Da ieri è ufficialmente disponibile Tales of the Shire, il nuovo gioco pacifico ambientato nel mondo de Il Signore degli Anelli sviluppato da Wētā Workshop e pubblicato da Private Division. Il lancio del titolo era già stato rimandato due volte, dato che inizialmente era previsto nel 2024 e poi il 25 marzo 2025.
In Tales of the Shire i giocatori e le giocatrici creeranno il proprio hobbit, che dovrà contribuire alla crescita di un paesino. Si potrà così abbracciare una vita bucolica e confortevole mentre si decora la propria casa hobbit, ci si prende cura del giardino, si pesca negli stagni cristallini, si va alla ricerca di frutta ed erbe selvatiche o ci si scambia oggetti con gli altri abitanti.
Inoltre si potrà esplorare la zona di Lungacque per scoprire le radure segrete e i tesori perduti della Contea. Il tempo atmosferico in continuo cambiamento influenzerà la vita quotidiana e le sorprese stagionali a seconda del periodo dell’anno. Si tratta quindi di un gioco rilassante, simile a Stardew Valley o Animal Crossing.
Dobbiamo tuttavia fare una precisazione: quando nell’aprile 2024 parlammo per la prima volta del prodotto lo definimmo un MMO, perché ci aspettavamo uno shared world, cioè un mondo virtuale condiviso con altri giocatori (come Palia, per intenderci). Non è così: Tales of the Shire è un gioco puramente single player e non è neanche disponibile una modalità online o cooperativa. Non sappiamo se verrà aggiunta in futuro, ma al momento questo è.
🏡 WELCOME HOME, HOBBIT 🏡
Your cosy life in Bywater awaits. Tales of the Shire is out now! pic.twitter.com/RtGHVvAUDZ
— Tales of the Shire (@talesoftheshire) July 29, 2025
A questo punto vi starete chiedendo perché quel “purtroppo” visibile nel titolo di questo articolo. Beh, il motivo è presto detto: da grande fan e appassionato del Signore degli Anelli ho acquistato il prodotto appena è uscito e ci ho giocato in live per poco più di due ore. Purtroppo Tales of the Shire è un gioco estremamente mediocre, a voler usare un eufemismo: mondo virtuale piccolissimo, gameplay ridotto all’osso che viene a noia dopo un’ora, comparto grafico indietro di almeno due generazioni, ottimizzazione claudicante, animazioni facciali praticamente inesistenti, poche opzioni di personalizzazione, praticamente nessun controllo sulla propria esperienza di gioco e, come già detto, nessuna modalità cooperativa o multiplayer. Se a questo aggiungiamo anche il fatto che Tales of the Shire non è free-to-play come Palia, ma costa pure, beh… diciamo che il quadro è completo.
Se proprio ci tenete a farvi del male, comunque, sappiate che Tales of the Shire è disponibile su PlayStation 5, Xbox Series X/S, Nintendo Switch e PC tramite Steam al prezzo di 32,99€, ma fino al 12 agosto può essere acquistato con uno sconto del 10%, a 29,69€. Che sono comunque troppi, eh.
Unica nota positiva? Tales of the Shire è tradotto in italiano nell’interfaccia e nei sottotitoli, e sembra anche tradotto piuttosto bene. Curiosamente l’avventura segue la vecchia traduzione del Signore degli Anelli (quella curata da Vittoria Alliata e corretta da Quirino Principe nel secolo scorso) invece che quella del 2019 di Ottavio Fatica: questo vuol dire, per fare un paio di esempi, che si parla di “decumano” e non di “quartiero”, o di “Locanda del Puledro Impennato” e non di “Locanda del Cavallino Inalberato”. Magre consolazioni.
Qui sotto trovate il trailer di lancio ufficiale. Voi avete già provato o proverete Tales of the Shire? Che ne pensate?

Giornalista pubblicista, Plinious trova che non esista niente di più comunicativo dei videogiochi, in particolare quelli online. Da sempre appassionato di gioco di ruolo e MMORPG, ama immaginare ed esplorare mondi fantastici in cui perdersi dieci, cento, mille e una notte. La sua storia online inizia con Guild Wars Nightfall e prosegue con decine di MMO occidentali, da World of Warcraft a Warhammer Online, da Guild Wars 2 fino a Sea of Thieves.

Plinione, potete mettere la news del dev update numero 2 di chrono odyssey che ci scateniamo un po’?
No guarda stanno facendo vedere Bellatores, li c’è anche di più da scatenarsi, è iniziata la beta closed, via di pettegulez…
A questo punto meglio Palia, che nonostante le impressioni iniziali ha ancora una buona community dietro (almeno 10.000 giocatori al giorno) e supporto costante
Sicuramente, almeno Palia è un MMO (o un semi-MMO diciamo). Questo è tristissimo.
Ennesimo gioco inutile firmato Sweet Baby Inc.
Carino, per mia nipote di 3 anni potrebbe essere interessante, free naturalmente, a pagamento neanche alla lontana, se lo mettono free magari lo metto sul portatile per farla giochicchiare.