Jack Emmert, CEO di Cryptic Studios e veterano del genere con oltre 25 anni di carriera alle spalle, ha rilasciato un’intervista a GamesIndustry.biz in cui parla senza filtri dello stato del genere MMO, dei motivi per cui i nuovi titoli continuano a fallire e di cosa servirebbe davvero per rilanciarli.
Emmert è uno dei pochi sviluppatori occidentali di MMORPG ancora oggi online e giocati: City of Heroes, Neverwinter, Star Trek Online, Champions Online e DC Universe Online sono tutti ancora attivi. “È una cosa di cui vado fiero,” dice in merito Emmert.
Per Emmert esiste ancora un pubblico appassionato del genere: “La gente vuole gli MMO, e le vendite di New World lo hanno dimostrato”, afferma (il titolo di Amazon ha venduto circa 10 milioni di copie secondo le stime di Video Game Insights). E aggiunge: “Ma non credo che ci fossero le infrastrutture e la strategia per sostenerlo, e quindi alla fine lo hanno chiuso”.
Su Ashes of Creation: “C’erano molte persone che seguivano quel gioco per una ragione”. Il gioco aveva raccolto 3,2 milioni di dollari su Kickstarter prima che il progetto implodesse su se stesso.
Allora perché i nuovi MMORPG continuano a morire? Secondo Emmert la colpa è in larga parte dei publisher, che si presentano con l’idea di dover competere con World of Warcraft e finiscono per imporre budget enormi e una visione troppo generica. “Questi nuovi MMO o giochi simil-MMO diventano così diluiti dall’aspettativa che debbano essere tutto. E quindi vedi giochi che sono fondamentalmente delle feature, ma senza alcuna anima. E così falliscono. L’avete visto ripetere all’infinito”. La soluzione, per lui, è la seguente: “Stabilisci un budget ragionevole con proiezioni ragionevoli, rispettalo, e abbi una visione molto precisa di quello che stai cercando di fare”.
Emmert fa poi l’esempio di Neverwinter, che definisce come un gioco costruito attorno a un concetto di una riga: “Ammazza le cose e prenditi il loro loot. Tutto qui. Ripetuto all’infinito. E fa’ che sia divertente”. Tredici anni dopo, il gioco è ancora vivo. Un grande publisher, dice Emmert, avrebbe subito chiesto di aggiungere la costruzione delle case, l’abbattimento delle foreste, qualsiasi cosa per differenziarsi da WoW.
“Quando ho fatto Neverwinter non ho mai pensato così. Non mi preoccupavo dei competitor. Non mi preoccupavo del fattore X che mi avrebbe fatto distinguere. Non ci pensavo nemmeno”. Il suo approccio è quello del developer di nicchia consapevole: identificare una fanbase appassionata, costruire un’esperienza autentica per quella fanbase e non sprecare risorse su contenuti che i giocatori potrebbero non toccare mai. “La cosa è che ai giocatori non importa: sono i publisher che pensavano servisse un miliardo di cose”.
Inoltre c’è anche un passaggio sulla ripetitività, uno dei temi più divisivi nel dibattito sugli MMO. “Farò lo stesso dungeon cento volte, basta che il loot ne valga la pena”, afferma Emmert, aggiungendo che il piacere della ripetizione sta nel migliorarsi fino a diventare esperti e poi guidare gli altri. “Ma altri diranno, ‘Impossibile, la gente si annoia.’ Questo fraintende il punto”. Quello che serve non è una quantità infinita di contenuti, ma la certezza che la progressione valga lo sforzo, che ci sia qualcosa di nuovo ogni tre mesi e che i giocatori abbiano motivo di tornare.
Emmert cita Fellowship, il gioco di Arc Games costruito interamente attorno ai raid: “È tutto. È il gioco. Ottimo concetto”. Tutto quello che serve, aggiunge, è alimentarlo con nuovi contenuti e avere una visione per la crescita.
Ricordiamo che, sul fronte di Cryptic Studios, Emmert ha fatto il suo ritorno come CEO di Cryptic Games a gennaio dopo la chiusura di Jackalyptic Games, il suo studio precedente, da parte di NetEase nel 2025. La sua priorità attuale è riportare in salute i tre MMO esistenti (i già citati Neverwinter, Champions Online e Star Trek Online), lavorando per riconquistare i giocatori che nel tempo si sono allontanati. “Dopo 15 anni questi giochi hanno accumulato milioni di giocatori che sono passati di qui, perché sono free-to-play. Convincerli a tornare a provare un prodotto migliorato è una vendita facile”.
Dopodiché, dice, bisognerà rispondere ad alcune domande fondamentali sul futuro: se e quale nuovo gioco sviluppare, con quale tecnologia e con quale target. Nessuna decisione è ancora stata presa, ma Emmert esclude l’approccio del “seguire i capricci del mercato”.
Infine, sui progetti futuri di Cryptic, Emmert pensa che i grandi studi avranno molto da temere. “Penso che gli mangerò il pranzo, perché so come prototipare velocemente. So come fare le cose in modo economico. Non sto cercando di essere tutto in una scatola. So chi sono: faccio giochi di nicchia”.
Voi che ne pensate? Emmert ha ragione sulla formula per far sopravvivere un MMO?
“People want MMOs, and the sales of New World proved it” – Cryptic Studios head Jack Emmert on why MMOs are ripe for reinvention. https://t.co/XaFl3TTdF8 pic.twitter.com/CVc6IqQTMm
— GamesIndustry (@GIBiz) May 22, 2026

Leggo molte critiche, percarità leggitime. Ho trovato questa intervista interessante e mi ci identifico molto. Grazie per averla condivisa e speriamo in qualche uscita prossimamente che ne valga la pena.
Ad majora!
Gioco mediocre ptw che si regge sulla cosiddetta “nicchia” ovvero gente che ha speso troppo in denaro per abbandonarlo. Volete sapere quale altro gioco ha la sua “nicchia”? Metin 2. Trasformate tutti in guru e poi lamentatevi dei giochi di merda su.
Ma se pensassero a rendere onesti i loro giochi invece che sproloquiare nelle interviste tanto chi si intende di questo mondo li conosce bene questi figuri.
neverwinter era la vera perla rara in grado di competere con i big, per il combat action e non tab target, ma soprattutto per una cosa .. la foundry.
Ho giocato tutte le più belle mod, un concetto bellissimo in un mmo dove tutto è deciso da pochi, in neverwinter la community aveva dato sfogo alla fantasia, come per anni è stato fatto in neverwinter nights.
Poi la foundry è stata tolta e neverwinter online si è spopolato delle menti creative, diventando quel che è, ovvero un casual insapore che molti giocano perché gratis e pochi ci spendono per ego.
Ricordo ancora lo slogan che girava all’epoca nella community “no foundry no party” e tanti saluti.
poveri noi se questo è uno che ne capisce di MMRPG penso che i giochi che gestirà sono prossimi alla chiusura
NW ha venduto circa 10 milioni di copie secondo le stime di Video Game Insights si ma chiude comunque . perchè al pubbico di oggi NON piaccino gli MMORPG è inutile continuare a girare il dito nella piaga lo hanno comprato provato e poi cancellato,non che sia brutto a me piaceva ,ma io sono vecchio e il pubblico di oggi degli MMORPG se ne sbatte le palle dai,devi fare un capolavoro assoluto ma nessuno di loro lo sa fare nessuno ,e lui punta su gicohi di 15 anni fa per risollevare il mercato ,un grande dai.per me è meglio che va a fare bezinaio con tutto il rispetto per i benzinai che fanno muovere il mondo ahahha
Beh, anche vero comunque che fondamentalmente pensa a giochi di 15 anni fa perché lo hanno richiamato per quel motivo. Dopo i vari rimescolamenti che ci sono stati in questi ultimi anni, tra passaggi tra publisher, cambi di team di sviluppo ecc, STO e Neverwinter (non ricordo se vale anche per Champions) erano finiti in mano a gente che nemmeno capiva come funzionava l’engine e ci hanno messo mesi e mesi per tirare fuori una patch, proprio perché tutti quelli che invece conoscevano perfettamente l’engine non si occupavano più di questi giochi. Giochi che comunque hanno ancora il loro seguito, ma questi casini recenti hanno creato non pochi problemi con l’utenza. Evidentemente se vogliono tentare il recupero è perché ritengono ci sia convenienza a farlo. Se poi sia troppo tardi e diventerà accanimento terapeutico, lo scopriremo solo più avanti.
si certo giochi di tutto rispetto ma per rilanciare il genere non punterei su questi ma su un prodotto NUOVO innovativo ecc… insomma roba che al momento è solo un miraggio, ma poi gli mmorpg sono un genere che fa presa sui nuovi gamer? per me NO, devi fare qualcosa di stratosferico per riaccendere l’interesse.
iniziassero a fare mmo decenti, a cambiare grafica nei loro mmo! Star trek non si può vedere! è orrendo!
Eh vabbè, c’ha anche 20 anni
ahhaha sono tutti inguardabili ormai tutti. appunto per rilanciare il genere bisogna dare una svecchiata ma non rispolverare roba di 20 anni fa basta, purtroppo io continuo a dirlo ormai è un genere morto tra truffe e promesse mai mantenute. questo tipo di gioco ormai è una barzelletta