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The Division 2 e Ghost Recon Breakpoint deludono, il CEO di Ubisoft si scusa

The Division 2 e Ghost Recon Breakpoint deludono, il CEO di Ubisoft si scusa

Giovedì 24 ottobre si è tenuta l’ultima conferenza finanziaria di Ubisoft, durante la quale il CEO Yves Guillemot ha parlato degli ultimi due prodotti dell’azienda francese, The Division 2 e Ghost Recon Breakpoint, rivelandone i risultati deludenti sia a livello di critica che di pubblico.

Seppur in misura diversa, infatti, entrambi i titoli appartenenti al brand di Tom Clancy hanno fatto registrare vendite al di sotto delle aspettative, e questo avrà un effetto anche sui prodotti futuri della compagnia.

Guillemot ha deciso di fare pubblicamente mea culpa spiegando quelli che, per lui, sono i motivi dei due flop. Il boss di Ubisoft individua tre ragioni principali:

  • Primo, è molto difficile generare interesse per il seguito di un “gioco multiplayer Live” (di fatto un Game as a Service), quando il capitolo precedente ha beneficiato di anni di aggiornamenti e ottimizzazione. Di conseguenza, secondo Guillemot “dobbiamo assicurarci che passi più tempo tra ogni capitolo di un gioco Live”.
  • Secondo, le innovazioni aggiunte in Ghost Recon Breakpoint sono state accolte male da una parte significativa della community, mentre solo pochi giocatori hanno apprezzato le novità di questo capitolo della serie.
  • Infine, Ghost Recon Breakpoint non ha portato con sé abbastanza differenze che facessero risaltare le qualità dell’opera rispetto alla massa.

 

Il CEO ha comunque promesso che il gioco non verrà abbandonato: “Come abbiamo fatto con i titoli passati, continueremo a supportare Breakpoint e ad ascoltare la community così da offrire i miglioramenti necessari”.

Ubisoft inoltre imparerà da questa batosta modificando il processo produttivo dei suoi videogame, a partire da Gods & Monsters, Watch Dogs: Legion e Rainbow Six Quarantine: tutti e tre i giochi verranno rinviati all’anno fiscale 2020-2021 per dare più tempo ai rispettivi team di sviluppo e così migliorarne la qualità.

Guillemot ha poi dichiarato che questo avrà un impatto negativo sul rendimento finanziario di Ubisoft, ma ne assicurerà il successo in una prospettiva di lungo termine. Ed effettivamente i mercati sembrano confermarlo: le azioni di Ubisoft sono infatti crollate a picco dopo questi annunci.

Il titolo di Ubisoft ha perso il 29% sulla borsa di Parigi, un vero disastro per una compagnia così grossa. Contestualmente il publisher francese ha annunciato un taglio stimato dei ricavi da 2,19 miliardi di euro a 1,45 miliardi di euro e un utile d’esercizio stimato ridotto a 20/50 milioni di euro, invece dei 480 milioni preventivati.

Questo ci dimostra come buttarsi completamente sui Game as a Service non sia sempre la soluzione migliore, soprattutto in un mercato sempre più saturo come quello attuale.

Voi che ne pensate? Avete fiducia nei prossimi giochi di Ubisoft?

 

Fonte 1, Fonte 2

 

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