Brutte notizie in casa Ubisoft: nelle scorse ore la compagnia francese ha ufficialmente cancellato Prince of Persia: Le Sabbie del Tempo Remake, remake del primo capitolo della trilogia pubblicato nel lontano 2003, annunciato nel 2020 e rimandato più volte nel corso degli anni anche a causa di uno sviluppo travagliato.
Il lancio del gioco era previsto entro la fine di questo anno fiscale, cioè entro il 31 marzo 2026, ma a questo punto non lo vedremo più. Ad annunciarne la cancellazione è stata la stessa compagnia tramite un comunicato rivolto alla community, rassicurandola del fatto che il franchise di Prince of Persia non verrà abbandonato (qualsiasi cosa voglia dire).
Ecco le parole del team di Ubisoft (tradotte in italiano):
Abbiamo preso la difficile decisione di interrompere lo sviluppo di Prince of Persia: Le Sabbie del Tempo Remake. Sappiamo che questo è profondamente deludente. Il gioco porta con sè un significato enorme per i fan e per i team che ci hanno lavorato.
Anche se il gioco aveva un grande potenziale, non siamo riusciti a raggiungere il livello di qualità che meritate, e continuare avrebbe richiesto più tempo e investimenti di quanti ne potevamo responsabilmente dedicare. Inoltre non volevamo pubblicare qualcosa che non fosse all’altezza di ciò che rappresenta Le Sabbie del Tempo.
Prince of Persia come universo e storia continua a starci molto a cuore, e questa decisione non significa che ci stiamo allontanando dal franchise.
Grazie a tutti voi per la vostra passione, pazienza e amore per Prince of Persia.
Non è tutto: Ubisoft ha cancellato altri cinque giochi (tra cui tre nuove IP e un gioco mobile), ha posticipato altri sette titoli non specificati e inoltre ha confermato la chiusura degli studi di Halifax e Stoccolma. Infine la multinazionale francese ha annunciato un piano di risparmio da 200 milioni di euro nei prossimi due anni, segnando quella che la compagnia definisce come “la fase finale della ristrutturazione”.
Dopo la nascita della sussidiaria con Tencent nel marzo 2025, adesso Ubisoft sta completando la sua trasformazione organizzativa dividendosi in cinque “case creative” semi-indipendenti. Queste sono:
- Vantage Studios (che si occuperà di Assassin’s Creed, Far Cry e Rainbow Six)
- CH2 (dedicata a “esperienze sparatutto cooperative e competitive” come The Division, Ghost Recon, Splinter Cell)
- CH3 (che si dedicherà alle “esperienze live selezionate”, quindi giochi live service come For Honor, Skull and Bones, The Crew, Riders Republic, Brawlhalla)
- CH4 (focalizzata sui giochi narrativi e fantasy come Anno, Prince of Persia, Rayman, Might & Magic, Beyond Good & Evil)
- CH5 (giochi casual e per famiglie come Just Dance, Uno, Hasbro).
Nel frattempo Ubisoft ha quattro nuove IP in sviluppo, incluso March of Giants, il MOBA che ha recentemente acquisito da Amazon Games.
Il CEO Yves Guillemot aveva definito l’operazione “un importante reset necessario per costruire un’organizzazione più focalizzata, efficiente e sostenibile nel lungo termine”, ammettendo che l’impatto finanziario sarà significativo nel breve periodo con una perdita operativa aggiuntiva di circa un miliardo di euro nell’anno fiscale 2026.
Tra le altre novità c’è anche la fine dello smartworking: tutti i dipendenti dovranno tornare a lavorare in ufficio cinque giorni a settimana.
Qui sotto potete vedere il post su X/Twitter che annuncia la cancellazione del remake di Prince of Persia: Le Sabbie del Tempo. Voi che ne pensate? Siete delusi dalla nuova riorganizzazione di Ubisoft e dalla cancellazione di tutti questi giochi?
— Prince of Persia™ (@princeofpersia) January 21, 2026

E intanto l’azienda crolla pure in borsa. Alla via così.
ma si tanto era terribile… hanno fatto bene
Occhio, era terribile la versione che abbiamo visto nel 2020 e che hanno cancellato… quella nuova sviluppata da Ubisoft Montreal non l’aveva ancora vista nessuno.
Teoricamente uno dei giochi rimandati dovrebbe essere il remake di Black Flag, o almeno così si legge in giro. Per il resto a me tra lo split aziendale di qualche tempo fa e tutte queste manovre mi pare solo un gran casino/insieme di mosse disperate :D Poi spero per loro che davvero tutto questo gli permetta di sopravvivere nel lungo periodo, però dovrebbero anche capire che oltre a prendere provvedimenti drastici, bisogna anche smetterla di fare cazzate, perché se sono arrivati al punto di dover fare tutte queste cose, ci possiamo mettere di mezzo cambiamenti del mercato e quello che si vuole, ma significa anche che lungo il percorso qualcosa è andato storto, tra scelte fatte, titoli dallo sviluppo infinito, iniziati, rifatti ecc ecc i cui costi sono inevitabilmente saliti di conseguenza e così via. Facile ovviamente citare lo sviluppo travagliato di Skull & Bones, o la cancellazione di Prince of Persia appunto, ma direi che anche altre cose tipo Beyond Good & Evil 2 hanno avuto probabilmente costi non indifferenti, che per ora si sono tradotti in nulla. Ricordiamoci che il primo annuncio è del 2008, poi era tornato alla ribalta nel 2017 ecc ecc. Chiaro, se il creative director è morto nel 2023 non è certo colpa di Ubi, ma è successo 15 anni dopo il primo annuncio. Sicuramente non saranno stati 15 anni (ora 18) di sviluppo continuo.. sarà andato avanti a fasi alterne, ma sono comunque soldi persi, perché o il gioco non uscirà mai, quindi lavoro, soldi, ecc buttati nel cesso, o se uscisse in futuro, è probabile che il lavoro fatto anni fa non serva più a molto e sia necessario ripartire da zero o quasi, quindi…
p.s. in aggiunta a tutto questo casino, non dimentichiamo l’uscita improvvisa di Julian Gerighty, che giusto qualche giorno prima aveva decantato le potenzialità di The Division 3…