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NOLVA VS WORLD – EMULO, QUINDI SONO

NOLVA VS WORLD – EMULO, QUINDI SONO

Io emulo, tu emuli, egli emula… Abbiamo visto come Blizzard si sia accanita contro l’emulatore di WoW Vaniglia. Finiremo per prendercela anche con il cioccolato, i candidi ed il vin santo. Battute a parte, è ovvia l’illegalità di server che riproducono un gioco ancora esistente, senza averne l’autorizzazione ed aggirando in questo modo i diritti ed il canone vigente per gli utenti. Insomma è un reato, d’accordo. Ma a prescindere dalla parte legale, senz’altro determinante, cosa possiamo osservare, che possiamo trarre a titolo d’insegnamento da simili accadimenti (mamma mia, come parlo forbito…)?

Tanta roba. In primis, i numeri che molto spesso fanno i server “non ufficiali” di MMORPG che ripropongono vecchie versioni del gioco stesso sono dannatamente consistenti. Più di quelli che contrastano i server ufficiali sullo stesso terreno di patch ed aggiornamenti, rincorrendo la software house per cercare di avere la versione pirata al passo con quella doc. Chi cerca di tornare indietro, che sia World of Warcraft piuttosto che Star Wars Galaxies, Dark Age of Camelot o magari Warhammer Online, testimonia in molti casi che non è sempre vero che certe “evoluzioni” hanno migliorato il prodotto. Blizzard su tutti fa rimpiangere i tempi in cui le cose erano più epiche, difficili ed esaltanti da portare a termine. Si sa come sia finita con SWG: dopo l’NGE non c’è stata (quasi) più trippa per gatti ed anche prima della chiusura del gioco, avvenuta molto più tardi, diversi server privati praticavano il ricordo di ciò che era stato prima dell’introduzione degli Jedi e degli altri sconvolgimenti.

Per non parlare dello strano caso di Benjamin Darkfall, dove non si sa più quale sia il gioco vero e quale l’emulatore, visto che oltre ad Aventurine, altre due software house nate dal fanboysmo si sono prese la briga di fare dei reboot, in uscita, del cuore originario del sandbox greco. Qui siamo anche oltre, visto che non esiste solo un progetto di riproposta di un “Darkfall Vanilla”, ma anche una libera interpretazione su come di fatto sarebbe dovuto essere fin dall’inizio. In più c’è chi non si rassegna a vedere il proprio gioco scomparso nell’oblio, come City of Heroes/City of Titans, ad esempio. O i molteplici shard di Ultima Online dove si mantiene vivo lo spirito originale del gioco, nonostante siano passati eoni dalla sua uscita sul mercato.

Insomma, le community, i fan che si trasformano in softco, la simbiosi che unisce sviluppatore e giocatore: tutto è molto più forte che in passato.

Se prima ci si limitava a creare mod per The Elder Scrolls, ora la linea di demarcazione fra chi sviluppa e chi gioca, fra chi fa il publisher e chi crea il gioco, o addirittura tra chi si può vantare di averlo creato e chi lo ricrea, diventa labile. Ok, in molti casi ci sarebbero questioni legali di mezzo, ed è ovvio. Ma in molti altri si dimostra come spesso i giocatori siano l’unico ago della bilancia del successo di un videogame, mentre troppo frequentemente le case produttrici cambiano… tanto per cambiare, per far vedere che esiste una patch, un upgrade, per stimolare l’interesse sul MMORPG, ma non è detto che questa risulti sempre la scelta migliore.

Aspettiamoci altre vaniglie.

emulo

 

 

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