Elite Dangerous: sono arrivate le Operation, missioni coop a doppia fase spaziale/appiedata

Elite Dangerous: sono arrivate le Operation, missioni coop a doppia fase spaziale/appiedata

Finalmente ci siamo: dopo diversi rinvii sono ora disponibili le Operation di Elite Dangerous, il nuovo sistema di missioni cooperative a più fasi che introduce scenari strutturati, matchmaking, ambientazioni inedite e ricompense dedicate.

Si conclude così un’attesa durata ben più del previsto. Noi di MMO.it avevamo parlato delle Operation già nel novembre del 2025, quando Frontier le aveva presentate insieme alla Caspian Explorer e alla Dodec Station, indicando genericamente l’inizio del 2026 come finestra di lancio.

All’epoca il concetto era stato descritto in maniera piuttosto semplice ma molto promettente: missioni cooperative costituite da diversi obiettivi consecutivi, capaci di unire il normale gameplay a bordo delle astronavi con quello a piedi introdotto dall’espansione Odyssey. Uno degli esempi forniti prevedeva uno scontro nello spazio, seguito dall’abbordaggio di una mega-astronave nemica e da una successiva fase FPS al suo interno.

L’uscita era stata in seguito programmata per i primi mesi del 2026, per poi essere nuovamente rimandata ad aprile e infine al mese di giugno. Anche il lancio del 30 giugno ha richiesto un ultimo giorno di lavoro, perché sì, ma le Operation sono infine giunte il 1° luglio sui server di EliteDangerous.

Le Operation sono scenari ripetibili pensati principalmente per squadre composte da un massimo di quattro comandanti. È comunque possibile avviarle anche da soli e utilizzare il nuovo matchmaking per trovare automaticamente gli altri membri del gruppo.

La funzionalità è accessibile dalle bacheche delle missioni presenti negli spazioporti, nelle Fleet Carrier e nelle Squadron Carrier. I giocatori non devono trovarsi tutti nello stesso punto della galassia: una volta formato il gruppo e selezionata la missione, i partecipanti vengono trasportati a bordo dell’Operation Runner, una nave speciale utilizzata come centro operativo.

Il Runner rappresenta il punto di partenza, respawn ed estrazione della squadra. Se un giocatore viene sconfitto durante una delle fasi, ritorna sulla nave con astronave riparata, rifornita e nuovamente armata, così da poter rientrare rapidamente nell’azione.

In termini più tradizionali, le Operation possono essere considerate una sorta di equivalente delle istanze cooperative o dei dungeon per quattro giocatori presenti negli altri MMO. Si tratta di scenari separati dalla galassia aperta, con obiettivi concatenati, livelli di difficoltà differenti e una conclusione precisa.

È una novità significativa per Elite Dangerous, della quale però il gioco sembrava avere bisogno. Il titolo di Frontier è sempre stato basato soprattutto su un enorme sandbox nel quale i giocatori devono organizzare autonomamente le proprie attività, laddove invece le Operation introducono contenuti cooperativi più immediati e leggibili, con lobby, matchmaking, trasporto automatico verso lo scenario e una progressione delle ricompense dedicata.

Per partecipare è necessario possedere Odyssey, dato che diversi scenari comprendono combattimenti e interazioni a piedi. Al momento sono presenti sei differenti scenari, ma Frontier ha già confermato che il sistema verrà ampliato con nuove missioni nel corso degli aggiornamenti futuri.

Le Operation iniziali sono le seguenti:

  • Tactical Takedown: una mega-astronave alleata è stata compromessa da una fazione rivale. La squadra deve abbordarla, attraversare combattendo il ponte di comando, recuperare informazioni sull’attacco e infine affrontare il generale responsabile nella sua base.
  • Firestorm Rescue: alcuni ostaggi sono intrappolati all’interno di una stazione in fiamme. I giocatori devono respingere gli assalitori, gestire la temperatura della struttura e guadagnare il tempo necessario per completare l’evacuazione.
  • Reclamation Point: una mega-astronave è stata dirottata. La squadra deve eliminare le forze ostili presenti sia all’interno sia nello spazio circostante, permettendo al legittimo proprietario di riprenderne il controllo.
  • Biohazard Takedown: un gruppo di ricercatori sta sviluppando un’arma pericolosa. I comandanti devono assaltare la nave, identificare i responsabili, scoprire dove si trovano ed eliminarli.
  • Rapid Response: un porto planetario è sotto attacco e alcuni membri del personale sono ancora intrappolati. L’evacuazione deve essere completata prima dell’arrivo di una flotta nemica molto più numerosa.
  • Terminal Prosecution: un’organizzazione criminale sta compiendo incursioni all’interno di un sistema e deve essere completamente smantellata.

 

Non tutte le Operation utilizzano nella stessa misura il gameplay spaziale e quello a piedi. Alcune sono maggiormente concentrate sull’abbordaggio e sul combattimento FPS, mentre altre danno più importanza agli scontri tra astronavi, alle evacuazioni o alla difesa di determinate strutture.

Tra le aggiunte più interessanti figurano proprio gli interni delle mega-astronavi, ambienti che fino ad ora non erano normalmente esplorabili dai giocatori. Si tratta almeno di una prima risposta, seppure molto circoscritta, alle richieste di chi da anni desidera poter attraversare fisicamente le grandi navi presenti nell’universo di Elite Dangerous.

Il sistema è stato progettato con due modalità principali: una Mercenary Mode, che è la versione casual e permette di completare gli scenari senza conseguenze sulla simulazione politica della galassia. È la modalità standard e aperta.

La Powerplay Mode collega invece l’Operation al sistema Powerplay. Questo è un modo molto interessante per poter influenzare, almeno in teoria, la conquista territoriale della galassia di Elite Dangerous. Si può quindi utilizzare la missione per indebolire una potenza avversaria, con gli obiettivi disponibili determinati dall’affiliazione del capogruppo e dal sistema in cui si trova. Anche i giocatori non affiliati possono entrare in squadra, ma non riceveranno i Merit destinati ai partecipanti che combattono per una specifica potenza.

Il completamento delle Operation fornisce crediti, materiali, Merit (nella modalità Powerplay) e una nuova valuta chiamata Merc Coin. I Merc Coin vengono ottenuti giocando e non possono essere acquistati con gli ARX del cash shop. Sono utilizzabili per comprare il nuovo MercGear, una selezione di progetti e moduli pre-ingegnerizzati.

Tra le ricompense disponibili figurano armi modificate, distributori di energia, cargo rack più capienti, scanner planetari con maggiore portata, rinforzi per i moduli e progetti che permettono, ad esempio, di convertire parte del danno dei laser in plasma o aumentare la velocità delle Fuel Scoop.

Le ricompense cambiano in base allo scenario e al livello di difficoltà selezionato. Le Operation più impegnative richiedono equipaggiamento migliore, ma ovviamente forniscono quantità maggiori di valuta e materiali. Anche questa, sulla carta, è una buona idea: il sistema dovrebbe offrire ai giocatori un nuovo percorso per ottenere moduli speciali senza dipendere esclusivamente dai tradizionali sistemi di Engineering, spesso criticati per la quantità di materiali e attività ripetitive richieste.

Frontier ha già messo le mani avanti, definendo la versione attuale una Networking & Balancing Beta, perché evidentemente sei mesi di ritardo sulla tabella di marcia non sono stati sufficienti a testare a fondo il prodotto. Le Operation sono quindi presenti nel server live e aperte a tutti i possessori di Odyssey, ma la loro infrastruttura di rete, la difficoltà e le ricompense potranno essere modificate rapidamente in base ai dati raccolti.

 

 

È disponibile anche la Nomad

L’aggiornamento introduce inoltre la Nomad, un nuovo piccolo veicolo esplorativo trasportabile all’interno delle astronavi compatibili.

A differenza dei tradizionali Fighter, la Nomad è progettata per scendere sulle superfici planetarie. Dispone di propulsori agili, un ingombro ridotto e pattini d’atterraggio che le consentono di posarsi su terreni sconnessi difficilmente raggiungibili con le navi più grandi.

La dotazione comprende anche il nuovo MK II Biological Scanner, che permette di individuare i segnali biologici direttamente dall’abitacolo. La Nomad può quindi essere utilizzata per lasciare la propria nave principale in orbita o in una zona sicura e avvicinarsi più facilmente agli organismi da analizzare. Tendenzialmente, la ricerca di nuove forme di vita in questo modo, con questa nuova comodità, dovrebbe ulteriormente consacrare l’attività come la più remunerativa in assoluto su Elite Dangerous.

Il veicolo è attualmente disponibile in accesso anticipato tramite ARX. La versione Standard costa 16.520 ARX, mentre sono presenti pacchetti più costosi con livree, kit estetici e altri contenuti. Nel corso dei prossimi mesi, verrà resa disponibile come sempre anche ai giocatori non paganti.

Oltre alle Operation e alla Nomad, l’update modifica l’illuminazione stellare e i colori dello sfondo galattico, introduce numerosi moduli pre-ingegnerizzati e risolve diversi problemi relativi alla colonizzazione, alle Squadron Carrier e alle zone di conflitto a piedi (le Conflict Zone).

L’arrivo delle Operation rappresenta probabilmente una delle aggiunte più interessanti pubblicate negli ultimi anni per Elite Dangerous. Non tanto perché sei scenari siano sufficienti a rivoluzionare il gioco, quanto perché Frontier sta finalmente provando a trasformare alcune delle sue migliori meccaniche in contenuti cooperativi strutturati e facilmente accessibili e soprattutto potenzialmente rilevanti per la sorte a lungo termine della galassia, dimostrando in tal modo di dare importanza al mondo virtuale del gioco: qualcosa che per noi è sempre molto importante e molto positivo.

Ricordiamo che Elite Dangerous è incluso nel nostro catalogo dei Migliori MMO. Fino al 9 luglio il titolo è scontato del 75% in occasione dei Saldi Estivi di Steam, dove è acquistabile al prezzo di 4,99€. Il prodotto non è tradotto in italiano.

 

Fonte 1, Fonte 2

 

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Anonymous

vogliono fare star citize in elite, per carità!! Elite è spazio! non FPS:

Tankard

In realtà, Braben ha sempre detto (fin dai tempi dell’annuncio e della campagna Kickstarter) che ED non sarebbe stato un gioco di astronavi e basta, ma un gioco incentrato sul pilota, che si sarebbe potuto muovere all’interno di un universo dove poteva fare varie cose.
Così come ha sempre detto che a questo risultato si sarebbe arrivati nel lungo periodo (com’è stato) e non da subito. E infatti il primo tassello era già stato messo nel 2015 con Horizons e in seguito con il concetto “space legs” legato a Odissey e che ha inizato a farsi vedere nel 2021.
Ricordiamoci anche che nei vecchi diari di sviluppo, sempre Braben aveva affermato che tutte le navi di ED erano state pensate per il gameplay a piedi con tanto di interni esplorabili (proprio come SC). Poi sappiamo che ci sono stati intoppi in questo senso, così come ritardi per arrivare al gameplay a piedi “completo”, ma è un ulteriore indicatore del fatto che quello che vediamo ora era previsto fin da subito e non si tratta di qualcosa che gli è venuto in mente “in corsa” per far concorrenza a SC.
A scanso di equivoci, non è che sono un fanboy di ED che è venuto qui a difenderlo :D è un bel po’ che non ci gioco, ma comunque avendo seguito lo sviluppo dai primissimi giorni (in quel periodo c’era molto fermento visto che su KS erano arrivati quasi in contemporanea sia ED che SC) ricordo abbastanza bene come per questo titolo ci sia sempre stato un obiettivo a lungo termine, che prevedeva appunto di espandere il gioco a 360°. Il fatto che sia uscito con solo il gameplay nello spazio, solo le astronavi ecc è stata una precisa scelta per arrivare alla release in tempi brevi e poi espandere in seguito, ma non ha mai significato che ED dovesse/volesse essere un gioco ambientato solo nello spazio in cui si interpreta l’astronave.

Anonymous

Mah………comunque Giacomo se porti X4 nella sua versione nuova, ti faccio una donazione.

Lorenzo "Plinious" Plini

SO$$OLDI

Anonymous

eh mi deve rispondere se no non faccio la donazione. :)

Kal-Wardin

Esatto, se torna su X4 si infogna di brutto ora come ora!