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HEARTHSTONE: I RE DELL’ARENA, PARTE 3 – TATTICHE AVANZATE

HEARTHSTONE: I RE DELL’ARENA, PARTE 3 – TATTICHE AVANZATE

Siamo finalmente giunti alla terza ed ultima parte della guida per le Arene in Hearthstone. Se non l’avete ancora fatto vi consigliamo di leggere la prima parte dedicata al pick e la seconda dedicata alla partita vera e propria. Oggi non ci resta quindi che passare in rassegna alcuni concetti più avanzati.

I suggerimenti e le linee guida riportati di seguito, considerati congiuntamente, potranno fare la differenza e darvi la possibilità di strappare qualche vittoria in più. Nessuno si sta spacciando per il Profeta di Hearthstone ma penso meriti concentrare l’analisi su aspetti raramente messi in luce per tentare di acquisire una conoscenza delle Arene a tutto tondo.

 

Tattiche avanzate
  • Mana efficiency: siamo stati efficienti nell’utilizzare i cristalli di mana, quando turno per turno abbiamo massimizzato l’utilità delle giocate (abbiamo optato per la scelta migliore) ricorrendo a tutto il mana a disposizione.Se immaginiamo ogni cristallo come una mollica di pane dalla quale attingere energia nel corso dello scontro, avrà di certo fatto il pieno di carboidrati il giocatore che si sarà rimpinzato in occasione di ogni suo turno. Al di là dei paragoni nonsense, il mana costituisce la primaria risorsa di ciascun player e ciò si rivela particolarmente importante in ambito Arena: qui non sono ammesse serie di turni del tipologia “Potere Eroe e Chill Out” perché, salvo carte in grado riconquistare il board in scioltezza, un campo dominato dai minion nemici si trasformerebbe velocemente in un incubo visto che ogni nostra creatura verrebbe subito minacciata dall’avversario.
  • Occhio ai tell! Il termine “tell” viene spesso impiegato in ambito pokeristico per indicare i segnali che l’avversario lancia inconsciamente. Non potendo scrutare le espressioni del volto dello sfidante, ci dobbiamo affidare alla lettura delle sue azioni ed in alcuni casi, ci offrirà informazioni sul tipo e la forza di carte che possiede nella mano.
    Avete presente quando lo sfidante muove ripetutamente le carte e le punta verso voi/minion con la destrezza di un giocoliere? Ecco proprio in quei casi, aguzzate la vista e l’ingegno: se indica un minion, la carta in questione sarà tendenzialmente una rimozione a target singolo o una creatura con grido di battaglia; posta al centro del board, quella spada di Damocle potrebbe essere una magia ad area (che per definizione non richiede un target preciso a cui rivolgersi) oppure un drop che andrà a contestare il board.
    Una volta che l’avversario si scoprirà, facendo intuire che tipo di carta annovera nella sua mano, potremo regolare le nostre azioni avendo già una traccia della possibile reazione che verrà posta in essere.
  • Occhio alle rimozioni di massa! In occasione dei turni precedenti a quelli hot di ogni singolo Eroe con cui ci veniamo a scontrare (il 5 per il sacerdote, 6/7 per Jaina, 4 per il paladino per esempio), abbiate cura di occupare il board in modo tale che i minion posseduti non vengano spazzati via con una singola magia ad area. Offrire il fianco a questo tipo di situazioni, mette seriamente in pericolo la saluta dei vostri nervi e delle vostre creature.

Breve storia triste: durante il turno 6, un povero hunter “sbrodola” tutta la propria mano e riempie il board di creature piccole. Tocca poi a Jaina, che con calma olimpica si appresta a lanciare una Colonna di Fuoco. Non appena il cacciatore vede la carta, rage-quitta e maledice la Blizzard. Fine.

A volte saremo così indietro in termini di board che l’opzione “sbrodolata” potrebbe rivelarsi l’unica soluzione vincente. Tanto perdere per perdere…

  • Indurre al misplay. Cosa c’è di più odioso al mondo che la topdeckata dell’ultimo minuto, quando l’avversario si sta già leccando i baffi prima di sferrare l’ultimo affondo decisivo? Bene, tramutiamo questo odio profondo in un’arma a nostro favore.

    Nel concreto, potremmo già possedere nella mano una carta in grado di rispondere alla minaccia nemica, ma se pescassimo una soluzione simile (in termini di risultati) o la medesima, perché non fingere un incontro last minute con la Dea Fortuna? Condiamo il tutto con un fastidioso spam del tipo “Bella giocata”, “Non proprio quello che volevo” e avremo gli ingredienti perfetti per un ottimo tilt.

    Questo tipo di comportamento, non esattamente etico, non scalfirà i giocatori più pazienti stile Kolento ma seminerà vittime fra le fila degli istintivi.

  • Spezzare il ritmo/mettere pressione. A prima vista, queste due azioni vanno a descrivere situazioni di gioco opposte, dominate da logiche differenti. Quando l’avversario ha preso l’iniziativa e con insistenza tenta di metterci pressione, è buona cosa iniziare a sfruttare per intero la durata del proprio turno. Per tentare di arginare la carica nemica, infatti, qualche secondo di “miccia” in campo (roping, la corda che compare verso fine turno, l’indicazione visiva del tempo rimanente) potrebbe riuscire a spezzare il ritmo. Inoltre, rientra anche fra le possibili cause di missplay in quanto rope successive frustrano decisamente l’esperienza di gioco.

    L’agire sul tempo a disposizione rappresenta un ulteriore mezzo per rendere più ardua l’interpretazione del nostro deck ed un avversario forzato a navigare a vista, diventerà sicuramente un appetizer più gustoso per il nostro pranzo.

Siamo giunti al termine della prima guida sulle Arene. Sicuramente presenta delle lacune, degli aspetti criticabili e affermazioni che potrebbero far storcere il naso ai più esperti. Non ho mai avuto un guru in grado di insegnarmi il come ed il perché delle azioni ma tutto il bagaglio di conoscenze che ho accumulato è frutto di ore passate a fare scontri: solo la Blizzard sa quanti mazzi terrificanti ho creato e di come ho perso duelli già vinti sulla carta. Alla pari di tutte le attività che svolgiamo nella vita, potremo raggiungere determinati obiettivi unicamente con la costanza e la dedizione: qui, nello specifico, un buon punto di arrivo è rappresentato da 7 vittorie, poiché questo numero consente di giocare l’Arena sostanzialmente free.

Prima di cimentarsi in una run, ciascun giocatore dovrebbe fare un corroborante bagno di umiltà…Rank 8-9-10 conquistati nelle partite classificate testimoniano si una certa conoscenza di Hearthstone ma raggiungere un simile livello in ambito Arena è tutt’altra cosa. Si tratta di ricominciare a giocare, come se i 150 gold spesi per questa modalità aprissero un varco su una nuova dimensione. È un mondo da scoprire insieme perciò non abbiate paura e iniziate a muovere i primi passi.

RealSorrow vigila il vostro cammino. Ora andate e… in bocca al Murloc!

 

Hearthstone guida

 

 

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