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MapleStory 2 – Recensione

MapleStory 2 – Recensione

Ho avuto serie difficoltà nel recensire MapleStory 2. Tra queste emerge preponderante una questione di gusti stilistici: è infatti bene premettere che lo stile orientale non mi ha mai fatto impazzire, anzi, svariate volte mi causa problemi digestivi non indifferenti. Per questo nella recensione che segue spero di rimanere il più obiettivo possibile. Sarà difficilissimo, giusto perché riconosco che si tratta di un mio gusto artistico: è un problema che ho con la cultura orientale, che mi ha permesso davvero in pochissime occasioni di gustare un suo prodotto in maniera genuina.

Ma non perdiamo ulteriormente tempo e analizziamo MapleStory 2, il nuovo MMORPG coreano edito da Nexon e sviluppato da NSquare ufficialmente disponibile da inizio ottobre. Il titolo è scaricabile da Steam come free-to-play.

 

Pucciosità a palate

È questo il punto cardine del disclaimer letto pocanzi: la pucciosità. Come molti sanno il disegno orientale ha la tendenza a disegnare e caratterizzare i suoi personaggi rendendoli kawaii oppure, per utilizzare un termine ancora più specifico, chibi. Nonostante fosse alquanto famoso io non mi sono mai interfacciato con il primo MapleStory, uscito nell’ormai lontano 2003, quindi è stata una nuova scoperta per me.

Aperto il gioco sono comparsi davanti a me questi personaggi dal corpo minuto e la testa gigantesca, in questo mondo super colorato e pieno di creature troppo tenere, ma davvero troppo, per i miei standard.

Il mio giudizio non era dei migliori solo alla vista di questa coloratissima interfaccia, ma la storia continua. Il vecchio detto “non giudicare il libro dalla copertina” è azzeccato nel caso di MapleStory 2. Benché il suo stile grafico possa non piacere, infatti, il gioco è molto fluido, ottimizzato e, soprattutto, un discreto passatempo.

 

MapleStory 2 steam

Sono molte le classi che si possono scegliere alla creazione del personaggio e sono molte le personalizzazioni estetiche disponibili per i connotati del nostro PG e per gli equipaggiamenti. Il level design è gradevole e particolare, caratterizzato da un’estensione non orizzontale ma verticale dell’ambiente di gioco. Il mondo di Maple World è infatti diviso in pseudo sky land, accessibili attraverso dei portali. La struttura del gioco è quella di un classico themepark, ovvero le aree sono divise per livelli e si accede ad una particolare area una volta che si è raggiunto il livello richiesto o le particolari quest nella storyline principale. Questo non perché sia fisicamente impedito accedervi dai portali, ma dai mob presenti di livello nettamente superiore e, quindi, molto difficili per un PG sottolivellato.

A differenza della grafica in 2D a scorrimento orizzontale del primo capitolo, MapleStory 2 presenta invece un comparto grafico tridimensionale e isometrico. Questo secondo capitolo possiede delle texture ben curate e cubettose, unite ad un’ottimizzazione non eccelsa, ma comunque decente.

Average Routine

Ci sono delle persone che sarebbero capaci di ripetere le stesse azioni e gli stessi movimenti tutti i giorni per paura del cambiamento. Tutto ciò però è alienante, e a ripetere le stesse azioni per tutto il tempo si diventa della macchine.

Ebbene, in MapleStory 2 la ripetitività delle azioni è quasi un fondamento. C’è poco di nuovo in ogni sessione di gioco e spesso si finisce in un cerchio senza fine di: vai alla quest, parla con l’NPC, torna dalla quest, parla con un altro NPC, prendi un’altra quest, spostati di area, parla con un altro NPC, eccetera. Nel mezzo di questo schema si incontrano svariate tipologie di mob, sempre molto colorati e poco spaventosi.

Il gioco, insomma, è in gran parte PvE e distingue differenti aree dedicate esclusivamente all’open PvP. Queste ultime sono indicate in rosso e occupano la parte in basso a sinistra del mondo di gioco.

 

MapleStory 2 steam

Feature e robe varie

Quando si parla delle feature in MapleStory 2 si apre una grandissima parentesi di cose che si possono fare. Sono disponibili il fishing, il crafting, l’housing e addirittura altri minigiochi integrati. Tutte queste possibilità si sbloccano man mano che il nostro avatar avanza di livello. Livellare non è per nulla noioso, anzi, a tratti forse fin troppo veloce. Sono state inserite una moltitudine di quest che richiedono solamente di parlare con determinate persone in determinate aree, che rendono il gameplay fin troppo rapido per i primi 30 livelli.

Qui casca uno dei punti che più ha messo alla prova i miei nervi durante le sessioni di gioco: i caricamenti. L’infinita e continua presenza di caricamenti in questo titolo è a tratti frustrante. MapleStory 2 non è ovviamente un open world, ma funziona ad aree istanziate. Per passare da un’area all’altra c’è un caricamento, per entrare nella casa dove parlare con un NPC c’è un caricamento, e così via. Insomma, il gameplay è continuamente interrotto da questi caricamenti ed è reso troppo grindoso dall’infinità di quest poco funzionali presenti.

Vi è anche una discreta varietà di mount acquistabili con i soldi del gioco, tra le quali si possono trovare papere, cani ed altri animali ingigantiti e resi spaventosamente teneri.

Uno dei punti davvero interessanti del titolo Nexon è sicuramente l’housing: la nostra poco umile dimora è infatti personalizzabile all’interno accedendovi tramite un’icona sull’HUD. Gran parte del mobilio e dei materiali utilizzabili sono disponibili di default, mentre altro dev’essere acquistato tramite la valuta premium o la sottoscrizione mensile. È poi possibile estendere i cubi di area e volume della nostra casa e successivamente piazzarla in uno dei vari lotti di terreno che si possono acquistare nelle aree di gioco cittadine e non.

 

MapleStory 2 steam

Mi soffermo un attimo a discutere dell’HUD, tasto abbastanza dolente. Nonostante le icone siano ben suddivise e categorizzate, nel complesso l’interfaccia è incasinata e occupa gran parte della visuale, tra pop-up che compaiono a raffica, notifiche che non si capisce da dove provengano, casse da aprire e mail da guardare. A tratti è possibile capire cosa sta succedendo, a tratti no.

Per tutto il resto c’è MasterCard

“Tan tan tan taaaan”
Ludwig Van Beethoven, Simphony n.5 in C Minor

Essendo MapleStory 2 free-to-play ci si poteva aspettare una situazione di questo tipo. Ebbene, procediamo per passi e analizziamo quali sono i fattori che rendono MapleStory 2 un gioco dalla deriva pay-to-win conclamata.

Ottenere valuta premium permette di acquistare oggetti nello store che non sono acquistabili altrimenti. La maggior parte di questi sono puramente estetici, non danno nessun tipo di vantaggio particolare se non quello di cambiare aspetto a vestiti, mount e armi.

Per supportare il gioco si può eventualmente ricorrere ad una sottoscrizione mensile che garantisce vantaggi unici, forse fin troppo. Prendendo in esame la Monthly Subscription si può notare che la maggior parte dei punti riguarda bonus nell’ottenimento dell’esperienza. Tuttavia i vantaggi non terminano qui, anzi si segnalano dei dungeon esclusivi (con ricompense esclusive), una gran quantità di pozioni gratuite e sconti nei vari black market e store.

MapleStory 2 è un gioco ad alto tasso di grinding e l’ottenimento di questi vantaggi sbilancia il gameplay verso la fetta di utenza che paga. Da considerare inoltre la possibilità di accedere a dungeon esclusivi con, di conseguenza, loot esclusivi utilizzabili anche nelle zone PvP.

Tutto ciò non giunge come una novità: sono tanti i giochi free-to-play che utilizzano una simile politica per supportarsi. Comprensibile, ma non giustificabile.

 

MapleStory 2 steam

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Considerazioni finali

MapleStory 2 non è un gioco originale, ma ha dalla sua una struttura abbastanza solida su cui NSquare non ha costruito nient’altro che un MMORPG come se ne sono già visti. Il titolo presenta un level design senza infamia e senza lode, un HUD confusionario e un gameplay spesso e volentieri interrotto da dialoghi o cutscene, tra l’altro influenzato (anche se non esageratamente) da una natura pay-to-win particolarmente evidente.
Dal punto di vista del design lo stile grafico cartoonesco e chibi deve piacere, o quantomeno stuzzicare, altrimenti il gioco non avrà speranze.

MapleStory 2 si colloca come prodotto perfettamente sostituibile in un mercato degli MMO, spesso lasciato a se stesso, nel quale sono già molti i titoli provenienti dal Giappone e dalla Corea del Sud che si stanno ritagliando il proprio spazio vitale. Giochi come questo vengono sempre più spesso presi in considerazione dall’utenza, vista la mancanza di un nuovo MMO che si ponga come baluardo nel panorama odierno.

MapleStory 2 ottiene dunque la sufficienza per il rotto della cuffia a causa di un insieme di variabili che lo rendono un gioco già visto e, purtroppo per lui, dimenticabile.

La nostra scala di valutazione

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