È arrivato il già anticipato nuovo capitolo della causa tra Steven Sharif e TFE Games Studios per il possesso di ciò che rimane di Ashes of Creation ed Intrepid Studios, ora nelle mani di TFE dopo la famosa procedura di vendita ai sensi dell’ormai nota procedura Article 9 Foreclosure californiana.
Secondo l’aggiornamento emerso nelle ultime ore, la corte californiana chiamata a decidere sulle misure cautelari avrebbe negato la preliminary injunction richiesta da Steven Sharif: un risultato che, in questa fase, rappresenta una vittoria pesante per l’evanescente Board of Directors e TFE Games Holding. Inaspettatamente, il giudice ha ritenuto non sussistenti le ragioni addotte da Sharif per ottenere un provvedimento cautelare più forte (Preliminary Injunction) di quello già emesso (Temporary Restraining Order), che peraltro dovrebbe scadere nel giro di poco tempo, liberando pertanto TFE Games Holding da tutti i vincoli di disporre sui beni di Intrepid Studios.
Allo stesso tempo, però, c’è un colpo di scena: la causa non si sposta dove TFE avrebbe preferito, cioè in Nevada: il tribunale californiano non ha emanato un provvedimento di “stay”, che di fatto avrebbe lasciato campo libero al procedimento in Nevada. In pratica, Sharif incassa almeno un punto decisivo sul fronte del campo di battaglia: il procedimento rimane presso il giudice californiano, dove lui preferisce e dove lui ha intentato causa, mentre il procedimento parallelo in Nevada, intentato da TFE Games Holding, rischia di passare ora in secondo piano in attesa della decisione in California, dato che le questioni di fondo sono largamente sovrapposte.
Vale la pena ribadire ancora una volta che questo non è un giudizio sul merito di chi ha ragione, ma una valutazione specifica sulla sussistenza di requisiti che porterebbero alla necessità di forti misure cautelari. Il nodo della preliminary injunction, in questo tipo di contenziosi, è quasi sempre la prova di un danno imminente e irreparabile. E qui entra in scena la mossa che nelle settimane scorse aveva già cambiato il quadro: il board/TFE avrebbe neutralizzato il pericolo immediato annullando di fatto la contestata foreclosure Article 9 e riportando formalmente gli asset a Intrepid. Mossa che avevamo definito azzardata nel precedente articolo ma che si è rivelata magistrale: se gli asset risultano ancora dove dovrebbero essere, la corte avrebbe potuto ritenere che manchi l’urgenza necessaria per imporre un vincolo cautelare più ampio. E così è avvenuto.
Questo non significa che la questione sulla legittimità della procedura di foreclosure (sulla quale Sharif ha costantemente battuto) sia evaporata. Il giudice ha comunque riconosciuto l’esistenza di “serious questions” sulla correttezza dell’operazione Article 9. Ma questo è un elemento che potrebbe al massimo tornare più avanti, quando si entrerà davvero nella fase probatoria del procedimento; per ora, in assenza di una minaccia immediata, l’injunction non è stata concessa.
Cosa succede adesso? TFE/board, rafforzati dal no alla preliminary injunction, potrebbero addirittura tentare una “motion to dismiss“, cioè un attacco alla forma giuridica della causa (non ai fatti). Per esempio, potrebbero dire che, allo stato attuale, la causa californiana sarebbe viziata da una competenza sbagliata, e bisognerebbe prima risolvere le questioni in Nevada.
Resta infine un punto che rende la situazione tutt’altro che chiusa: senza una preliminary injunction, il board torna ad avere margine operativo. Potrà quindi alienare, trasformare o in altro modo agire sugli asset di Intrepid Studios, compresa la proprietà intellettuale attorno ad Ashes of Creation. Ma se dovessero ripartire manovre concrete su su tali asset, Sharif, che non è uno che ha paura a fare causa qui e là, potrebbe tornare con nuove richieste di un ennesimo Temporary Restraining Order o altri provvedimenti d’urgenza.
Il drama procede, e come sempre, saremo qui a rendervene conto.

Ad Asczor piace videogiocare e soprattutto videogiocare bene. I giochi per lui vanno fruiti sfruttandoli fino in fondo al meglio delle proprie capacità. È per questo che Asczor s’incazza, e non poco, quando i giochi non rispettano i suoi standard di qualità. Però ha sempre le sue buone ragioni per farlo e, al contrario, non manca mai di lodare i giochi meritevoli. Peccato che siano davvero pochi.

Dobbiamo tutti ringraziare Asczor. Riesce a far capire tutti i nodi giuridici della questione.
quando si impegna ogni tanto riesce a fare qualcosa di serio. C’è da dire che è il suo campo di studio, quindi direi che è il minimo sindacale districarsi tra queste cose.
completamente off-topic, ma era da segnalare…
Speravo fosse un pesce d’aprile in ritardo, ed invece NO…
La7 ha mandato in onda un servizio in cui ha inserito dei frammenti del trailer ufficiale di Nvidia DLSS 5. Grazie al sistema automatico di copyright di YouTube (Content ID), La7 è riuscita a rivendicare la proprietà di quel footage. Di conseguenza, tantissimi video su YouTube, inclusi quello ufficiale di Nvidia e quelli di creator che ne avevano parlato, sono stati bloccati o resi non disponibili in alcuni paesi (soprattutto in Italia e in zone dove vale il blocco di La7).È un caso clamoroso di quanto il sistema di copyright di YouTube possa essere assurdo e facilmente “abusabile” in situazioni del genere: chi ha semplicemente trasmesso il video in TV finisce per poter bloccare anche il video originale del creatore.
assurdo