Dune Awakening: annunciati i server privati già al lancio: cosa sono e cosa cambia?

Dune Awakening: annunciati i server privati già al lancio: cosa sono e cosa cambia?

Funcom ha appena annunciato che Dune Awakening avrà i server privati già a partire dall’uscita del gioco, nonostante fossero originariamente previsti per una fase più avanzata, post-lancio.

Per capire esattamente cosa significa “server privato” in un gioco come Dune Awakening, e in che modo questi server “privati” si differenziano dai server “pubblici”, abbiamo preparato uno speciale per l’occasione, che vi invitiamo a leggere nel momento in cui foste confusi sui termini.

Su Dune, oltre ai server pubblici di Funcom, ci sarà dunque la possibilità, sin dalle prime ore di gioco, di affittare un server privato.

Attenzione alle parole: Funcom parla esplicitamente di affittare, e non di creare. In altre parole, i giocatori potranno accedere a servizi terzi (per il momento sono esplicitamente citati GPORTAL, Nitrado e xREALM) e affittare da lì, pagando, un server per loro e per i loro amici, in modo non dissimile a quanto accade già in Minecraft, ARK, Conan Exiles, DayZ e in generale in tutti i survival (che però consentono anche ai giocatori dotati di una sufficiente connessione e di un buon hardware di creare da sé i propri server, senza dover pagare obbligatoriamente fornitori di terze parti).

La struttura dei server di Dune Awakening, come sappiamo, è complicata, ma ci pensano gli sviluppatori stessi a cercare di chiarirla:

Ogni server appartiene a un Mondo composto da diversi altri server, ognuno dei quali condivide gli stessi centri sociali e il Deserto Profondo. Questo ci permette di mantenere un’atmosfera simile a quella di un quartiere nell’Hagga Basin e di fornire una costruzione persistente e libera e altre meccaniche che richiedono un server e che di solito si trovano nei giochi di sopravvivenza. A questo uniamo le meccaniche multigiocatore su larga scala che ci si aspetta di trovare negli MMO, dove centinaia di giocatori si incontrano negli hub sociali e nel Deserto Profondo per impegnarsi in attività sociali, commercio, conflitti e altro ancora.

Su Dune Awakening esistono dunque dei “Mondi” e dei “server“. I Mondi comprendono una molteplicità di server; ogni server gestisce una zona, detta Hagga Basin. Possono coesistere dunque molteplici Hagga Basin (o molteplici server, se preferite) all’interno di un singolo Mondo. Questa struttura è uguale sia nei server ufficiali (o pubblici) sia nei server privati di cui stiamo discutendo.

Gli Hagga Basin si comportano nei fatti come qualsiasi server di un survival che già conosciamo: c’è un limite ridotto di giocatori (circa 40), e sono sempre quelli. Ci si incontra, si raccolgono le risorse, si costruiscono le basi nell’open world e le strutture sono lì persistenti. Per cambiare server bisogna trasferire il personaggio altrove, o crearne uno nuovo, dal momento che della possibilità di trasferire si sa ancora pochissimo.

Chi ha già avuto esperienze nei survival sa che questo genere di giochi presenta naturalmente un enorme problema: permettendo ai giocatori di costruire le loro basi e di “riempire” letteralmente il mondo attraverso le loro iniziative, non può che esserci un limite stringente di ciò che si può o non può fare, nonchè un limite di giocatori – altrimenti il server inizia a laggare, iniziano gli scatti, il sistema non regge e il gioco diventa ingiocabile.

Immaginate ad esempio un server di DayZ o di ARK che contenga 4-5 mila giocatori, cioè il numero di giocatori tipico di un server pubblico in un qualsiasi MMORPG (come World of Warcraft o Final Fantasy XIV). Nel giro di pochi giorni, gli Hagga Basin esploderebbero di costruzioni e di oggetti lasciati lì; tutto laggherebbe, tutto sarebbe confusionario e ingiocabile. Pertanto, sono necessarie delle limitazioni.

Funcom ha deciso di adottare una strategia ibrida e innovativa: gli Hagga Basin sono istanze limitate, ma poi i giocatori possono accedere a hub centrali, come il Deep Desert o i luoghi sociali, nei quali il numero di giocatori visibili aumenta drasticamente, ma dove non è concesso costruire o plasmare il territorio, ma solo partecipare all’azione.

Questa doppia natura di Dune Awakening è ritenuta indispensabile dagli sviluppatori di Funcom – e giustamente, si deve dire, perchè rappresenta l’unica vera, profonda e reale innovazione del gioco rispetto al suo genere. Pertanto, gli stessi sviluppatori hanno dovuto scendere a compromessi nel momento in cui hanno deciso di permettere agli utenti di affittare i loro server privati. Anche i giocatori dei server privati, dicono gli sviluppatori di Funcom, devono poter partecipare alle attività propriamente massive che il gioco impone (hub sociali e Deep Desert).

Questi compromessi si concretano sostanzialmente nella limitazione di funzionalità modificabili all’interno dei server che i giocatori affittano. Se quando si affitta un server su ARK, DayZ o Minecraft si può mettere mano a qualsiasi settaggio si voglia e potenzialmente anche cambiare drasticamente il gioco o romperlo (ad esempio aumentando enormemente la quantità di esperienza ricevuta, o il numero di risorse acquisite), i server affittati di Dune Awakening permetteranno una limitata possibilità di modifica. Questo è inevitabile, perchè molteplicità di server privati (che costituiscono vari Hagga Basin) coesistono all’interno di un Mondo Privato, dove si andrà per i contenuti del Deep Desert e per le attività degli hub sociali. È dunque essenziale, per questioni di bilanciamento, che i giocatori provenienti dai vari server privati competano a condizioni di parità: non può esistere che un giocatore di un server privato con i drop al 99x e l’esperienza a 200x possa entrare e combattere con un giocatore di un altro server privato in cui i drop sono normali ed il guadagno di esperienza è lento.

 

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Per il momento, pare che i vari servizi di Hosting creeranno da sé i Mondi Privati nei quali i giocatori provenienti dai loro server privati affittati potranno andare. Pertanto, ciascun provider offrirà probabilmente possibilità diverse di modifica dei settaggi.

Al momento, Funcom assicura che si potranno cambiare solo le seguenti regole:

  • abilitare o disabilitare le zone di sicurezza (cioè rendere l’intero server privato, o per meglio dire l’intero Hagga Basin, completamente PvP, completamente PvE o un miscuglio)
  • abilitare o disabilitare la tassazione all’interno del server
  • abilitare o disabilitare le tempeste di sabbia

 

Inoltre Funcom afferma che, proprio come si può visitare un altro server del proprio Mondo quando si gioca sui server ufficiali, si potrà fare lo stesso con i server privati. Basterà entrare nel server voluto attraverso il menu di selezione e inserirne la password. Si porterà tutto ciò che è presente sul personaggio e si potrà a quel punto anche rivendicare un terreno, cosa che non si può fare quando si visitano i server ufficiali.

Il ragionamento è complesso, ma comprensibile e abbastanza lineare. Il problema fondamentale sta nel fatto che la community verrà in tal modo inevitabilmente divisa: frammentata in micro-nuclei ciascuno potenzialmente nel proprio Hagga Basin con le proprie regole, e facente parte di un Mondo Privato, anch’esso con le sue regole, diverso da altri Mondi Privati e diverso anche dai server pubblici. Per molti utenti, specie per i neofiti, sarà difficilissimo poi comprendere queste funzionalità, e cogliere in parte anche la portata innovativa che un simile sistema potrebbe avere.

In altre parole, sarà un potenziale disastro, figlio di un modo di sviluppare videogiochi confusionario e volenteroso di accontentare tutti, offrendo pezzettini a chiunque secondo i suoi gusti personali, nel mondo ormai sempre più rimbambito dell’on demand costante e del particolarismo individuale o del proprio piccolo gruppo di amici. La storia ci insegna che, specialmente quando si sviluppano MMO o MMORPG, è essenziale avere le idee chiare e precise, nonché funzionalità semplici da comprendere per chiunque e facilmente fruibili. Ci troviamo qui, purtroppo, nell’esatto opposto – e la lunghezza di questo articolo, necessaria per spiegare le intricatezze del sistema – ne è la prova.

Perché poi i giocatori siano costretti a pagare servizi terzi anziché poter decidere di hostare sulla loro macchina i loro server, è tutta un’altra scricchiolante questione alla quale ci sarebbe da dedicare almeno altrettante parole.

Comunque vada, ricordiamo che i server di Dune: Awakening apriranno ufficialmente alle 16:00 del 10 giugno. Potete pre-ordinare il gioco su Steam in tre diverse edizioni: la Standard Edition da 49,99€, la Deluxe Edition da 69,99€ (che include anche il Season Pass con quattro DLC e cinque giorni di accesso anticipato, così da iniziare a giocare alle 16:00 del 5 giugno) e infine la Ultimate Edition da 89,99€, che contiene la colonna sonora digitale, diversi bonus e skin esclusive.

Joel Bylos di Funcom ha sottolineato che Dune: Awakening verrà pubblicato direttamente nella sua versione completa, senza fasi di early access. Inoltre non sarà presente alcun tipo di abbonamento: il gioco sarà buy-to-play e continuerà a essere supportato con aggiornamenti gratuiti, nuovi contenuti e funzionalità. Successivamente arriverà anche su PlayStation 5 e Xbox Series X/S, in una data ancora da annunciare. Il prodotto sarà tradotto in italiano nell’interfaccia e nei sottotitoli.

La storia di Dune Awakening non seguirà quella dei libri di Frank Herbert: si tratta infatti di una storyline alternativa in cui Paul non è mai nato, gli Atreides e gli Harkonnen sono in guerra e i Fremen scomparsi. L’assenza di Paul Atreides crea un vuoto di potere che porta inevitabilmente a nuove guerre per il controllo di Arrakis.

Se volete potete scaricare gratuitamente da Steam le modalità Creatore di Personaggi e Benchmark, che vi consentono di creare in anticipo il personaggio e testare il vostro hardware in vista del lancio. Infine, se siete interessati potete entrare nel gruppo Facebook di Dune Awakening Italia. Qui sotto trovate la replica dell’ultima live di Plinious.

 

 

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VELV

Definire il sistema dei server privati di Dune Awakening un “potenziale disastro” mi sembra francamente una forzatura più retorica che analitica.
Il modello scelto da Funcom è sicuramente complesso, ma nasce da un’esigenza concreta: unire la costruzione persistente tipica dei survival al feeling massivo degli MMO, senza far collassare i server per overload.
Il fatto che gli Hagga Basin siano istanze limitate da 40 player non è un limite tecnico incapacitante, ma un compromesso per evitare lag, spam di costruzioni e caos ingestibile (chi ha giocato a ARK o Conan lo sa benissimo). E il Deep Desert, che è condiviso, è pensato proprio per dare respiro all’endgame MMO, PvP, politico, sociale.
Inoltre, i server privati non sono rotti o scollegati: non puoi settare XP a 5000x, non puoi stravolgere l’economia. E partecipano comunque alle stesse attività massive dei mondi pubblici, all’interno di un ecosistema chiuso ma bilanciato.
Piuttosto che urlare al “disastro”, si potrebbe riconoscere che Funcom sta tentando una strada ibrida mai fatta prima, con tutti i rischi del caso, ma anche con una visione chiara. Il disastro sarebbe stato fare l’ennesimo clone di ARK.
Sarà fondamentale capire come comunicheranno tutto questo alla community — ma dire che il modello è già fallimentare ancora prima di vedere come funziona in live mi pare un esercizio di disfattismo gratuito, non di critica costruttiva.

Lorenzo "Plinious" Plini

La critica di Asczor riguarda solo i server privati, non il modello generale che è sicuramente molto interessante, ed effettivamente potevano evitare di andare a frammentare ulteriormente la community già al day one. Per il resto il modello scelto da Funcom potrebbe essere un’evoluzione non da poco per il genere dei survival.

La confraternita dei nerf 2 la vendemmia

E quindi leviamo tutto del sandbox no? mi spieghi che ci fai con la tua basetta sul pve? no me lo spieghi? allora quelle in pvp tanto le resettano ogni settimana, quindi manco ti ci sprechi a fare chissà che, sul pve che le fai a fare? per mostrarle ai tuoi amici? ah no manco quello perchè se per disgrazia non sei in quel hagga già dall’inizio te tocca invitarli in partita, in pratica come risolvere l’annoso problema dei sandbox con costruzione libera e full pvp che poi cominciano a dare problemi? creiamo tutte piccole istanze dove i player possono costruire, divisi in piccoli settori, per poi andare nel grande open desert a menasse come in un normale shooting alla planetside, quasi come un extraction looter, per poi costruire basette (voglio proprio vedervi ricostruire per la decima volta la basetta e riprendere le risorse dopo il 10imo wipe…brrrrr manco le torture primitive ambivano a tanto) che verranno wippate ogni settimana o due…che bello!
Poi come frammentare ancora di più la community? mettendo lo stesso sistema anche con server privati, quindi ognuno si farà l’orticello suo, ma non sarà collegato con gli altri se non dello stesso serverone, quindi ci saranno tante piccole community separate che giocheranno per conto loro, senza un vero mondo interconnesso con tutti i server da 1000, con mercati divisi naturalmente.
hmmmmm bello in pratica è come tutti gli altri sandbox ma invece di 100 o 200 player ce ne possono stare fino a 1000 (cappato si intende in zone istanziate con massimo di 40 nel pve e 100 nel pvp) e non è ancora dato di sapere se e come intendano fare i transfer, fino ad ora non funzionanti e quindi se vuoi andare dal tuo amico che non riesce ad entrare nel tuo server, ti ricrei il personaggio sul suo.
Ricordo a chi legge che già sono falliti due titoli con sto sistema dei serveroni a numero chiuso, uno è proprio NW e l’altro T&Fail dove i merge sono stati obbligatori dopo pochi mesi…con tutto che lì i transfer ci stavano pure, qua manco quello, non oso immaginare cosa succederà ai server chiusi appena calerà l’utenza…mamma mia si salvi chi può.

La confraternita dei nerf 2 la vendemmia

Aggiungo anche al disastro come dici tu Ark, che tra il vecchio e il nuovo solo su pc di player al giorno sono più di 50k e dayz segue a volte anche con 60k, Rust non ne parliamo dopo quanti anni mi pare il primo 8, il secondo vabbè inutile parlarne ha creato un genere e minimo sono 10 anni se non di più dalle prime alfa roba irraggiungibile per nessun mmo nuovo od online nuovo uscito da poco tempo, e poi l’altro anche mi pare un 7 anni suonati ce l’ha, vediamo Dune tra 2 anni, guarda vi faccio lo sconto, 2 anni quanti player avrà…disastro sono purtroppo i nuovi titoli online che per seguire la moda di accontentare tutti non accontentano nessuno e muoiono come mosche o finiscono nel dimenticatoio in fretta.

VELV

Capisco lo sfogo, ma quello che stai facendo è una caricatura del sistema, non un’analisi.
Qui nessuno ha detto di “levare tutto del sandbox” — il punto è integrare la costruzione libera in un contesto più ampio, dove c’è anche PvP, economia, hub sociali e contenuti condivisi.
Che senso ha la basetta in PvE? Lo stesso che ha in qualsiasi survival: punto d’appoggio, crafting, farming, gestione risorse, organizzazione. Se uno non è interessato a questo, probabilmente ha sbagliato gioco — e lo dico con rispetto.
Sul PvP: sì, le tile del Deep Desert ruotano e vengono wipate settimanalmente. Ma quello è il contenuto competitivo endgame, non la tua casetta su Hagga Basin. È un sistema dinamico pensato per stimolare conflitto, non per farci le tendine in stile Animal Crossing.
Riguardo ai server privati: nessuno è obbligato a usarli, e non sono scollegati da tutto. Fanno parte di un mondo condiviso, con Deep Desert e Social Hub comuni. Certo, se uno li usa per isolarsi con 5 amici e poi si lamenta della solitudine… ha sbagliato chiave di lettura.
Parli di frammentazione come se fosse un’esclusiva di Dune, ma ogni gioco con server ha questo rischio. La differenza è che qui Funcom ha creato una struttura a “mondi” per tentare di tenere unito quello che altrove si spacca subito. Funziona? Vedremo. Ma almeno provano qualcosa di nuovo.
I paragoni con New World e Throne & Liberty non reggono: lì il problema erano server singoli e completamente isolati, con economie e war system scollegate. Qui il Deep Desert è condiviso e ha limiti per evitare collassi, non per castrare l’MMO.
Ultima cosa: il fatto che non si conoscano ancora tutti i dettagli sui transfer o sui meccanismi a lungo termine è normale per un gioco che deve ancora uscire ufficialmente. Se vogliamo criticare, facciamolo sui fatti, non sulle ipotesi peggiori.
Poi certo, si può gufare tutto in anticipo e aspettare che fallisca. Oppure si può provare a capire se c’è del buono nel mezzo. Io preferisco la seconda.

La confraternita dei nerf 2 la vendemmia

Allora ti dò queste notiziole così capisci:
1- i transfer la Funcom non è riuscita a gestirli su Conan con server da 60 persone tanto da averli dovuti bloccare figurati qui cosa succederebbe, meglio non pensarci brrr….
2- nei survival veri pvp ti ricordo che la basetta deve essere costruita anche ed in maniera da resistere agli attacchi e non solo come base di appoggio, tanto valeva fare lo stash come su Tarkov a sto punto, a che serve solo per posare la robbetta che ti farmi o per far vedere quanto è fica la torre e chi ce l’ha più alta? dopo 1 mese lì ci metti piede solo per posare la roba ti passa pure la voglia di aggiungere spazi o altro, soprattutto perchè se ti va male per farti aiutare o giocare insieme agli amici li devi pure invitare…roba veramente triste altro che comunità e poi non è frammentario, proprio negare l’evidenza.
3- alla 10 volta che rifai la basetta nel pvp ti sei già rotto alla 3a volta, Fortnite 2.0 sembra non un sandbox, è un trucchetto per ripulire il server dai casermoni che si fanno nel pvp, dove molti altri sandbox poi cominciano a laggare con le enormi costruzioni, lì puliscono tutto settimanalmente, ma non è un vero sandbox è più un misto di planetside 2 e fortnite condito con un extraction looter, ma non è un sandbox vero e proprio con costruzione libera e incentrato al pvp vero.
4 – E’ uguale a NW e T&L cosa stai dicendo? i server sono cappati, non puoi condividere proprio nulla con gli altri, tu hai il deep server tuo, gli altri hanno il deep server loro, non mi vorrai far credere che c’è solo un unico deep server dove tutti i serveroni da 1000 potranno entrarci con 300 di cap? LOL mi sa che hai capito molto male, mi sa che ti conviene andarti a leggere la loro pagina iniziale, ogni server fa parte di un mondo proprio proprio come NW e T&L non c’è alcuna differenza, anzi no c’è che almeno lì erano tutti insieme, qui siete ri-suddivisi in serverini da 40 con il luogo hub pvp cappato e suddiviso come su Atlas…è una Matrioska, una grande scatola, con altre piccole scatole che contengono altre piccole scatoline…siete dento alla bambolina LOL…
5 – mi spiace darti questa notizia ma ci sono sandbox che non sono frammentari, ma hanno i transfer che funzionano (non come questi che non sono riusciti e hanno dovuto stoppare tutto su Conan) e quindi ti puoi spostare da server a server senza problemi di sorta anzi puoi pure attaccarli e conquistarli tra l’altro, e sono giochi vecchi di 10 anni, io speravo che nel 2025 si potesse fare meglio e anche molto ma molto più complesso, pensa che ficata raidare la tua basetta su Harrakis e spedirti nell’età della pietra, prendere e farmare la spezia e poi con quella COME NEL FILM E COME NEL RACCONTO tra l’altro usarla per viaggiare per altri mondi, e conquistare anche quelli, ma con l’accortezza di stare attento al tuo server di riferimento di DUNE dove devi difenderlo e dove c’è la spezia, altro che storie, questo sarebbe stato il vero DUNE che rispecchiava il film e i racconti, non di certo Fortnite 2.0.
Io non gufo proprio nulla, continuate a darmi addosso pensando che io sia il cattivo, quando lo dicevo per NW, per T&L per qualsiasi mmo pare che io voglia odiare e portare sfiga a tutti, ma non è cosi spiace che lo pensiate, ma di certo non faccio il fan a tutti i costi, capisco quando un gioco ha ben poca speranza, soprattutto quando per accontentare tutti cambiano strada o lo fanno in maniera che non accontentano alla fine nessuno come proprio NW.

Popz

Ora è molto più chiaro perchè non volevano l’etichetta MMO. In ogni caso non è niente di diverso rispetto ai tanti giochi survival che ci sono da tempo, tutto stà a capire quanto andrà a frammentare la community e quanti vantaggi\svantaggi ci saranno nel giocare su ufficiale rispetto a privato e viceversa

Bardo

Non sono esperto di giochi survival.

Potreste indicarmi in quali altri titoli e’ possibile saltare da un server all’ altro dello stesso mondo e in cui esiste una zona che e’ comune a tutti i server dello stesso mondo?

Perche’ tutto il nocciolo della questione e’ in questi due aspetti.

La confraternita dei nerf 2 la vendemmia

eh già hai detto tutto con una parola, non aggiunge nulla di diverso, qua parlano di innovazione, ma quale innovazione, hanno solo frammentato tutto, levato la distruzione totale, cappato e diviso il deserto famoso, e creato hub, sai che invenzione, non hanno proprio risolto una mazza del problema che purtroppo assilla i veri sandbox hardcore full pvp e costruzione libera, hanno semplicemente messo delle regole molto stringenti, diviso tutto, istanziato tutto e tolto in pratica il divertimento che era annesso nel conquistare e rimandare le gilde o i gruppi di player all’epoca della pietra, ora tutti vedranno quanto è bella la loro casetta sul loro mondo privato e vedranno wippata settimanalmente quella sul pvp che bello!…ma che bello!…oh che giocone non vedo l’ora di provare altro.
Storia di DUNE….cacciata della casata avversaria dal pianeta, impossibile farlo nel gioco.
Storia di DUNE….la spezia serve per i viaggi spaziali, sul gioco non serve per questo.
Oltre alla trama hanno anche cambiato la lore di DUNE complimentoni.

Hubo

Non so dare una opinione in merito, l’unica cosa che mi sento di dire è che è inutile fasciarsi la testa prima di essersela rotta…quindi aspettiamo e vediamo cosa succede.

La confraternita dei nerd 2.0

Funcom potrebbe anche aver fatto la cosa giusta, alla fine è solo un’opzione in più che non va in nessun modo a impattare chi gioca sugli official.

La confraternita dei nerf 2 la vendemmia

Primo se vuoi far parte della confraternita devi avere la mia stessa linea, perchè quando fallirà la gente leggerà i commenti ed è giusto che io sia coerente, secondo non impatterà? come non impatterà? secondo te la gente non andrà nei server privati invece degli official? così da diminuire molto l’utenza generale no? già è un gioco istanziato frammentato, frammentalo ancora di più, non lo so io, perchè non facciamo server da 5 persone, tanto, ognuno si fa il suo orticello e gioca contento…non impatta ma come si fa a dire che non impatta…boh.

El Topo Milei

ma veramente un wall of text del genere quando hanno introdotto semplicemente server privati dove puoi disabilitare il pvp e le tempeste e decidere chi far entrare? Quanto drama for mama inutile.