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Il Signore degli Anelli Il Bianco Consiglio: la storia dell’MMO che non vide mai la luce

Il Signore degli Anelli Il Bianco Consiglio: la storia dell’MMO che non vide mai la luce

Il Signore degli Anelli è un franchise di enorme successo, quindi non stupisce che nel corso degli anni si siano susseguiti numerosi videogiochi ambientati nella Terra di Mezzo, compresi anche degli MMO. Tra questi possiamo citare Lord of the Rings Online o LOTRO (l’MMORPG classico del 2007, ora free-to-play), ma anche Middle-Earth Online, un MMORPG sviluppato da Sierra On-Line nel 1998 che venne poi cancellato, e il prossimo MMO sviluppato da Amazon e ambientato nella Seconda Era, ancora senza nome, previsto per il 2023. Ma forse non sapete che nei primi anni del nuovo millennio anche Electronic Arts iniziò i lavori su un MMORPG rivoluzionario e ambiziosissimo.

Andiamo per ordine: tra il 2001 e il 2003 uscì nei cinema la trilogia cinematografica di Peter Jackson, la quale riscosse un successo clamoroso, vinse ben 17 premi Oscar e pose le basi per un gran numero di videogiochi, tra cui i tie-in Le Due Torri e Il Ritorno del Re, l’RPG La Terza Era e i due strategici La Battaglia per la Terra di Mezzo. Questi titoli erano tutti prodotti da EA Games, che aveva acquistato i diritti della licenza di LOTR.

Non paga, nel luglio 2006 la compagnia statunitense annunciò ufficialmente The Lord of the Rings: The White Council (in italiano Il Bianco Consiglio), di cui affidò lo sviluppo allo studio EA Redwood Shores, poi noto come Visceral Games (i futuri creatori di Dead Space). Si trattava di un progetto enorme, un vero e proprio MMORPG open world tripla A ambientato durante la Guerra dell’Anello, con un comparto tecnico e grafico allo stato dell’arte per gli standard del 2006.

A raccontare questa storia sono Steve Gray e Chris Tremmel, rispettivamente executive producer e creative director del gioco, che hanno rilasciato un’interessante intervista al portale TheGamer. A detta di Gray, The White Council avrebbe potuto essere il miglior gioco del Signore degli Anelli di sempre. Basti pensare che il team aveva ottenuto sia la licenza dei film da New Line Cinema che quella dei libri. Non solo, aveva persino chiesto la collaborazione di Christopher Tolkien (figlio di J. R. R. Tolkien) e il permesso di usare Il Silmarillion come testo di origine: praticamente un sogno a occhi aperti per qualsiasi fan di LOTR.

Nella lore, il Bianco Consiglio è il gruppo creato nella Seconda Era allo scopo di contrastare la crescente minaccia di Sauron: di questo consiglio fanno parte stregoni e potenti figure della Terra di Mezzo come Gandalf, Saruman, Galadriel, Elrond, Radagast e Glorfindel. Il giocatore avrebbe impersonato un eroe (a scelta tra umano, nano, elfo o hobbit) che sarebbe diventato un prezioso alleato del Consiglio.

 

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EA Redwood Shores si era già occupata dei tre titoli citati poco fa (Le Due Torri, Il Ritorno del Re e La Terza Era), quindi in sei anni il team aveva accumulato una conoscenza vastissima della mitologia tolkieniana, che avrebbe potuto sfruttare per raffigurare un mondo affascinante e al tempo stesso fedele all’opera originale.

Il Signore degli Anelli: Il Bianco Consiglio fu in piena produzione per circa due anni con il nome in codice di Project Gray Company, ma nel febbraio 2007 EA decise purtroppo di cancellarlo a causa del tiepido successo de Il Padrino, gioco anch’esso basato su una licenza famosa e pubblicato nel 2006, che soffrì di uno sviluppo travagliato e costosissimo. Inoltre la licenza di LOTR sarebbe scaduta da lì a due anni, quando venne acquisita da Warner Bros. Per evitare un altro progetto che sarebbe costato decine di milioni di dollari alle casse dell’azienda, EA preferì quindi concentrarsi su produzioni più piccole e facilmente gestibili, come il mediocre Il Signore degli Anelli: La conquista.

A detta di Tremmel “il gioco era enorme. C’era dentro un po’ di tutto”. Dal canto suo Gray dichiara: “Si trattava davvero di esplorare il mondo della Terra di Mezzo nel periodo mostrato nei film, anche se avevamo considerato pure l’idea di avere server ambientati in un’epoca precedente, attingendo alla mitologia del Silmarillion. Era pazzesco e complicato”.

A livello di contenuti, Il Bianco Consiglio avrebbe dovuto ricordare i grandi open world Bethesda come Oblivion. Gli sviluppatori avevano persino utilizzato parte del motore di The Sims 3 (anch’esso di EA) per potenziare gli NPC: era presente un ecosistema completo in cui ogni personaggio non giocante, dagli uomini agli Uruk-hai fino ai troll di caverna, aveva una propria routine, con desideri, bisogni e paure.

Giusto per rincarare ancora la dose di rimpianti, il creative director afferma: “Stavamo sviluppando un sistema di creazione degli eroi che permetteva di creare un eroe con un proprio background nella Terra di Mezzo, che avrebbe influenzato il modo in cui il mondo virtuale reagiva al tuo personaggio. Era presente un sistema di crafting totale per generare armi, incantesimi e persino missioni”.

Sebbene la storia di The White Council sia finita tristemente, Tremmel spera che designer e sviluppatori non smettano di creare giochi ambiziosi ambientati nell’universo di Tolkien: “Personalmente ho adorato Lord of the Rings Online di Turbine. È stato uno dei primi giochi da molto tempo che prendeva esclusivamente della licenza del libro che mi è veramente piaciuto. Detto questo, credo che il gioco definitivo de Il Signore degli Anelli debba ancora essere realizzato”.

Ovviamente noi di MMO.it non possiamo che unirci all’augurio di Tremmel. Infine ricordiamo che, se volete saperne di più sul nuovo MMO targato Amazon, potete guardare la nostra anteprima scritta o video.

 

 

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