CD Projekt ha confermato oggi che il sequel di Cyberpunk 2077, chiamato provvisoriamente Cyberpunk 2, è entrato in fase di pre-produzione.
Con “pre-produzione” si intende la fase iniziale dello sviluppo di un videogioco, nella quale si definiscono le idee generali, gli obiettivi e la struttura del progetto. Si creano i concept, si scelgono le tecnologie da impiegare (come l’engine), si crea un team di sviluppo tramite assunzioni e, a volte, corsi e riqualificazioni. In generale, si chiarisce la visione del gioco prima di entrare nella fase di produzione vera e propria.
L’annuncio è stato dato insieme alla pubblicazione degli ultimi risultati finanziari di CD Projekt, nei quali si segnala la menzione di 10 milioni di copie vendute per Phantom Liberty, l’espansione di Cyberpunk 2077. Questo il comunicato:
Alcune settimane fa il team di CD Projekt RED responsabile per il prossimo grande gioco ambientato nell’universo di Cyberpunk ha completato la fase concettuale, e dunque Cyberpunk 2 – precedentemente noto come Project Orion – è entrato in fase di pre-produzione.
È interessante notare come venga esplicitamente detto “il prossimo grande gioco” nell’universo di Cyberpunk, con un’enfasi su “grande”. Che sia soltanto un aggettivo che strizza l’occhio al marketing? O che sia l’indicazione dell’esistenza di più progetti, grandi o meno grandi, ambientati in quell’universo?
Per il momento di Cyberpunk 2 sappiamo poco. IGN racconta di come il creatore del franchise, Mike Pondsmith, si sia lasciato andare in alcune dichiarazioni dalle quali sembrerebbe che il seguito di Cyberpunk 2077 avrà una nuova città, non si capisce bene se in aggiunta a Night City o in sostituzione ad essa. Questa sarà basata su una versione futura “andata storta” di Chicago.
Cyberpunk 2 has entered the pre-production phase according to CD Projekt Red. pic.twitter.com/Ggx416yNxg
— The Game Awards (@thegameawards) May 28, 2025

Ad Asczor piace videogiocare e soprattutto videogiocare bene. I giochi per lui vanno fruiti sfruttandoli fino in fondo al meglio delle proprie capacità. È per questo che Asczor s’incazza, e non poco, quando i giochi non rispettano i suoi standard di qualità. Però ha sempre le sue buone ragioni per farlo e, al contrario, non manca mai di lodare i giochi meritevoli. Peccato che siano davvero pochi.

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