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Guild Wars 2: War Eternal – Episodio finale della Living Season 4 – Provato

Guild Wars 2: War Eternal – Episodio finale della Living Season 4 – Provato

Il 5 aprile ArenaNet ha annunciato su Twitter il sesto ed ultimo episodio della Season 4 del Living World di Guild Wars 2, intitolato War Eternal.

L’episodio finale, che promette di mostrarci la battaglia finale contro Kralkatorrik, introduce una mount volante inedita, lo Skyscale, una nuova spada a due mani leggendaria (Exordium), una nuova mappa (Dragonfall) e nuovi set upgradabili chiamati Mistshard Armor.

L’episodio 6 è gratuito per tutti i giocatori che possiedono Guild Wars 2: Path of Fire (fortemente consigliata da noi di MMO.it). Per i nuovi utenti, le versioni Standard e Deluxe della seconda espansione del gioco sono scontate del 50% sullo store ufficiale fino al 19 maggio.

Come al solito, non scenderemo troppo nei dettagli per evitare spoiler. Si parte!

 

 

Nelle puntate precedenti…

Partiamo con un riassunto di quanto successo nei precedenti episodi della Living Season 4 di Guild Wars 2 (occhio se non li avete ancora giocati).

Palawa Joko, il Flagello di Vabbi, che con le sue armate non morte aveva conquistato tutto il sud del Crystal Desert durante gli eventi di Guild Wars Nightfall, è riuscito a liberarsi dal Domain of the Lost. Joko vuole ricreare la Scarab Plague, morbo mortale per gli umani che in passato aveva flagellato Istan e gran parte di Elona, sterminare la popolazione con la piaga e poi rialzare i cadaveri come suoi servitori. La sua ricerca lo porta a Fahranur, the First City, dove capisce come accedere alla rete dei portali Asura. Grazie a questi invia i sui awekened in vari luoghi di Tyria.

Joko attacca i laboratori di Rata Primus, situati nelle Sandswept Isle, per rubare campioni e studi Inquest sulla Scarab Plague. Superate le misure di quarantena imposte, Joko riesce a diffondere la piaga infettando l’equipaggio della nave Krytiana che porta rifornimenti alla città libera di Amnoon. Questo costringe il Commander al confronto diretto con Joko con una guerra campale nella regione di Kourna.

Lo scontro è in realtà una trappola pensata per catturare il Commander, ma arrivati alla fine dello scontro Joko non potrà resistere alla tentazione di fare un lungo monologo da bravo villain, e questa sarà la sua condanna. La scomparsa del sommo signore dei Lich avverrà ad opera delle possenti fauci di Aurene, la seconda “discendente” (o per meglio dire Scion) della draghessa Glint (quest’ultima ha giocato un ruolo di grande importanza nelle vicende del primo capitolo, ed è tornata alla ribalta anche in Guild Wars 2).

Con la dipartita di Palawa Joko la situazione politica precipita a causa del vuoto di potere lasciato; va inoltre gestita la popolazione awakened che, senza il controllo mentale del proprio sovrano, vuole “rifarsi una vita” in pace come il resto dei viventi. Questa pace è però lontana, poiché la minaccia dell’Elder Dragon Kralkatorrik è ancora presente. Il suo esercito di minion Branded interrompe infatti un summit diplomatico, mostrandoci tutta la potenza del nemico. Il Drago di Cristallo non fermerà la caccia finché non avrà saziato la sua immensa fame di energia.

Il Commander e i suoi alleati decidono di spostarsi in un luogo sicuro dall’influenza dell’antico nemico stabilendosi a Jahai Bluffs, regione scossa da numerose instabilità energetiche. Qui partiranno le mosse dei nostri eroi per affrontare la battaglia per la sopravvivenza di Tyria. Aurene, nonostante i timori, capirà di essere destinata a sostituire il Crystal Dragon, mentre Blish riuscirà a installare un dispositivo di tracciamento su Kralkatorrik, che sta divorando parte delle Mist.

Lo scontro, che ha portato ad un nulla di fatto, spinge i Dragon’s Watch a cercare indizi per combattere al meglio il nemico. Dopo aver superato diverse prove per fortificare il rapporto tra il Commander ed Aurene andremo all’antica fortezza nanica di Thunderhead Keep: qui studieremo una strategia con tutti i nostri alleati per porre fine ai numerosi attacchi. Lo scontro finale si sposta nelle cripte della nostra base e dopo un’intensa battaglia Kralkatorrik, raccogliendo le sue ultime energie, riesce ad infliggere un potente attacco che porterà ad un cupo epilogo.
E questa è la storia fino ad oggi.

 

Guild Wars 2 war eternal living world

Non c’è tempo da perdere

War Etenal riprende la storia da dove l’avevamo lasciata, non perde troppo tempo con i convenevoli e si dirige dritto verso un punto focale, forse un po’ troppo velocemente. Non c’è tempo da perdere, Kralkatorrik è ferito e bisogna agire prima che sia troppo tardi. Dopo uno scontro aereo degno di nota saremo trasportati nella nuova mappa.

Rispetto alle zone degli episodi precedenti, che ci mostravano vecchie mappe cambiate dal passaggio del nemico di turno, Dragonfall è un’isola nata e progetta appositamente per l’occasione. È grande, si sviluppa sia in altezza che in larghezza e visivamente mostra un notevole lavoro degli sviluppatori, che al suo interno hanno introdotto diversi ecosistemi in maniera sublime, valorizzandoli con una grande presenza di dettagli grafici che rendono l’esplorazione una gioia per gli occhi. Passeremo in modo armonioso da foreste rigogliose a brulle scogliere, fino ad arrivare a lande avvolte da incendi minacciosi.

Oltre a questo il giocatore non faticherà a riconoscere alcune delle dinamiche delle mappe degli episodi precedenti, della Season 3 e di alcune zone di Maguuma. Queste caratteristiche rendono Dragonfall una perfetta sintesi di tutto quello che abbiamo giocato e, nonostante non presenti Heart Quest, è una mappa che racchiude in sè tutte le potenzialità di altre zone. Inoltre la presenza di aree che richiamano i reami del primo Guild Wars appaga il senso di nostalgia dei giocatori veterani e avvicina GW2 al suo predecessore: un cerchio che si chiude.

Se tutto questo non bastasse, all’interno di Dragonfall troviamo una forte presenza di meta event che ripercorrono molte delle dinamiche di farming presenti in altre mappe, dando a questa regione una longevità notevole che terrà occupati per molto tempo i giocatori.

 

Guild Wars 2 war eternal living world

La fine dell’inizio

L’Elder Dragon ha creato un grande scompenso spazio-temporale e adesso bisogna approfittare della sua debolezza: le forze alleate dovranno combattere fino al cuore di questa minaccia. Nonostante tutti gli eventi passati di questa Living Season capiremo che la storia ci porterà inesorabilmente all’inizio di alcuni eventi degli eventi passati chiudendo narrativamente alcune delle profezie più importanti del gioco.

Per fare questo sarà fondamentale l’utilizzo di Skyscale, una nuova mount volante che troveremo in varie parti della mappa e che ci aiuterà nell’esplorazione e nella raccolta di materiali importanti. La cavalcatura è molto semplice da usare e si dimostrerà fin da subito un valido aiuto per l’esplorazione di Dragonfall e, successivamente, anche delle vecchie zone del continente. La particolarità di questa mount, che si differenzia da quelle terresti e che l’avvicina al Grifone, è che non vi verrà data in automatico al completamento delle quest o dell’episodio, ma dovrà essere sbloccata tramite una serie di achievement.

Senza andare oltre nel descrivere le missioni principali o l’arco narrativo di War Eternal, possiamo dirvi che lo scontro finale è decisamente movimentato ma meno complesso di quelli dei capitoli precedenti, e sarà molto più incentrato sulla storia dei protagonisti che sul combattimento vero e proprio.

 

Guild Wars 2 war eternal living world

Conclusioni

War Eternal portava con sè grandi aspettative visto che rappresenta l’episodio finale di questa stagione, che ha mostrato il susseguirsi di eventi drammatici e cupi con un ritmo che ha costantemente alzato l’asticella della narrazione. Se a livello tecnico e grafico questa nuova release risulta ineccepibile, forse a livello narrativo manca nel dare quel tocco di suspense a cui il giocatore si stava abituando.

Si tratta comunque di un buon episodio, che conclude degnamente la Living Season 4 e sottolinea ancora una volta la maturità artistica del titolo mettendo sul piatto diversi elementi che porteranno Guild Wars 2 direttamente nella quinta stagione. La mappa Dragonfall ha molto da offrire a livello di design e di eventi: siamo certi che renderà l’attesa meno pesante mentre aspettiamo di vedere come si svilupperanno le nuove avventure del Commander e dei Dragon’s Watch.

Ricordiamo che i contenuti della Season 4 sono gratuiti per chiunque abbia già Path of Fire. Ringraziamo ArenaNet e i ragazzi di Guild Wars 2 Italia – Pessimismo & Fastidio per la collaborazione. Fateci sapere la vostra opinione sul nuovo episodio!

 

 

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