È in corso un vero e proprio terremoto in casa Microsoft. Dopo quasi 40 anni nell’azienda, dal 23 febbraio Phil Spencer lascerà ufficialmente il suo ruolo di CEO di Microsoft Gaming per andare in pensione. Contestualmente anche Sarah Bond, attuale presidente di Xbox, si è dimessa.
Spencer è stato senza dubbio uno dei volti più riconoscibili di Xbox e il suo ritiro segna la fine di un’era che ha ridefinito il posizionamento di Xbox nell’industria globale. Durante la sua leadership, Spencer ha preso in mano una divisione in difficoltà dopo il lancio controverso di Xbox One, correggendo la rotta con decisioni simboliche come la rimozione obbligatoria di Kinect dal bundle della console.
Ha promosso con forza la retrocompatibilità e ha sostenuto la nascita di Xbox Game Pass, servizio che ha cambiato il modello di distribuzione dei videogiochi, nel bene o nel male, e ha accompagnato l’azienda attraverso importanti operazioni di acquisizione, ad esempio Bethesda e Activision Blizzard King.
Il suo ruolo verrà preso da Asha Sharma, attuale presidente della divisone CoreAI di Microsoft. Nel suo primo messaggio ai dipendenti e alla community ha parlato di umiltà e urgenza, sottolineando la necessità di proteggere ciò che rende grande Xbox e allo stesso tempo innovare con coraggio.
Al centro della visione di Sharma ci sono tre priorità: primo, creare grandi giochi amati dai giocatori prima di qualsiasi altra cosa, con maggiore autonomia agli studi, investimenti in franchise iconici e supporto alle idee audaci; secondo, il rilancio dell’identità Xbox, riaffermando l’impegno verso i fan e i giocatori storici; terzo, il futuro del gaming. Sharma propone una nuova idea di futuro che sappia integrare modelli di business innovativi senza snaturare la dimensione artistica del medium.
Mentre la monetizzazione e l’IA evolvono e influenzano questo futuro, non inseguiremo efficienza a breve termine né sommergeremo il nostro ecosistema con AI slop senza anima. I giochi sono e saranno sempre arte, creati da esseri umani e realizzati con la tecnologia più innovativa che forniamo.
I prossimi 25 anni appartengono ai team che osano costruire qualcosa di sorprendente, qualcosa che nessun altro è disposto a provare, e che hanno la pazienza di portarlo a termine. L’abbiamo fatto prima, e sono qui per aiutarci a farlo di nuovo.
Voglio ritornare allo spirito ribelle che ha dato vita a Xbox. Ci richiederà di mettere costantemente in discussione tutto, rivedere i processi, proteggere ciò che funziona e avere il coraggio di cambiare ciò che non funziona. Grazie per avermi accolto in questo viaggio.
Inoltre Matt Booty è stato promosso al ruolo di Chief Content Officer, con la responsabilità di supervisionare il portfolio di quasi quaranta studi tra Xbox, Bethesda, Activision Blizzard e King. Booty ha chiarito che la riorganizzazione interna di Microsoft non comporterà nuovi licenziamenti. Da sottolineare ancora l’uscita dall’azienda di Sarah Bond, presidente di Xbox dal 2022, che era considerata da molti l’erede naturale di Spencer.
Qui sotto potete leggere il tweet di saluto di Phil Spencer. Voi che cosa ne pensate di questi cambiamenti? Sarà il rilancio del brand Xbox?
It’s rare in life to know when a chapter is closing, but after 38 years at Microsoft, that moment has arrived for me. I’ve made the decision to retire and begin the next chapter of my life. It’s a milestone that’s given me a chance to reflect on the incredible journey I’ve been…
— Phil Spencer (@XboxP3) February 20, 2026

Il gamepass è roba per casual che jumpano tra un titolo e l’altro e ci fanno un paio d’ore. Il vero gamer si seleziona il gioco che gli interessa, molto spesso non sono tripla A da 70-80 euro ma indie da 20 e se lo finisce, non serve a nulla il gamepass
Esattamente, aggiungo che il vero gamer, in virtù della selezione che fa, risparmia anche perché non butta soldi a provare titoli random
Qualcuno mi spiega cosa c’entrano con la notizia i commenti che vedo qui, tra le ipotetiche battute sul gamepass e gente orgogliosa di disinstallare i servizi xbox? Commenti che fanno anche abbastanza sorridere tra l’altro.
non nulla il pass è quello che è. i non li preducono loro ,in anni di utilizzo person dimaver giocato almeno 50titoli e alcuni assiduamente,ho risparmiato migliaia di euro ,quindi contnueròa pagare egiocare considerando che costa meno di netflix e altre cagate ,ottimo serviziotanti giochi e molti soldi in meno spesi per me,posseggo tutti i pass anche Ubisoft per esempio quello loappena ermto perchè ormaie quasi totalmente accorpato a xbox pass è ho terminato qusi tutti i giochi,avevo anche quello di EA tolto anche lui per lo stesso motivodi ubi ormai stann quasi tutti nelpass e glia atri li ho finti o comprati,personalmete i piacerebbe veder una cosasimile per steam lo apprezzerei molto vistohce cispendo quasi 800 euro annue,,con unabbonamento di 15,,20 euro lo farei subito ,lo faranno? bosperiamo ,ricordi alla gente che pesna che siano malvagliabe siete rimasti agli anni 80 ormai il sftware si affitta anche nel mondo dellavoro vendo e affito un softewereperla ristarazione compri ilmensile se non paghi il software si ferma abbiamo 8000 clienti conpreso la F1 e lMOTO GP e tutti i festilval di musica NAMLESS ,space e discoteche ,siete rimasti undietro ragazzi retrogati condatini ludici SI PAGA IL MENSILE PER USUFRUIRE DI UN SERVIZIO TUTTO NORMALE SIETE VOI SBAGLIATI ,se sei un giocatore che spende ,be spndere meno per giocare è meglio,sapete che unn anno ho comprati 25 titolisapete che ho spesi 2k ecco dali in avatocon il pass ho giocato di più e non ho mai piu speso piu di 300 euro all anno,certo se giochi 1 titoloogni tanto e non ti piace mainulla lascia stare anzi meglio SMETTETE di giocare va.non site veri appassionati ù
forse è il caso che rileggi il messaggio e sistemi un po’ di cose :D
Felice di non aver mai utilizzato xbox e gamepass microsoft.
Tutto bloatware che elimino di default sulle installazioni di windows dei miei cienti.
Secondo me Spencer lo rivedremo ancora. (Sony?).
Potrei fare battute contro coloro che continuano a difendere Game Pass, ma non le farò
Al 99% avrà un patto di non concorrenza per chissà quanti anni