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Ashes of Creation era uno scam fin dall’inizio?

Ashes of Creation era uno scam fin dall’inizio?

Per molti anni, una parte consistente dell’opinione pubblica online riteneva Ashes of Creation uno scam: un progetto nato soltanto per fare qualche soldo facile tramite grandi promesse, senza che ci fosse la vera intenzione di sviluppare un gioco, ma solo quella di accaparrarsi un po’ di denaro sugli animi labili dei videogiocatori che da tantissimi anni ormai aspettano un nuovo MMORPG classico degno di questo nome.

Con la notizia della chiusura di Ashes of Creation, è interessante ripercorrere alcuni elementi che nel corso del tempo hanno fatto propendere per la tesi dello scam conclamato: in altre parole, visto com’è finita, non è che fin da subito si trattava di un progetto fraudolento?

Iniziamo da alcuni vecchi prodromi. Il creatore di Ashes of Creation e co-fondatore di Intrepid Studios, Steven Sharif, ha una storia personale di partecipazione a progetti che lascia un po’ perplessi, anche prima del gioco.

I fatti attengono a più di dieci anni fa, quando Sharif partecipava come venditore allo schema piramidale di un’azienda, Xango, che vendeva succhi di frutta sostenendo che potessero curare il cancro. Non è uno scherzo: anche l’Espresso qui in Italia ci ha dedicato tutto un articolo tanti anni fa.

L’apparato di cui Sharif faceva parte è un classico schema piramidale di Multi-Level-Marketing: un sistema gerarchico in cui iscritti di livello più basso pagano iscritti di livello più alto per entrare nell'”impresa” e a loro volta ricevere poi quote da iscritti di livello ancora inferiore.

Un documento datato 2013 che classificava i partecipanti al sistema Multi Level Marketing (che per l’epoca era una cosa abbastanza nuova, almeno nel digitale) negli Stati Uniti in base al loro guadagno, mostra Sharon & Steven Sharif al 13° posto complessivo, con 350.000$ al mese di profitti.

Sharon Sharif è la madre di Steven. A quanto pare era un’esperta a partecipare a questi sistemi e fu lei ad introdurre il figlio nell’ambiente, dal momento che Steven l’aveva aiutata molto nell’utilizzare i social network per potenziare la vendita dei suoi prodotti. Questo è descritto dalla stessa Sharon Sharif in un vecchio video Dailymotion.

Già un anno fa un utente su Reddit aveva messo in guardia i giocatori dalla possibilità che il progetto Ashes of Creation fosse uno scam, adducendo diverse prove che qui stiamo ripercorrendo, e segnalava molte somiglianze tra le strategie di marketing utilizzate da Steven e Sharon Sharif nel corso delle loro attività precedenti con quelle utilizzate dal solo Steven per la pubblicizzazione e la presentazione di Ashes of Creation.

Ma tralasciando il passato della famiglia Sharif (che potrebbe benissimo non aver determinato nulla di quanto è poi seguito su Ashes of Creation) c’è un altro tema interessante: secondo quanto riportato nel post di un annetto fa, Intrepid Studios avrebbe accumulato nel tempo debiti, prestiti e vincoli sui propri beni, ricevendo anche finanziamenti esterni.

Questa non è ovviamente una situazione insolita per un’azienda, che ha tutto il diritto di indebitarsi per riuscire a portare a compimento i propri obiettivi (almeno nel nostro sistema capitalistico), ma che diventa preoccupante se letta insieme ai ripetuti problemi con le autorità fiscali della California che Intrepid Studios pare avesse da molto tempo.

In particolare la società sarebbe stata più volte sospesa dalla Franchise Tax Board, perdendo temporaneamente il diritto legale di operare. In altre parole, un divieto di continuare le sue attività.

Questo è un provvedimento che in genere arriva solo dopo irregolarità reiterate. L’autore del thread sottolinea come queste sospensioni coincidano con periodi di blocco delle vendite e con il mancato deposito dei bilanci annuali, alimentando il sospetto di una gestione amministrativa caotica e poco trasparente. Da qui nasce l’idea che non si tratti solo di difficoltà economiche, ma di un sistema fragile tenuto in piedi dalla vendita continua di accessi anticipati, e che, una volta emersa la reale distanza del gioco da una versione definitiva, il progetto fosse destinato a crollare.

La sospensione da parte della Franchise Tax Board (FTB), cioè l’ente fiscale della California, è un punto centrale. Per aiutarci a spiegarlo, non essendo esperti di diritto fiscale statunitense, abbiamo utilizzato ChatGPT, il quale ha formulato quanto segue (una ricerca ha poi confermato la veridicità delle sue affermazioni, ma gli diamo credito lo stesso, povero ChatGPT):

Quando una società viene “suspended” dall’FTB significa che:

  • non ha pagato tasse,

  • non ha presentato documenti,

  • o ha violato obblighi amministrativi,

  • e lo ha fatto ripetutamente.

Con la sospensione:

  • la società perde il diritto legale di operare,

  • non può firmare contratti,

  • non può agire validamente come azienda.

Non è una cosa che succede per sbaglio o per un mese di ritardo: arriva dopo anni di irregolarità.

La grande questione qui è come legalmente potesse ancora operare Intrepid Studios a seguito dei provvedimenti di sospensione dell’FTB. Forse che si sia trattata di un’operazione più o meno clandestina? È naturale presumere che con una tale spada di Damocle sulla testa, Intrepid Studios avrebbe certamente avuto difficoltà nell’adempiere agli obblighi burocratici in termini di organizzazione aziendale e gestione del personale: è difficile credere per esempio che potesse assumere e direzionare risorse in tutta tranquillità dopo che fosse stata colpita da un tale provvedimento.

Ma la situazione si complica ulteriormente.

Proprio ieri vi raccontavamo di come Steven Sharif, dopo aver abbandonato Intrepid Studios, avesse tramite un post sul Discord di Ashes of Creation dichiarato tra le altre cose:

Il controllo della società si è allontanato da me e il Consiglio di Amministrazione ha iniziato a impartire direttive che non potevo accettare né eseguire dal punto di vista etico. Di conseguenza, ho scelto di dimettermi per protesta.

Questa dichiarazione si scontra però contro un muro piuttosto pesante: il Segretariato di Stato della California, che annota le informazioni fondamentali delle società che operano sul suo territorio.

Tramite la ricerca ufficiale dei documenti pubblici sul sito del Secretary of State è infatti possibile accedere al file dedicato ad Intrepid Studios: INTREPID STUDIOS, INC. (3788290), fondata il 20 maggio 2015 tramite l’azione di un certo John Moore, poi Chief Financial Officer di Intrepid Studios.

Ebbene, previa registrazione, in questo file si legge che Steven Sharif è l’unico membro del Board of Directors (il Consiglio di Amministrazione) di Intrepid Studios. Quindi in polemica con chi, esattamente, si è dimesso? Forse che abbia litigato con se stesso?

Ora è chiaro che possono esserci altre figure all’interno dell’impresa che dopo tanti anni sono “di fatto” parte del Consiglio di Amministrazione nonostante ciò non sia stato formalizzato in un documento ufficiale. Sì, può essere, ma dimostrerebbe un ulteriore grado di pressapochismo nella gestione aziendale di Intrepid Studios, perché stando alle informazioni disponibili… il Consiglio di Amministrazione semplicemente non esiste.

Questa discrepanza tra legge e realtà non sembra essere però una dimenticanza, né frutto dell’inesperienza. Steven Sharif si è infatti dimostrato molto abile nell’utilizzo dei termini per assicurarsi sin dall’inizio che le conseguenze di una chiusura di Ashes of Creation non fossero per lui troppo gravose. Ci riferiamo qui specialmente alla questione refund.

I termini utilizzati per convincere gli utenti della bontà del progetto e della sicurezza dei loro finanziamenti si sono sempre basati una formula essenziale, fin dal Kickstarter del 2017: “prometteremo di rimborsare se il gioco non uscirà” Poi, all’orizzonte apparve Steam, ed il gioco effettivamente uscì su Steam (seppure in early access). Considerando il fatto che il gioco è durato su Steam poco più di un mese e mezzo prima di essere chiuso, emergono dei legittimi dubbi su questo straordinario tempismo.

Il nocciolo del contendere qui, in un’eventuale causa legale, sarà quello di capire fino a che punto la release in early access conti come uscita vera e propria. A giudicare dai termini di servizio sull’accesso anticipato di Steam, però, sembra che questo non sia il caso. Sembra anzi che Steven Sharif ancora una volta si scontri contro un invalicabile muro, questa volta allegoricamente rappresentato dall’imponente Gabe Newell.

Resta una possibilità per Sharif: l’utilizzo della locuzione “[early access è] vendere il tuo gioco su Steam mentre è ancora in fase di sviluppo” potrebbe giovargli, dal momento che se un videogioco è venduto, allora tendenzialmente è anche “uscito”.

Quale che sia il futuro dei soldi dei poveri giocatori che hanno voluto fidarsi di questo progetto così malamente naufragato, non possiamo che rileggere il passato con il senno di poi e alzare qualche legittimo sopracciglio di fronte a numerosi indizi che, determinanti o no, comunque non si sono voluti vedere.

Sia una lezione per il domani: la comoda epoca dei Kickstarter, degli early access e dei progetti infiniti è ora giunta al termine. Resta ancora un progetto che è contemporaneamente speranza e sorvegliato speciale nel mondo dei videogiochi, per cui quest’anno anche arriverà la resa dei conti. E sappiamo tutti di chi si sta parlando

 

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L' Apostata di Confraternita

Tutte cose che girano da qualche anno, anzi ne girano anche di più.

Se l’hai preso e ne eri a conoscenza sapevi dei rischi nell’investire in un progetto simile e non vedo il problema.
Se l’hai preso senza informarti potrà servirti da lezione per il futuro.

La gente oggi è convinta che la morale consista nell’indignarsi contro qualcun altro.

CM@TRIX dj PRODUCER

e va be una delle migliaia di inculate ludiche prese da noi sognatori ahahah che devo dirti,

Jyk

Una info uscita in questo giorni da reddit (tutta da verificare) : pare che il 14 gennaio uno dei creditori di intrepid sia stato rimborsato con asset e controllo del board…

Hubo

Naufragano tutti questi benedetti kickstarter, su questo non ci avevo messo un euro perché ero rimasto scottato da Crowfall, ma quando era uscito su steam pensavo di prenderlo, per fortuna mi sono detto: aspettiamo 2 mesetti…, non ci credevo che fosse uno scam visto i continui aggiornamenti pubblicati che facevano…

Da ora in poi con i piedi di piombo su qualsiasi progetto mmorpg kickstarter

Tankard

Risulterò ripetitivo, ma è una cosa che dico spesso.. mmorpg e crowdfunding (salvo poche eccezioni) non vanno molto d’accordo. Si poteva sperare 10 o più anni fa, quando i costi erano diversi e KS era una cosa nuova, con tanti progetti incredibili ecc ecc, ma oggi credo che tutti siamo più consapevoli dei costi, dei tempi e tutto il resto, per cui riusciamo a renderci conto che spesso le promesse non vanno d’accordo con la realtà (piccoli team, richiesta di cifre troppo basse perché ci esca qualcosa coerente con le promesse, insesperienza, ecc). Anche perché, se hanno fallito nomi importanti dopo aver raccolto milioni di dollari, figuriamoci il piccolo team alla prima esperienza che ne chiede qualche centinaio di migliaia.
Diverso il discorso per i single player, per ovvie differenze di genere ecc ecc… E infatti delle cose buone in questo senso ne sono uscite da KS, ma pure lì bisogna prendersi il tempo di valutare attentamente, fermo restando che di base ogni volta che si supporta qualcosa su KS, si fa una scommessa, ne più ne meno… e si accetta il rischio che quei soldi vadano persi.

Soreta

Per inciso sono doppiamente incazzato perchè ci giocavo e ci ho sperato fino all’ultimo e pure mi ci stavo divertendo alla grande! RIP

Tankard

Comunque dopo aver ripescato il post del signor Sharif in merito alla causa di dicembre, mi sono andato a vedere un po’ lo storico dei suoi post e se non altro bisogna riconoscergli che è un maestro nel minimizzare e trovare il modo giusto di rassicurare l’utenza. Vedi il “ah ma una causa da 850k non ci crea nessun disturbo, cose normalissime nella vita di uno studio” :D ma ad esempio anche questo suo post di 11 giorni fa in merito a dei licenziamenti appena effettuati:
“I want to add some clarity here because I know how concerning headlines like this can be. Recently, 9 people out of a team of about 250 were impacted as part of some targeted team adjustments. This was not a large-scale layoff and not a reflection of the health or future of Ashes of Creation.

These are real people and friends, and this was not an easy decision. We’re doing what we can to support those affected. At the same time, development on Ashes is continuing forward and the team remains strong and fully engaged on the project.

I appreciate how much this community cares — it means a lot to me and to the team. I just ask that we keep the conversation respectful and grounded in facts.”

Inutile dire che tra ieri e oggi in diversi hanno risposto a questo post facendo notare come sia invecchiato male e nel giro di pochi giorni :D