Dopo quasi quattro anni dall’ultima volta torniamo a parlare di Book of Travels, il particolare TMORPG (“tiny multiplayer online role-playing game”) dello studio svedese Might and Delight, perchè sono arrivate delle notizie agrodolci.
Partiamo con la brutta notizia: il gioco che aveva incantato Kickstarter con la sua direzione artistica ad acquerello ha annunciato la chiusura dei server per il 31 luglio 2026. Purtroppo già da anni il titolo viaggiava su numeri bassissimi.
Fortunatamente, però, non tutto è perduto per gli amanti della Braided Shore e dei suoi ritmi lenti e contemplativi. Per preservare il progetto, infatti, Book of Travels verrà convertito in un gioco single player offline. L’annuncio è arrivato con un comunicato denso di rammarico, in cui gli sviluppatori hanno ammesso di aver fatto il passo più lungo della gamba. Nonostante il successo della campagna di crowdfunding nel 2019 e il lancio in early access nel 2021, la sua gestione si è rivelata insostenibile.
“Ci siamo fatti carico di più di quanto potessimo gestire”, ha ammesso lo studio. “Le fondamenta stesse su cui è stato costruito si sono rivelate insostenibili. Non importa quante patch abbiamo fatto: non siamo stati in grado di risolvere i problemi tecnici del core game”. Purtroppo questo è il triste epilogo di un progetto ambizioso che aveva incontrato diversi problemi fin dall’inizio, tra cui il licenziamento del 71% dello staff poco dopo il lancio e i lunghi periodi di silenzio.
Per salvare il titolo sono già stati portati cambiamenti strutturali: con la patch 0.60.0 si è passati alla versione offline, un bilanciamento delle meccaniche per renderlo godibile anche in solo e un drastico calo del prezzo su Steam, che lo hanno portato a 4,99€.
È giusto ricordare che per salvare i personaggi creati sui server i giocatori dovranno scaricarli in locale entro il 31 luglio, per non perderli e poterli riutilizzare nella versione offline.
Con il salvataggio di Book of Travels arriva un’altra sorpresa da parte di Might and Delight che aprirà le porte al modding totale, fornendo supporto alla community tramite canali Discord dedicati nella speranza che siano i fan a tenere in vita questo peculiare mondo.
Insomma è arrivata “la fine” per quello che era un esperimento sociale e artistico unico nel suo genere. Nonostante la trasformazione in gioco offline sia una mossa lodevole per evitare la completa scomparsa del titolo, resta l’amaro in bocca per l’ennesimo tentativo audace partito da Kickstarter che non riesce ad arrivare al lancio ufficiale e a mantenere la parola data sulla componente MMO.
Di seguito potete vedere le repliche dei vecchi streaming di Plinious dedicati a Book of Travels. Voi cosa ne pensate?
Gamer Bucolico, Farmatore seriale, fin da bambino si prende una tremenda cotta per il mondo dei videogiochi. Approda su Guild Wars 2 dove, da anni, spaccia materiali T6 e pessime idee. Quando non sta su Tyria si abbuffa di serie TV o cerca di tornare giovane giocando a Magic. Coltiva Fastidio e false speranze mentre cerca di prendere un 18 all’esame di Morale Jedi.

É tristissimo, era veramente un progetto originale che poteva dare qualcosa di diverso ai suoi giocatori
Percorso fallimentare già visto in molti titoli:
Kickstart -> early access, leggi alpha perenne -> calo di utenza -> insostenibilità dei costi -> licenziamenti -> chiusura.
La gente non impara mai.
Avanti il prossimo.
Queste notizie, per quanto portino con se un senso di amarezza, mi donano sempre la speranza. Al giorno d’oggi sembra quasi che si sia persa la cognizione che l’uomo è fatto per sbagliare, cadere, rendersene conto, rialzarsi e ripartire, e invece no, fallire è diventato apparentemente gravissimo.
Questa software House ha fatto un grande gesto di umiltà e consapevolezza, gli auguro che questo cambio, sostenuto dalla comunità, lo porti a sbocciare e diventare un punto di riferimento nel genere, portandogli di fatto anche un po’ di soldi agli sviluppatori.
in un mondo normale sbagliare porta poi a cercare almeno cercare di fare qualcosa a riguardo, i programmatori di videogiochi e nello specifico MMORPG invece continuano a sbagliare da circa 15 anni… ahahaha non c’è nessuna speranza