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Gli MMO che abbiamo perso nel 2018 – Speciale

Gli MMO che abbiamo perso nel 2018 – Speciale

Anche se un po’ di ritardo, non poteva mancare nemmeno quest’anno il triste resoconto degli MMO che abbiamo perso nell’annata precedente.

Fortunatamente il 2018 non è stato un anno particolarmente negativo: di certo non si sono registrate perdite pesanti come nel 2016 e 2017, quando abbiamo visto la morte di titoli come EverQuest Next, PlanetSide, Asheron’s Call e Marvel Heroes.

Ciononostante, diversi esponenti del genere hanno comunque imboccato il viale del tramonto andando ad ingrossare il cimitero degli MMO: il più importante tra questi è sicuramente WildStar, MMORPG sci-fi lanciato nel giugno del 2014, che tuttavia già da tempo sembrava un condannato a morte pronto alla pena capitale. L’annuncio della sua chiusura non è purtroppo giunto come una notizia inaspettata.

Ecco nel dettaglio i principali MMO che sono stati cancellati o interrotti nel corso del 2018, con riferimento alla notizia nostra (se ne abbiamo trattato) o dei nostri colleghi oltreoceano di Massively Overpowered:

  • WildStar: i server hanno chiuso i battenti lo scorso 28 novembre. Nel processo NCsoft ha anche chiuso Carbine Studios, il team di sviluppo del gioco, licenziando oltre cinquanta dipendenti.
  • Paragon: il MOBA free-to-play di Epic Games ha sempre faticato a trovare la sua strada e, di fronte al successo clamoroso di Fortnite, la compagnia di Tim Sweeney non ha avuto dubbi su dove tagliare: i server di Paragon sono stati chiusi il 26 aprile 2018, ancor prima di lanciare ufficialmente il gioco.
  • Gigantic: rilasciato ufficialmente il 20 luglio 2017, questo sfortunato free-to-play a metà strada tra un MOBA e uno sparatutto in terza persona ha avuto vita breve. Il publisher Perfect World Entertainment ha prima chiuso gli studi Motiga e Runic Games, dopodiché ha spento i server di Gigantic il 31 luglio 2018.
  • Lawbreakers: lanciato nell’agosto 2017 su Steam e PlayStation 4, questo frenetico sparatutto multiplayer a squadre non ha mai incontrato il successo che meritava. Nel maggio 2018 Cliff Bleszinski ha annunciato la chiusura di Boss Key Production, dichiarando che Lawbreakers sarebbe rimasto giocabile su Steam. Purtroppo la cosa è durata ben poco: il publisher Nexon ha reso il gioco free-to-play a giugno, per poi chiuderlo lo scorso 14 settembre.
  • Swordsman: Perfect World ha spento i server il 5 giugno 2018, promettendo che il team di sviluppo si sarebbe concentrato su “progetti più grandi e migliori”.
  • Jade Dynasty: anch’esso gestito da Perfect World, ha ricevuto lo stesso trattamento di Swordsman.
  • Devilian: il 5 marzo 2018 Trion Worlds e Bluehole Ginno Games hanno chiuso i server di questo MMO hack’n’slash, da noi recensito tre anni fa.
  • Linkrealms: l’MMORPG indie a visuale isometrica di Mythyn Interactive ha chiuso i battenti nel febbraio 2018. Volendo potete recuperare la nostra puntata di MMO-Disagio, effettuata poche ore prima della morte del gioco.
  • H1Z1: Just Survive: Daybreak Games ha ucciso il suo survival game a tema zombie lo scorso ottobre, senza neanche farlo uscire dall’Early Access. Altro che morto vivente, qui è morto e basta.
  • Total War Arena: a solo un anno dall’uscita dell’open beta, lo scorso febbraio Creative Assembly e Wargaming.net hanno annunciato la chiusura del gioco. Nonostante le buone idee, Total War: Arena si è rivelato un esperimento fallimentare e non ha incontrato il successo del pubblico. Se volete potete recuperare il nostro ultimo streaming del titolo.
  • Perpetuum: i server ufficiali di Perpetuum sono stati dismessi il 25 gennaio 2018, dopo oltre sette anni di onorato servizio. Tuttavia questo MMORPG sandbox di robot è tornato online ad agosto grazie a Open Perpetuum Project, un nuovo server gestito dalla community con la benedizione degli sviluppatori originali.
  • Pirates of the Burning Sea: destino simile anche per l’MMO piratesco di Portalus Games, online dal lontano 2008. Gli sviluppatori avevano annunciato lo spegnimento dei server per il 30 settembre 2018, ma la community si è unita per supportare il titolo ed evitarne la chiusura. Nel momento in cui scriviamo i server risultano ancora online, così come il sito ufficiale.

Certamente non tutti questi giochi meritavano il destino luttuoso che hanno incontrato, ma tant’è. Come sempre, la nostra solidarietà va a chi abbia giocato e amato questi mondi virtuali.

Sic transit gloria mundi.

 

wildstar MMO 2018

 

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