Warren Spector, il padre di Deus Ex, si ritira dal mondo dei videogiochi

Warren Spector, il padre di Deus Ex, si ritira dal mondo dei videogiochi

Dopo 44 anni nel mondo dello sviluppo videoludico, Warren Spector ha annunciato il suo ritiro dalle scene. O almeno, per ora.

L’annuncio è stato dato tramite il suo profilo LinkedIn personale in cui lo storico game designer ammette che potrebbe comunque cambiare idea, ma questa volta sente davvero che sia arrivato il momento di chiudere un capitolo.

Classe 1955, nella sua lunga carriera Spector ha lavorato a giochi da tavolo, giochi di ruolo e videogiochi, partecipando alla realizzazione di 17 giochi e 9 espansioni. Nel corso degli anni ha inoltre guidato team di dimensioni molto diverse, da una dozzina di persone fino a gruppi composti da circa 800 sviluppatori, lavorando sia per grandi aziende sia all’interno di startup.

All’interno di Looking Glass Studios e Ion Storm Spector ha contribuito a realizzare grandi classici come Ultima Underworld, System Shock, Thief 3 e soprattutto Deus Ex, da molti ritenuto come il gioco più profetico di tutti i tempi. Nel 2004 ha fondato Junction Point Studios, software house per cui ha diretto lo sviluppo di Epic Mickey, pubblicato nel 2010. È poi entrato in Otherside Entertainment, che lo scorso maggio ha pubblicato Thick As Thieves.

Ma tra tutti i risultati della sua prestigiosa carriera ce n’è uno che Spector considera ancora più importante dei videogiochi stessi: aver contribuito alla crescita professionale di persone estremamente talentuose.

 

 

La decisione di ritirarsi arriva anche per motivi personali. L’età e la salute, come racconta nel suo messaggio, stanno iniziando a farsi sentire e Spector ritiene di aver raggiunto ciò che si era prefissato quando ha iniziato questo viaggio nell’industria. Il futuro, però, non sarà lontano dalla creatività. Il designer vorrebbe dedicarsi alla scrittura di libri, alla lettura, alle conferenze e alla consulenza, oltre a tornare a suonare il pianoforte. E non esclude la possibilità di collaborare ancora con l’industria attraverso lezioni e consulenze.

Spector ammette che ci sono ancora tre giochi che gli piacerebbe realizzare: uno molto grande, uno molto piccolo e un terzo talmente particolare da non sapere nemmeno come potrebbe essere realizzato. Proprio quest’ultimo, racconta, è quello che lo spaventa di più. A convincerlo definitivamente a fare un passo indietro è stato anche il cambiamento dell’industria. Per Spector il business dei videogiochi non è più divertente come un tempo, mentre una nuova generazione di sviluppatori sta emergendo e merita di avere finalmente il proprio spazio.

Infine Spector invita i giovani sviluppatori a non considerare il lavoro delle generazioni precedenti come un punto d’arrivo. Al contrario, sostiene che i videogiochi non siano ancora un problema risolto e che ci sia ancora un enorme spazio per sperimentazione e innovazione.

Poco sopra potete recuperare la Lezione di Asczor dedicata al primo, storico Deus Ex del 2000.

 

Fonte

 

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Kymn

“Your job is to make people forget people like me ever existed” sarebbe stupendo, ma è praticamente impossibile

Lorenzo "Plinious" Plini

Un gigante. Grazie di tutto. La pensione se l’è ampiamente meritata.

Anonymous

Grazie per quello che hai dato al mondo dei videogiochi capitano.
La barca oramai è affondata ed è giusto che abbandoni la nave