativo oblio, nelle ultime settimane si è tornato a parlare parecchio del gioco e dei suoi aggiornamenti. Il merito è del team di Sandbox Interactive, che in occasione dell’ultima patch ha concesso sette giorni di Premium attivabili a piacere per tutti i possessori di founder pack o starter pack, in modo che i giocatori potessero vedere le ultime novità del titolo. Questo mi ha permesso di rituffarmi nel gioco e concludere ciò che avevo lasciato in sospeso la scorsa estate.

Albion Online è buy-to-play con soft subscription, ovvero presenta un canone mensile (detto Premium status) non obbligatorio per giocare, ma comunque molto influente. Prima di iniziare vi consiglio di leggere la prima parte della mia recensione, in cui spiego le basi del gameplay e il funzionamento del Premium. Per quanto riguarda invece l’endgame di Albion Online, ne ho parlato nell’intervista con Clayn alias Licencelessrider, GM della gilda italiana Guild not Found, a cui ho rivolto diverse domande sul bilanciamento del titolo e la situazione in PvP.

 

 

Ritorno alla terra di Albione

In Albion Online manca qualsiasi tipo di main quest o campagna a guidarci per mano. Come in ogni sandbox, siamo noi a doverci dare un obiettivo, a seconda di cosa vogliamo diventare: se vogliamo diventare un mago dovremo specializzarsi negli incantesimi, se vogliamo diventare un falegname dovremo raccogliere e lavorare tanta legna, e così via. La crescita del personaggio non si basa sui livelli ma sulle skill che salgono con l’uso. È inoltre presente un forte focus sul gioco di gruppo e sul crafting, dato che praticamente ogni oggetto del mondo di Albion è creato dai giocatori. Il richiamo a famosi esponenti del genere, come Ultima Online e Runescape, è evidente non solo nelle meccaniche, ma anche nello stile grafico con visuale isometrica. Il titolo vuole quindi rappresentare un ritorno alle origini degli MMO in salsa moderna, ma non tutto è andato per il verso giusto.

Negli scorsi mesi Albion Online ha infatti subito un forte calo di giocatori. Non sono stati diramati numeri ufficiali, ma è di tutta evidenza che molti dei player che la scorsa estate si erano avventurati nel mondo di Albion oggi siano su altri lidi. Intendiamoci, la situazione non è tragica: la competizione nelle zone di alto livello non manca e tutte le sere la capitale Caerleon è presa d’assalto da centinaia di giocatori. Tuttavia, considerando che gli MMO sono progettati per durare diversi anni, un sensibile calo d’utenza a sei mesi dal lancio rappresenta un campanello d’allarme non trascurabile.

Se analizziamo la situazione, è probabile che molti giocatori abbiano mollato a causa della lentezza del gioco: Albion Online è un MMORPG piuttosto hardcore, che chiede impegno, dedizione e tanta, tanta pazienza. Non puoi giocarci mezz’ora al giorno, altrimenti ci metterai mesi a fare qualsiasi cosa. Il sistema di progressione costringe infatti ad allenare le proprie abilità per salire di tier nell’uso di oggetti, armi e armature, con una quantità di grind a cui oggi non siamo più abituati. Se la quantità di skill point richiesti per passare dal T2 al T3 è più che accettabile, i requisiti salgono sempre di più ad ogni tier, fino ad arrivare a livelli esasperanti all’endgame, quando per raggiungere il T8 sono necessari milioni di skill point.

 

Albion Online Recensione steam

Come in ogni sandbox che si rispetti, passerete buona parte del tempo a grindare e racogliere risorse. Uomo avvisato, mezzo salvato.

In tutto questo non aiuta un combat system non particolarmente ispirato, che ad un’occhiata superficiale potrebbe ricordare quello di Diablo 3 per via della visuale isometrica, ma che in realtà risulta molto meno fluido e “addictive” del titolo Blizzard. I poteri in nostro possesso sono pochi, gli scontri appaiono lenti e occasionali problemi di pathfinding rendono talvolta scomodo il movimento. Prendiamo ad esempio il combattimento con l’arco: la quasi totalità di poteri e attacchi che gli arcieri possono infliggere vanno per forza castati da fermo, il che rende gli scontri ben poco entusiasmanti.

L’unico rimedio a questa lentezza, sia nel combat che nel livellare le skill, è giocare in gruppo con amici o compagni di gilda, cosa praticamente necessaria se non si vuole finire in depressione: giocare ad Albion Online da soli è roba da tagliarsi le vene. D’altronde, che il gioco sia pensato per essere fruito in gruppo è evidente anche dallo skillcap, che non consente ad alcun giocatore di essere completamente autosufficiente. Insomma, in Albion non vestiamo i panni degli eroi che salveranno il mondo da soli. Questo è un fattore positivo per un sandbox, perché incentiva la collaborazione e la creazione di un senso comunitario, soprattutto all’interno delle gilde. Un guerriero infatti, per quanto forte e temibile, non potrà costruirsi le spade da solo, ma avrà bisogno del lavoro di un fabbro. Il fabbro avrà a sua volta bisogno di un minatore o raccoglitore che gli procuri le materie prime e le raffini per poterle lavorare, e così via.

 

Albion Online Recensione steam

Il crafting ha un ruolo fondamentale, soprattutto per le gilde.

Il crafting system di Albion è tuttavia piuttosto basilare, carino ma lontano dalla profondità di titoli come Mortal Online e Star Wars Galaxies. A voler essere pignoli, è anche privo di tutta una serie di accortezze di quality of life: ad esempio il sistema non è collegato con la banca, per cui se ci troviamo in una carpenteria e vogliamo lavorare del legno dobbiamo accertarci di averlo con noi nell’inventario, perché il gioco non considera le risorse storate nella bank chest. Niente di drammatico, ma sono comodità a cui gli MMO di oggi ci hanno abituato. Da notare che per craftare gli oggetti di un certo tier spesso servono anche le risorse del tier inferiore, aspetto intrigante poiché spinge ad esplorare il mondo di gioco.

Bisogna inoltre considerare che in Albion Online i mercati sono locali, quindi dirigendosi all’auction house di una città si vedranno solo gli oggetti in vendita in quel particolare luogo: questo rende il commercio dei vari beni un importante aspetto dell’economia del gioco, come tipico del genere sandbox. È possibile guadagnare grosse cifre spostandosi da una zona all’altra comprando e rivendendo materiali: il commercio, a sua volta, contribuisce a plasmare a un mondo vivo e in continua evoluzione. Tuttavia, è proprio nel mondo virtuale che si pone uno dei difetti più gravosi del prodotto.

 

Albion Online Recensione steam

Che potenza quelle balestre!

Qui casca l’asino

Come già spiegato nella prima recensione quello di Albion Online non è un vero open world, ma si tratta di tante mappe separate tra loro. Ogni zona può essere di tipo blu, giallo, rosso o nero, laddove le prime due indicano aree sicure mentre le ultime due corrispondono a zone di alto livello con PvP attivo. In queste zone è addirittura presente il full loot, ovvero alla nostra morte lasceremo per terra tutto ciò che ci portiamo dietro, equipaggiamento incluso. I materiali più rari e preziosi si trovano ovviamente in zona rossa e nera, che sono luogo di furiose battaglie tra gilde.

Le mappe presentano punti di ingresso ed uscita precisi, e solitamente possono essere attraversate in un paio di minuti. Questo le rende piccole e limitanti, a maggior ragione per un sandbox, che dovrebbe basare tutto sul senso di libertà. La verità è che qui lo stimolo ad esplorare è pressoché nullo, poiché basta aprire la mappa globale per vedere la conformazione precisa di ogni singola zona, senza un minimo di “fog of war” tattica. Purtroppo, in Albion Online non si prova mai quella sensazione di avventura e scoperta che si percepisce esplorando un vero open world, e questo è un peccato. Capisco che il budget in mano al team di sviluppo non fosse quello di GTA V o The Witcher 3, però parliamoci chiaro: se Ultima Online riusciva a creare un grande open world nel 1997, quando la RAM ancora si misurava in kilobyte, è piuttosto assurdo che nel 2018 Albion ci confini in mappe tristi e anguste.

 

Albion Online Recensione steam

Un’occhiata alle alleanze e ai confini in zona nera.

Come se non bastasse, il lore di Albion è assolutamente accessorio e poco approfondito, il che è un vero spreco considerando che il titolo pesca a piene mani dal ciclo bretone arturiano, che certo non pecca di fascino. Purtroppo però Albion Online non approfondisce mai la cosa e il più delle volte verremo buttati in un dungeon da ripulire senza neanche una minima contestualizzazione narrativa. Non che in un MMORPG sandbox ci si aspetti una trama a là Planescape Torment, intendiamoci, ma un po’ di flavour in più non avrebbe guastato.

Anche mettendo da parte gli aspetti tecnici e narrativi, il mondo di Albion risulta poco interessante. Il continente è sì diviso in vari biomi, ognuno dei quali fornisce una certa caratterizzazione alla regione di riferimento e influisce sulle risorse che possiamo trovare: nella foresta ci sarà ovviamente legna in abbondanza ma mancanza di ferro, in montagna si troveranno tanti minerali ma poche pelli, eccetera. A parte questo, però, le zone sono piuttosto anonime, e non si ha mai l’impressione che girando l’angolo ci si possa imbattere in qualcosa di intrigante o inaspettato. Si salvano solo le città, realizzate con una discreta cura, ma girovagando per le mappe è raro trovare dei punti riconoscibili o degli scorci degni di nota.

In generale, Albion Online presenta un comparto PvE troppo povero: il gioco è praticamente privo di attività secondarie e contenuti da fare in solo. Certo, stiamo parlando di un sandbox e nessuno vuole vedere centinaia di quest in stile “uccidi 10 lupi e portami le pelli”, ma almeno un sistema di eventi dinamici si poteva mettere. Al momento, invece, tutto ciò che si può fare è grindare e fare expedition a manetta per arrivare ai tier alti, quando si inizia a fare hellgate o a menarsi in PvP.

 

Albion Online Recensione steam

Ora le expedition hanno un sistema di checkpoint che permette di non dover ripartire dall’inizio dell’istanza se si muore. Era anche ora.

Il grande equivoco

Il grande equivoco di Albion Online è che per anni il titolo è stato promosso come se fosse un MMORPG sandbox totale, in cui puoi fare tutto ciò che vuoi, come una specie di erede di Ultima Online. Sebbene questo sia vero da un punto di vista puramente teorico, la realtà dei fatti è ben diversa: Albion è infatti un gioco quasi esclusivamente votato alla competizione tra giocatori, con l’endgame che si focalizza tutto su GvG e ZvZ, come è stato messo in luce nella nostra intervista al GM dei Guild Not Found. Visto nella sua natura competitiva, Albion non è troppo dissimile da un MOBA o un brawler ad arene. Da questo punto di vista, è piuttosto facile capire perché il lore e il comparto PvE del gioco siano così trascurati.

Tuttavia, il problema è che ora come ora questa natura competitiva è nascosta dietro a lunghe ore di tedio. Il PvE dovrebbe essere solo un contorno al tutto il resto, invece è l’attività che occupa più tempo perché prima di diventare utili a fare qualsiasi cosa bisogna grindare ore e ore per far salire le skill: se davvero Sandbox Interactive vuole mettere in luce la formula competitiva del gioco, dovrebbe ridurre considerevolmente la quantità di grind e tempo richiesto per arrivare ai livelli alti. In questo senso la patch midseason di inizio maggio è stata un passo nella giusta direzione, perché consente di respeccare le skill nella Destiny Board e quindi ridurre leggermente la quantità di PvE, ma il problema comunque permane.

 

Albion Online recensione steam

Il focus sulle guerre tra gilde va bene, ma se all’endgame c’è solo quello da fare… beh, diciamo che non c’è da stupirsi se il gioco ha perso molti player dal lancio.

Sebbene il giudizio espresso finora possa sembrare piuttosto severo, bisogna dire che Albion Online rimane comunque un prodotto di alto profilo. Il gioco è praticamente scevro da bug e sfoggia un’interfaccia davvero notevole, elegante ma al tempo stesso ricca di informazioni, come raramente ne ho viste in titoli di questo genere. Il comparto grafico risulta leggero ma piacevole, perfetto per girare su tutti i computer degli ultimi dieci anni. Peccato per l’assenza della possibilità di ruotare la visuale: alla fine la grafica isometrica di Albion Online è piuttosto simile a quella di un RTS, e già da anni gli strategici permettono questa possibilità.

 

Braccia restituite all’agricoltura

In ogni caso Albion Online offre diverse feature degne di nota, come l’allevamento e l’housing. Sebbene quest’ultimo sia di fatto istanziato, è comunque possibile lasciare una propria traccia nel mondo acquisendo gli esercizi commerciali presenti nelle città: in Caerleon, ad esempio, ci sono decine di negozi di proprietà, tra cui fabbri, fonderie e molto altro. Certo, non aspettatevi di poter acquistare chissà quale negozio nel centro della capitale se siete dei poveri squattrinati: servono molti soldi e il coordinamento di un gruppo, perché la concorrenza è spietata.

Vi sono poi le isole istanziate rispetto al resto del mondo. Sostanzialmente è possibile acquistare un’isola personale o di gilda: qui possiamo costruire varie strutture militari e produttive, edificare una casetta e più in generale goderci un po’ di tranquillità. Ma l’aspetto più interessante è sicuramente rappresentato dall’agricoltura e dall’allevamento: è infatti possibile adibire un’area a campo coltivato o pascolo per il bestiame, come dei novelli contadini. Nel primo caso bisognerà preparare i semi per far crescere varie piante e poi raccoglierle una volta mature, mentre nel secondo potremo allevare galline, cerbiatti, maiali, vitelli e puledri. Una volta cresciute, queste creature possono essere utilizzate come mount (soprattutto buoi e cavalli) oppure rivendute all’asta, ottenendo grossi profitti.

 

Albion Online Recensione steam

Coltivazione intensiva di patate e fagioli, e si va a comandare tra i contadini di Albion.

Per innaffiare piante e allevare animali servono learning point, che si ricaricano quotidianamente col Premium attivo. Oltre a questo, il Premium status fornisce anche 10mila crafting focus al giorno, tasse all’asta dimezzate, un bonus del 50% alla fama, alle risorse raccolte e ai silver lootati dai mob, nonché un bonus del 100% al tasso di crescita del raccolto e degli animali nella fattoria. Risulta insomma palese che il Premium influisce moltissimo, e giocare senza è una limitazione enorme. A qualcuno potrebbe non piacere pagare 9€ al mese per rinnovare il Premium: tuttavia, la cosa positiva è che esso può anche essere acquistato con i gold, un po’ come le PLEX di EVE Online.

In pratica basta mettersi da parte un buon numero di silver (la moneta che si ottiene giocando) e poi convertirli in gold, con cui acquistare uno o più mesi di Premium. Si tratta di un buon compromesso, anche se rimane l’impressione che il Premium fornisca fin troppi vantaggi. In ogni caso, per guadagnare abbastanza silver da poter attivare il canone è sufficiente giocare in gruppo e avere un po’ di sano spirito imprenditoriale.

 

Albion Online Recensione steam

Eccoci su Farming Simulator!

Artù, Merlino, Lancillotto e compagnia

Infine, è giusto dedicare un paragrafo a spiegare come il gioco si sia evoluto dal lancio originale. Rispetto a dieci mesi fa, Albion Online è indubbiamente cambiato molto: i problemi ai server dei primi giorni sono fortunatamente lontani, e adesso si riesce a giocare in relativa tranquillità. Certo, il gioco di base resta lo stesso, ma con gli aggiornamenti post-lancio sono arrivati tanti miglioramenti e correzioni: solo per citare le novità più grosse, l’update Joseph ha aggiunto le arene PvP, i siti del tesoro e nuove expedition, mentre l’update Kay ha introdotto le mount da battaglia, nuove armi Artefatto e miglioramenti al GvG.

L’aggiornamento Lancelot ha poi introdotto un tipo inedito di Hellgate, nuovi set e armi d’assedio, ma soprattutto il sistema di fishing e le mandrie vaganti di mob: ora le creature di Albion possono riunirsi in branco e muoversi dinamicamente per il mondo di gioco. Questi mob droppano oggetti speciali, che vanno consegnati in certe città per ricevere ricompense di valore. Per quanto riguarda il fishing, è un mini-game che permette di pescare sulla riva di mari, fiumi e laghi, per poi vendere i pesci pescati o mangiarli così da ricevere utili buff temporanei.

 

Albion Online Recensione steam

Un po’ di sana pesca consente di rilassarsi tra un’uccisione e l’altra.

Pochi giorni fa sono arrivati anche gli achievement, che vanno dall’esplorazione al gathering fino al crafting. Ma le funzionalità forse più importanti in termini di meta game le ha portate la recente patch midseason di Lancelot. Come accennato prima, essa ha implementato la possibilità di respeccare, ma anche importanti modifiche di bilanciamento in GvG (in particolare la rimozione del bonus in base ai siphoning mage) e le battaglie di addestramento in GvG: queste permettono alle gilde di provare tattiche e fare esperienza senza morire e perdere equipaggiamento. Si tratta di aggiunte molto utili e apprezzate, segno che il team di sviluppo ascolta la community.

Ancor più interessante pare il prossimo aggiornamento, l’update Merlyn, previsto per giugno: esso porterà il faction warfare, ovvero un nuovo sistema di PvP legato alla fazione a cui si presta giuramento, e un revamp totale dell’economia locale. Questo dovrebbe ridare vita alle città di periferia, al momento trascurate in favore di Caerleon, con una maggiore distribuzione delle risorse e benefici per ognuno dei cinque biomi del mondo virtuale. Infine, gli sviluppatori hanno promesso nuovi contenuti in arrivo per i giocatori solitari, cosa assolutamente necessaria per allargare un po’ il bacino d’utenza.

Non possiamo prevedere quale sarà il futuro di Albion Online, tuttavia ora il gioco sembra presentare delle fondamenta solide, su cui la software house tedesca deve continuare a costruire. In questo senso, l’arrivo del titolo su Steam potrebbe rivelarsi la miglior mossa possibile, perché un sandbox non può vivere senza una fiorente community.

 

Albion Online Recensione steam

Occhio, gli sviluppatori hanno il ban facile e tendono a minacciare anche chi non ha fatto niente. Della serie, “a pensar male si far peccato, ma spesso si indovina.”

2.5

Considerazioni finali

Albion Online è indubbiamente un prodotto interessante e ben supportato, ma con dei difetti che ne limitano il divertimento e le potenzialità. Il problema del gioco di Sandbox Interactive è che sceglie una strada, quella degli MMORPG sandbox, che però non ha il coraggio di intraprendere fino in fondo. Il combat system risulta piuttosto scialbo e il mondo di gioco presenta una struttura a mappe molto limitante che castra il senso di libertà, nonché la voglia di esplorare e scoprire cosa c’è dietro a ogni angolo. Questo è probabilmente dovuto alla natura cross-platform del titolo, disponibile anche per smartphone e tablet, che deve aver limitato non poco gli sviluppatori nel progettare un MMO complesso e avanzato.

Inoltre per anni il gioco è stato pubblicizzato in maniera fuorviante, facendolo passare per un successore spirituale di Ultima Online, cosa che Albion non è assolutamente, perché manca della profondità, del lore e del gameplay ad ampio respiro di UO. Albion Online è un gioco dove si raggiunge il massimo tier possibile grindando con i propri compagni per poi riempirsi di botte contro le gilde rivali, elaborando ogni volta nuove tattiche e strategie. Questo è: un prodotto PvP hardcore e di nicchia, senza dinamiche pay-to-win e indirizzato ai giocatori competitivi.

Se questo è ciò che cercate buon per voi, perché avete trovato il gioco giusto. Tutti gli altri invece è bene che guardino altrove, perché al momento Albion Online è estremamente povero di contenuti PvE e attività da fare in solo.

La nostra scala di valutazione

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