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Phantom Breaker: Battle Grounds Ultimate – Recensione: la remastered di un gioco che nessuno ricordava?

Phantom Breaker: Battle Grounds Ultimate – Recensione: la remastered di un gioco che nessuno ricordava?

Quanti conoscono il franchise di Phantom Breaker? Probabilmente pochissimi, visto che si tratta di un picchiaduro uscito solo in Giappone nel 2011. È arrivato in Europa nel 2022 con la versione Phantom Breaker: Omnia, ricevendo un’accoglienza piuttosto tiepida.

Tuttavia, nel 2013 è stato prodotto uno spin-off sotto forma di beat ‘em up a scorrimento 2D, chiamato Phantom Breaker: Battle Grounds che, contrariamente al titolo principale, è arrivato sin da subito anche dalle nostre parti. Il gioco è stato pubblicato inizialmente per Xbox 360, salvo poi essere convertito per quasi tutte le altre piattaforme, anche se è stato recentemente rimosso da Steam.

Arriviamo al 2025: oggi è stata rilasciata una remastered completa, sviluppata in Unreal Engine 5 e chiamata Phantom Breaker: Battle Grounds Ultimate. Dal 17 aprile il prodotto è disponibile su Nintendo Switch, PlayStation 4/5, Xbox One, Xbox Series X/S e PC via Steam ed Epic Games Store.

Era una delle remastered più attese dell’anno? Probabilmente no. Vale la pena giocarci? Andiamo a scoprirlo insieme con la nostra recensione.

 

 

Trama

Se c’è un genere dove la trama è ancora meno importante degli MMO, è sicuramente quello dei picchiaduro a scorrimento. Phantom Breaker: Battle Grounds Ultimate riprende la storia del gioco originale, in cui si deve scegliere una delle quattro eroine per liberare una loro amica, tenuta prigioniera dal malvagio Phantom. Non serve aver giocato Phantom Breaker: Omnia per capire la trama, dato che questa è solo un collante tra un livello e l’altro, e ve ne dimenticherete non appena inizierete a picchiare.

Sono presenti otto stage e cinque livelli di difficoltà, di cui due sbloccabili terminando il gioco. Si può scegliere una delle quattro eroine ma, a livello narrativo, non cambia nulla. La modalità storia si completa tranquillamente in poco più di un’ora a livello normale. Naturalmente tutti i livelli sono rigiocabili a piacimento.

 

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Il colpo d’occhio dato dalla pixel art è piacevole.

Gameplay

Quello che conta in giochi come questo è certamente il gameplay, e Phantom Breaker non fa eccezione. Il sistema di combattimento è stato reso più tecnico e fluido rispetto al 2013, e ricorda titoli come Guardian Heroes e Castle Crashers.

Il gioco si distanzia dai classici beat ‘em up a scorrimento arcade non solo per via dell’ampio roster livellabile, ma anche per il sistema di combo stratificato, più simile alle iterazioni console del genere rispetto agli archetipi da sala giochi. Peraltro, le mappe sono divise in due piani tra cui ci si può spostare premendo un tasto.

Ogni personaggio dispone di attacchi leggeri, medi e pesanti, permettendo di concatenare combo fluide e variegate. Sono presenti manovre avanzate come il recupero dopo un colpo subito e sistemi di contrattacco ben integrati.

Inoltre ogni combattente ha un set di mosse speciali e abilità distintive, che possono essere potenziate man mano che si avanza nel gioco. È anche presente una barra speciale che può essere consumata per attacchi a distanza o per attivare la modalità Overdrive, che potenzia temporaneamente il personaggio.

Sconfiggendo nemici si guadagnano punti esperienza da investire in un albero delle abilità, migliorando statistiche e sbloccando nuove tecniche. Tuttavia, non aspettatevi build complesse: tutti gli alberi sono identici per ogni personaggio.

Non è presente un tutorial, ma tutte le istruzioni sono riportate nel manuale di gioco, consultabile in qualsiasi momento dal menù di pausa.

 

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Modalità di gioco

Phantom Breaker: Battle Grounds Ultimate presenta due modalità single player: Storia e Arcade. Nella modalità Storia si può usare una delle quattro protagoniste attraverso gli otto stage, come già citato precedentemente, mentre la modalità Arcade si divide in Time Attack e Score Attack.

Nella prima bisogna completare lo stage scelto nel minor tempo possibile, mentre nella seconda si punta al punteggio più alto. I risultati possono essere registrati online per competere a livello globale. In entrambe le modalità si possono usare tutti i personaggi sbloccati.

Sono presenti poi due modalità multiplayer, giocabili sia in locale che online: nella modalità classica si possono completare i vari livelli con un massimo di sei giocatori, mentre nella modalità Battleground si affrontano altri avversari in un’arena fino a otto partecipanti.

Purtroppo nella cooperativa locale la progressione dei personaggi non è condivisa tra i giocatori. Solo il giocatore principale conserva i progressi, mentre gli altri devono ricominciare da capo se giocano da soli o in un’altra sessione, una scelta discutibile che penalizza l’esperienza condivisa.

Segnaliamo che durante la nostra prova non siamo stati in grado di trovare sessioni online, ma speriamo che la situazione migliori con il lancio.

 

I menù non sono tradotti, mentre il resto del gioco sì.

Remastered o Porting?

La domanda sorge spontanea: cosa offre in più questa remastered?

Il gioco originale utilizzava un motore grafico proprietario con grafica in pixel art, mentre la versione Ultimate è stata completamente ricostruita usando l’Unreal Engine 5, con animazioni più fluide e un impatto visivo decisamente migliorato.

Se prima il gioco supportava solo il multiplayer locale fino a quattro giocatori (e in alcune versioni nemmeno quello online), ora l’Ultimate introduce multiplayer online cross-platform, permettendo co-op fino a sei giocatori e una modalità Versus online fino a otto.

Il roster è stato ampliato a 38 personaggi giocabili, compresi nemici sbloccabili durante la modalità Storia.

Purtroppo il gioco si porta dietro molti dei difetti dell’originale: poche modalità, una certa ripetitività e un sistema di combattimento che, seppur migliorato, fatica a rendere gli scontri veramente vari.

I nemici risultano ancora troppo simili tra loro, con poche differenze strategiche, e molte nuove manovre risultano poco utili perché gli avversari richiedono sempre la stessa tattica.

Da segnalare positivamente la traduzione in italiano, che riguarda interfaccia e sottotitoli. Infine un’aggiunta gradita è la possibilità di scegliere tra la colonna sonora originale e la nuova versione rimasterizzata.

 

Il roster è stato espanso notevolmente.

  • 6.5/10
    Voto Finale - 6.5/10
6.5/10

CONSIDERAZIONI FINALI

Phantom Breaker: Battle Grounds Ultimate risolve diversi problemi tecnici della versione originale, ma ne conserva anche i limiti strutturali, come la ripetitività e la poca varietà.

Resta comunque un titolo divertente da giocare in locale con gli amici e fa il suo dovere, ma impallidisce di fronte a nomi più noti come Castle Crashers. La modalità online cross-play è una buona aggiunta, ma lo spirito giusto per affrontarlo resta sul divano, con gli amici.

In definitiva, Phantom Breaker: Battle Grounds Ultimate diverte per qualche serata, ma difficilmente resterà nella memoria. Se lo trovate scontato e cercate un gioco leggero e cooperativo, dategli una chance. Ma se avete giocato l’originale, difficilmente troverete motivi validi per l’acquisto di questa remastered.

 

Voto finale: 6,5/10

La nostra scala di valutazione

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