Tempi bui per Ashes of Creation e per i suoi backer: nelle scorse ore il direttore creativo e co-fondatore dello studio Steven Sharif si è dimesso in protesta per le decisioni del Consiglio di Amministrazione del gioco (il “Board of Directors”).
Una valanga ha seguito questa notizia: la maggioranza dei responsabili dei team di sviluppo se ne sono andati e Intrepid Studios, ormai nelle mani di quei dirigenti che sono rimasti, ha deciso di notificare ai suoi dipendenti il documento del WARN Act.
Il WARN Act è una legge federale statunitense che obbliga i datori di lavoro che vogliano licenziare 50 o più dipendenti in massa di dare un preavviso almeno 60 giorni prima. L’idea alla base è ovviamente quella di dare ai lavoratori il tempo di cercare un altro impiego o di prepararsi economicamente e professionalmente alla perdita del lavoro.
Sul Discord ufficiale di Ashes of Creation, Steven Sharif ha rilasciato la seguente dichiarazione:
Posso fare una dichiarazione limitata a titolo personale, e non a nome dell’azienda, riguardo alla situazione.
Il controllo della società si è allontanato da me e il Consiglio di Amministrazione ha iniziato a impartire direttive che non potevo accettare né eseguire dal punto di vista etico. Di conseguenza, ho scelto di dimettermi per protesta, piuttosto che prestare il mio nome o la mia autorità a decisioni che non potevo sostenere eticamente. Dopo le mie dimissioni, anche gran parte del team dirigenziale si è dimessa. In seguito a ciò, il Consiglio ha deciso di emettere le notifiche previste dal WARN Act e di procedere con un licenziamento di massa.
Al momento non posso parlare responsabilmente di ulteriori dettagli a causa di questioni legali e di governance in corso. Quello che posso dire è che gli sviluppatori e lo staff hanno agito in buona fede e meritavano di meglio rispetto all’incertezza che stanno affrontando ora. Sono profondamente amareggiato per questa situazione.
Anche la director of communication Margaret Krohn ha lasciato, come confermato su LinkedIn. Il licenziamento di oltre 50 dipendenti di Intrepid Studios, visto il numero e la magnitudine, lascia presumere la prossima chiusura dello studio, con il conseguente abbandono del progetto Ashes of Creation.
Nonostante questa notizia non sia attualmente confermata (ancorché estremamente probabile e logica), è già iniziata la corsa ai refund da parte dei giocatori, specialmente su Steam.
Più complicato invece il discorso dei backer di Kickstarter: in teoria, secondo i termini di servizio del sito spetta ai creatori “completare il progetto oppure offrire un rimborso”, ma non c’è una via diretta e coercitiva per garantire che ciò accada.
Resta la classica via legale: non è difficile immaginare che qui vi siano gli estremi per una class action portata avanti negli Stati Uniti alla quale potranno unirsi quanti si ritengano frodati per aver pagato un prodotto mai uscito. Considerando tuttavia lo stato economico presunto di Intrepid Studios, difficilmente saranno materialmente disponibili i soldi per eventuali risarcimenti.
Ashes of Creation venne annunciato nel lontano 2016: alla fine di questa lunga avventura durata dieci anni, oltre a varie vane speranze l’MMORPG open world fantasy lascia sul piatto oltre 3 milioni di dollari di campagna Kickstarter iniziata nel 2017, chissà quanti altri miloni dal pre-acquisto delle Alpha del gioco sul sito ufficiale, nonché quelli dell’early access su Steam, senza dimenticarsi del fatto che tale prelibato piatto era stato condito da una abbondante spolverata di microtransazioni, proprio come si confà ai progetti ben gestiti di oggi. Si tratta di un epilogo non troppo diverso da quello che successe nel 2020 per Chronicles of Elyria e nel 2022 per Crowfall.
Qui sotto potete recuperare il Salotto degli MMO del 17 novembre in cui esprimevamo i nostri dubbi e perplessità sull’early access di Ashes of Creation, già al minutaggio giusto.
Fonte 1, Fonte 2, Fonte 3, Fonte 4

Ad Asczor piace videogiocare e soprattutto videogiocare bene. I giochi per lui vanno fruiti sfruttandoli fino in fondo al meglio delle proprie capacità. È per questo che Asczor s’incazza, e non poco, quando i giochi non rispettano i suoi standard di qualità. Però ha sempre le sue buone ragioni per farlo e, al contrario, non manca mai di lodare i giochi meritevoli. Peccato che siano davvero pochi.


ecco un’altra delle grandi promesse della decade scorsa che cade. avanti la prossima, ora tocca a camelot unchained. mai nato, o nato morto, ma non e’ mai stato dichiarato come tale, si aspetta l’ufficialità della fine del ‘progetto’
Ormai ho così tanta esperienza negli mmo sandbox che non mi fregano più, infatti non l ho comprato e ho preferito aspettare perché mi puzzava già 10 anni fa quando non si capiva che tipo di combattimento volessero, action poi tab target poi tutti e due, mavattanaffff……
Progetto in stato di confusione dal day one non aveva speranze. Poi continuo a dirlo le idee migliori sono quelle fatte in 10 min non in 10 anni di sviluppo e ancora in alpha una vergogna.
Un mare di soldi e tempo buttati, peccato perché per un certo periodo ci avevo creduto veramente, poi l’ho provato finalmente, e mi sono reso conto che non sarebbe mai stato un grande gioco…
Che tristezza… stiamo assistendo alla morte degli mmorpg…
In pratica se n’è andato in protesta contro se stesso, non era d’accordo con le proprie idee.