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Battlefield V – Prime impressioni di Plinious

Battlefield V – Prime impressioni di Plinious

Dopo l’accesso anticipato dei giorni scorsi oggi esce ufficialmente Battlefield V, ultimo capitolo della popolare saga di FPS. Se Battlefield 1, uscito nel 2016, era ambientato durante la prima guerra mondiale, il nuovo sparatutto di EA e DICE ci porta invece sui campi del secondo, violento conflitto.

Ho avuto modo di provare il comparto multiplayer su PC per una decina di ore, a cui si aggiungono le molte già spese sulla beta. Ecco in breve le mie impressioni.

 

Back to WWII

Partiamo con i pregi: Battlefield V è stupendo per gli occhi e le orecchie. La maggior parte delle mappe sono visivamente bellissime, in particolare Arras, Fjell 652 e Acciaio Fuso, anche grazie a un meteo dinamico che cambia durante la partita. Il comparto sonoro è sontuoso, come da tradizione della serie, per merito di effetti audio realistici e immersivi. Inoltre la distruttibilità ambientale fa segnare un ritorno ai fasti di Bad Company 2, con muri, tetti e scale che si sgretolano dinamicamente: vedere una casa sbriciolarsi davanti ai propri occhi non ha prezzo, e aumenta incredibilmente il coinvolgimento emotivo.

 

Battlefield 5 Battlefield V

In aggiunta gli sviluppatori di DICE hanno attuato una revisione generale delle classi e del bilanciamento con il cosiddetto “attrition system”. Questi ritocchi sono riusciti e incentivano il gioco di squadra: i soldati hanno meno munizioni, la vita si rigenera più lentamente e gli avversari non vengono segnalati automaticamente sulla minimappa, quindi ogni classe può rendersi utile in modo diverso con le sue armi e abilità, che siano munizioni, medikit o binocoli.

Tuttavia è proprio il gameplay, che sulla carta pare ben pensato, a mostrare il fianco alla prova pratica. Essendo ambientato nella WWII le armi sono più avanzate e i mirini ottici più efficaci, mentre il time to kill è stato ridotto rispetto a Battlefield 1. Il risultato è che spesso si muore in pochi nanosecondi.

Detto papale papale: aspettatevi ad essere letteralmente massacrati, almeno nelle prime ore, finché non ci si abitua al flusso e si sbloccano i primi perk. Questo è dovuto anche a un sistema di respawn criminale, che spesso ci fa morire appena spawnati, crivellati di colpi tra esplosioni e fuoco incrociato.

 

Battlefield V Battlefield 5

Non aiuta inoltre un matchmaking piuttosto pigro, che tende al lassismo: in pratica quando si è nel team perdente è altamente probabile che si continui ad essere carne da macello pure nella partita successiva, e viceversa se si è nel team vincitore si continuerà a trionfare per un bel po’. Da segnalare infine una preoccupante frequenza di bug e crash al desktop, anche su configurazioni con requisiti ben sopra la media, il che dimostra ancora una certa mancanza di ottimizzazione.

Tutti questi problemi rendono le prime ore di gioco (e non solo quelle) particolarmente antipatiche. Delude anche l’offerta contenutistica, abbastanza modesta e con alcune mappe (in particolare Rotterdam e Devastazione) riciclate da Battlefield 1, per cui quelle realmente inedite alla fine sono solo sei. A sua difesa bisogna però dire che Battlefield V non avrà season pass e tutti gli aggiornamenti saranno gratuiti: Venti di guerra è il programma di aggiornamenti post-lancio, che introdurrà un nuovo capitolo della campagna single player, nuove mappe e la modalità battle royale, Firestorm.

È dunque positiva la rinuncia di EA al costoso Premium pass a favore di una formula da “game as a service“, tuttavia ricordiamo che questo era stato promesso anche un anno fa con Star Wars: Battlefront 2 e la cosa non è finita bene, quindi incrociamo le dita.

 

Battlefield V Battlefield 5

Fucili, granate, smalto e rossetto

Un paragrafo a parte lo merita la personalizzazione estetica, un fattore che mancava al capitolo precedente e che finalmente viene approfondito come merita: in Battlefield V è possibile non solo personalizzare il proprio arsenale bellico fin nei dettagli, ma anche scegliere tra diversi tipi di uniformi, elmi e stivali per il proprio soldato.

Mi ha lasciato invece un po’ perplesso la scelta di impostare, in multiplayer, i personaggi femminili come quelli predefiniti per buona parte delle fazioni (è possibile cambiare sesso al proprio soldato, ma per farlo bisogna entrare in un menu specifico). Ora intendiamoci, sicuramente ci sono donne che hanno partecipato al secondo conflitto mondiale, e poter usare un personaggio di entrambi i sessi è cosa sacrosanta. Tuttavia mettere l’avatar femminile come quello disponibile di default sembra una forzatura un po’ eccessiva. Inoltre DICE ha reso i personaggi femminili molto “loquaci”: talvolta essere nel mezzo di uno scontro a fuoco e sentire una voce femminile lanciarsi in strane dichiarazioni spezza un po’ l’immersione.

 

Battlefield V Battlefield 5

Prime conclusioni

Battlefield V è insomma uno strano ibrido, che cerca di tenere il piede in più staffe. Da una parte c’è l’anima tradizionale di un Battlefield, dall’altra c’è un FPS con un gunplay più punitivo dei capitoli precedenti, e dall’altra parte ancora c’è uno sparatutto che si è un po’ “codizzato” togliendo il focus da veicoli e velivoli (da sempre il marchio della saga) per dare maggior peso e importanza alla fanteria. In particolare la scelta di rimuovere quasi del tutto velivoli a più postazioni finisce per impoverire e banalizzare l’esperienza di gioco.

Ma alla fine per me, fan della serie da otto anni, il vero grande peccato di Battlefield V è che mi ha divertito molto meno dei suoi predecessori. Sarà per il gameplay frustrante, sarà per la ripetitività dei contenuti, ma il gioco ha poco di davvero memorabile e mi è venuto presto a noia. E per un titolo a prezzo pieno questo dovrebbe far riflettere.

Per adesso direi di farci un pensierino solo se potete usufruire del servizio Origin Access/EA Access, altrimenti consiglio di aspettare uno sconto, quando il titolo avrà anche più contenuti.

Queste sono le mie impressioni maturate dopo alcuni giorni di gioco, ma per tutte le novità su Battlefield V restate sintonizzati su MMO.it.

E voi, che ne pensate?

 

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