Stop Killing Games: l’Unione Europea verifica il conteggio delle firme

Stop Killing Games: l’Unione Europea verifica il conteggio delle firme

Buone notizie per Stop Killing Games, l’iniziativa dei cittadini europei che mira a combattere la pratica di rendere inaccessibili i videogiochi quando gli editori decidono di chiuderne i server online. L’Unione Europea ha ufficialmente verificato il conteggio delle firme, confermando 1.294.188 firme valide sulle 1.448.270 totali raccolte, con un tasso di validità di circa l’89%.

Ciò significa che l’iniziativa ha ampiamente superato il milione di firme necessario per proseguire e il tema verrà ora discusso dalla Commissione Europea, potendo infine giungere al Parlamento Europeo.

Ricordiamo che l’iniziativa Stop Killing Games era nata in seguito alla chiusura di titoli come The Crew e Anthem. La campagna è stata avviata da Ross Scott del canale YouTube Accursed Farms per chiedere alle aziende videoludiche di garantire ai giocatori il diritto di accedere ai giochi acquistati anche dopo la chiusura del supporto ufficiale, tramite versioni offline o server privati.

Per quanto riguarda l’Italia, sono state verificate 77.030 firme a favore dell’iniziativa. Qui sotto potete vedere il post su Reddit dedicato alla notizia. Voi che ne pensate? Siete felici del successo di Stop Killing Games?

 

Stop Killing Games: Final Count of Verified Signatures of the European Citizens Initiative
byu/Mr_Presidentle inStopKillingGames

 

Fonte

 

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Luisen

La notizia mi lascia completamente indifferente: che i vecchi giochi muoiano o continuino a funzionare non mi cambia assolutamente nulla.
Piuttosto preferirei iniziative che obblighino gli editori a vendere prodotti completi e funzionanti, invece di normalizzare l’uscita di titoli incompleti, patchati per mesi o di fatto in early access permanente chiedendo pure soldi.

Kymn

E adesso chi glielo dice a Pirate software?

Tankard

Dico tre cose:
1) non riguarda direttamente la notizia, ma è comunque affine: mi pare che almeno per ora, tutta la storia di New World e della presunta “offerta” per acquistarlo, non abbia avuto seguito, nonostante in molti ci abbiano “ricamato” sopra più del dovuto, ma personalmente ritengo resterà quello che è, ovvero uno scambio di messaggi su X. Cosa comunque affine alla notizia perché tra i messaggi in questione c’era anche un “Games should never die” che inevitabilmente richiama all’iniziativa.
2) Dire cose contro Ubisoft ormai è come sparare sulla croce rossa, ma non toglie che per la chiusura di The Crew (al di là dei progetti per riportarlo in vita) mi sia dispiaciuto, perché nel bene e nel male avevano fatto un gioco unico (open world con rappresentazione di tutto il nord America, dove potevi fare Coast to Coast se volevi) e invece di sfruttare la cosa hanno iniziato a snaturarlo già nel secondo capitolo, per poi arrivare con l’ultimo a fare praticamente un clone di Forza Horizon, cosa che per me potevano evitarsi, perché fare un clone nella speranza di prendere una fetta della torta di FH è come ai tempi quando si cercava di fare i WoW-clone per cercare di prendere un po’ dei soldi che altrimenti prendeva solo Blizzard… e infatti abbiamo visto com’è andata.
3) per Anthem dispiace per il potenziale sprecato fin dal rilascio, ma per la chiusura in se meno, perché alla fine continuare a tenerlo aperto era più accanimento terapeutico che altro, quindi forse è stato meglio così. Anche perché i problemi di Anthem hanno radici che iniziano dallo sviluppo e scelte fatte ai tempi, quindi non è che arrivati a questo punto si potesse fare molto altro.