Dopo quasi otto anni di attività e una settimana di silenzio seguita all’ingiunzione permanente emessa dal tribunale distrettuale della California a favore di Blizzard, il team di Turtle WoW ha annunciato ufficialmente la chiusura del progetto. L’ultimo giorno di operatività sarà il 14 maggio 2026 e i server andranno offline alla mezzanotte del 15 maggio.
Il messaggio, intitolato “A Journey’s End” e pubblicato sabato 18 aprile sul forum ufficiale e su Twitter/X dal community manager Torta, è un addio commosso ma composto:
Dicono che conta il viaggio, non la destinazione. Quanto deve durare un viaggio per essere ricordato con affetto e calore? Non lo sappiamo. Sappiamo solo che il nostro sta per finire. Dopo quasi 8 anni online, Turtle WoW si avvia verso la chiusura. Lavorare a Turtle WoW è stato il momento più bello delle nostre vite. È stato un onore costruire con voi e per voi.
Il team ha comunicato che fino all’ultimo giorno il supporto tecnico e in-game resterà attivo. Inoltre tutte le timeline dei realm sono state immediatamente avanzate alla patch di progressione finale, così che tutti i giocatori possano vedere i nuovi raid prima del tramonto del progetto, compreso il contenuto della Patch 1.18.1: Nightmares of Ursol, che il team aveva continuato a sviluppare imperterrito nonostante la causa in corso. Le donazioni, già disabilitate dalla sentenza dell’11 aprile, rimarranno chiuse fino alla fine. Il sito web, il forum e tutti i canali social verranno chiusi definitivamente il 16 ottobre 2026.
La vicenda legale, come avevamo raccontato su queste pagine, era iniziata nell’agosto del 2025 quando Blizzard aveva accusato i gestori di AFKCraft Ltd. di aver costruito un business milionario fondato sulla violazione della proprietà intellettuale. I responsabili avevano risposto con una lettera aperta in cui proponevano un framework di licenza, citando esempi virtuosi come City of Heroes Homecoming e Project 1999 di EverQuest. Ma la proposta non è andata a buon fine e l’ingiunzione permanente del giudice Stephen V. Wilson ha chiuso ogni possibilità di sopravvivenza legale, ordinando la cessazione di ogni attività e vietando anche la creazione di server successori.
Turtle WoW non è l’unica vittima dell’offensiva legale di Blizzard. Anche Stormforge, altro popolare network di server privati di World of Warcraft, ha confermato la chiusura nella stessa data del 14 maggio dopo aver ricevuto un cease-and-desist. Prima ancora era toccato ad Everlook. Si tratta di una vera e propria ondata senza precedenti che sta cancellando l’intero ecosistema dei server privati di WoW.
Sul forum la community ha reagito con un misto di tristezza, gratitudine e rabbia. Molti giocatori ringraziano il team per aver offerto “la vera esperienza Classic+” e paragonano Turtle WoW a Nostalrius, il celebre server privato chiuso nel 2016 che aveva poi spinto Blizzard ad annunciare World of Warcraft Classic. Non manca chi spera in un annuncio di WoW Classic+ alla prossima BlizzCon 2026, scenario che spiegherebbe la tempistica dell’azione legale. C’è anche chi chiede che i dati dei personaggi vengano in qualche modo preservati, nella speranza che un giorno Blizzard possa cambiare idea sul licensing dei server comunitari.
Qualunque cosa si pensi dei server privati, non si può negare che Turtle WoW abbia rappresentato un progetto unico nel suo genere: nuove zone, dungeon, raid, combinazioni razza-classe, l’espansione Mysteries of Azeroth e perfino un tentativo di rifacimento in Unreal Engine 5, poi cancellato a dicembre. Un viaggio di quasi otto anni che, come dice il team stesso, speriamo possa essere ricordato con affetto.
Infine segnaliamo che di questa notizia parleremo approfonditamente stasera nel Salotto degli MMO, in diretta dalle 21:20 sul canale Twitch di MMO.it. Voi che ne pensate? Ritenete giusto il comportamento di Blizzard o si tratta di un’occasione persa?
— Turtle WoW (@turtlewowteam) April 18, 2026

Che schifo.
Adesso io spero che questa azienda faccia il loro MMO, perché hanno dimostrato di essere veramente bravi, 8 anni di gestione incredibile, contenuti creati da 0 incredibili, meritano tutto il nostro supporto e spero vivamente che abbiano ora abbastanza fondi per fare il loro videogame e prendere a calci il culo Blizzard che vive negli allori.
Tristezza per me averlo scoperto solo due anni e mezzo fa. Mi sono divertito molto, questo server è riuscito a farmi tornare su wow dopo dieci anni. Ho amato alla follia i contenuti custom di Turtle: le mappe, i dungeon, le quest ma sopratutto la lore con la scelta di far unire gli Alti Elfi all’Alleanza. Era una vera lore scritta per i fan di Warcraft III. Non riuscirei a giocare a wow classic senza questi contenuti, penso sarà di nuovo un addio lungo a WoW. E’ stato davvero bello, niente rimpianti…se non quello di averlo scoperto troppo tardi.
si ma ci hanno messo 8 anni ahahah mi chiedo non potevano farlo prima?
nooooooooooooooooooooooooooooooooooooooo! se blizzard spera che gli utenti di Turtle o di altri shard andranno sul classic si sbaglia alla grande!!
cmq pensavo che emigrassero in Russia per star tranquilli.
Come si scrisse : se arrivi ad un accordo è difficile tu decida/possa di trasferirti. Soprattutto visto che oltre alla compagnia hanno fatto causa alle persone che sviluppavano.
I vincoli imposti sono pesantucci, x riaprire da altre parti gli ci vorrà tempo.
P. S. Pare che tutti gli altri server citati fossero in capo alla stessa società, motivo della stessa data di chiusura
Non conserveranno nulla e non recupereranno nulla: quando un server chiude si perde tutto, punto.
Giusto così.