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Boundless – Recensione

Boundless – Recensione

Quando ci si palesa davanti agli occhi un qualsiasi gioco dalla grafica “cubettosa”, nella mente del videogiocatore la comparazione con Minecraft viene naturale. Quella grafica a cubi e pixel è ormai entrata nella cultura pop e diventa difficile prendere in esame un gioco dalle fattezze simili senza fare subito il paragone. Nel caso di Boundless, nuovo MMO di Wonderstruck Games in collaborazione con Square Enix, il confronto è inevitabile, ma pensare a un clone sarebbe un grosso errore.

Disponibile in Early Access su Steam da novembre 2014, Boundless uscirà l’11 settembre su PC e PlayStation 4 ad un prezzo ancora da ufficializzare, e permetterà di giocare in cross-platform tra le due piattaforme.

 

 

Le parole che potrebbero meglio descrivere il fine ultimo di Boundless sono esplorazione e collaborazione, in quanto il focus del progetto è quello di immergere i giocatori in un universo completamente online, generato proceduralmente e persistente. L’unico cambio di server che avviene è quando si passa da un pianeta all’altro attraverso i portali: il passaggio è immediato e senza problemi di lag o cali di frame.

I giocatori si ritroveranno quindi a cooperare e a creare vere e proprie civiltà, ricalcando quella che si può considerare una naturale propensione dell’uomo all’aggregazione. La fetta di giocatori a cui punta questo titolo è a dir poco elitaria, come del resto tutta la categoria di cui fa parte. Boundless è un MMORPG sandbox, genere nel quale mi sono già imbattuto recensendo Life is Feudal: MMO. Fa parte quindi di quei giochi che o si apprezzano subito, oppure necessitano di svariate ore di gioco per dimostrare di che pasta sono fatti.

Ora analizziamo nello specifico il perché questo titolo non solo non è un emulo del classico titolo di casa Mojang, ma ne possiede un’anima differente ed un interesse molto più ambizioso che lo rendono, nonostante qualche difetto, un prodotto molto buono.

 

boundless recensione

Meccaniche di base

Al fine di comprendere il focus del titolo è necessario spiegare le basi del gameplay. I pianeti sono divisi in regioni e settlement, ognuno di questi con il proprio viceroy. Il vicerè è un giocatore che è riuscito a creare un accampamento riunendo diversi player. Boundless basa tutto il suo gameplay sul claiming dei territori: sarà infatti impossibile per noi costruire un struttura complessa senza aver claimato il territorio con un campfire o con un beacon. Entrambi i metodi permettono di claimare il terreno: la differenza risiede nella quantità di cubi contenuti nel claim e nel tempo in cui il terreno rimane sotto la nostra proprietà. Una volta che il terreno è sotto la nostra proprietà, questo non potrà essere toccato da altri giocatori a meno che questi non siano autorizzati, per evitare problemi di griefing.

La prima necessità di un sandbox è una playerbase molto affiatata, poiché è sempre questa a tenerlo in vita. L’economia di Boundless si muove e si sviluppa con i giocatori e al suo interno non ci sono NPC. Non solo: Boundless è privo a tutti gli effetti di PvP, anche se gli sviluppatori hanno detto di star valutando l’ipotesi, e presenta un PvE contro mob che in alcuni mondi risulteranno pacifici e in altri attaccheranno a vista.

La mappa ha un sistema che rigenera dopo diverse ore tutte le risorse, e per questo sarà molto difficile morire di fame o non riuscire a trovare materiali nelle caverne. Non è quindi nelle intenzioni degli sviluppatori realizzare un gioco survival, bensì lasciare spazio ai giocatori perché questi creino i propri accampamenti e fondino le loro società.

 

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Questa è la vista che ho da casa mia. Bellina eh? Ah, quello è un beacon.

Design e grafica

Se dovessi rinominare il gioco, uno dei nomi che sicuramente utilizzerei è “wallpaper generator”. Boundless ha un comparto grafico mozzafiato con riflessi di luce ed effetti particellari davvero sofisticati. Le texture sono ben definite e le forme dei cubi sono modificabili per di rendere il tutto più funzionale anche dal punto di vista costruttivo. Il motore grafico, se si pensa alla resa che dà a schermo, è leggero e ben ottimizzato, con cali di FPS molto rari.

Da aprire una piccola parentesi sui modelli degli avatar, che danno anche un’idea del background dell’universo di gioco. Il personaggio è largamente modificabile nelle caratteristiche e possiede dei tratti che possiamo ricondurre ad un essere umanoide, ma sicuramente non umano. In Boundless è infatti presente questa sotto-trama fantascientifica che si farà più presente man mano che si avanza. Durante le nostre esplorazioni sarà possibile trovare nelle caverne diversi resti di una civiltà precedente e tecnologicamente più avanzata. Questi oggetti di tecnologia cosiddetta Oortian saranno utili per creare nuovi item più sofisticati o per poter viaggiare da un mondo ad un altro attraverso dei portali.

 

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Si notano poi la cura e l’attenzione che gli sviluppatori hanno riposto nel comparto grafico, che riesce a regalare degli scorci davvero suggestivi. Il tutto è accompagnato da una colonna sonora anonima, ma che riesce a rilassare e creare un’atmosfera di scoperta.

 

Ruoli, crafting e interfaccia

Se c’è una cosa che ci identifica nella società è sicuramente il ruolo che rivestiamo: siamo potenzialmente capaci di fare tutto, ma siamo più bravi in determinate cose. Quello sugli skill tree è un dibattito che si protrarrà in eterno tra chi preferisce skill tree ramificati e chi invece preferisce averli più generici e con meno sfaccettature. Boundless, vista comunque la sua semplicità, preferisce mantenersi sul generale, diversificando molto di più i ruoli e rendendo utile l’aggregazione tra giocatori, tra chi sarà più bravo nel tagliare gli alberi, chi nel cacciare o nel crafting.

 

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Parlando del crafting, che è uno dei punti più importanti (se non il più importante) in un sandbox, Boundless presenta una grande semplicità. Il sistema è veloce e basta premere sul’oggetto da creare se sono disponibili i materiali che lo compongono. L’oggetto che abbiamo scelto di costruire non sarà subito pronto all’uso, ma è necessario aspettare il tempo necessario alla sua costruzione che varia da oggetto a oggetto. Gli oggetti che si possono costruire cambiano nel caso in cui si utilizzi handcrafting, workbench o extractor.

Nonostante il gioco sia semplice, non è immediato. Punto negativo di Boundless è infatti la poca chiarezza del tutorial, strutturato ad obiettivi e pseudo-quest. Nel caso si costruisse un determinato oggetto prima che la relativa quest sia comparsa a schermo, la sua creazione dovrà essere ripetuta. Ad esempio se craftiamo una fornace prima che sia comparsa la quest “costruisci una fornace”, dovremo costruirne un’altra per far scomparire il messaggio, assieme a fastidiosi pop-up, dall’HUD.

 

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L’interfaccia di gioco è facilmente intuibile e molto comoda: in basso la barra della vita e del vigore con relativi status del personaggio, mentre negli angoli inferiori dello schermo ci sono due scorciatoie per gli oggetti, rispettivamente per la mano sinistra e per quella destra.

A volte cercare di orientarsi guardando la bussola può risultare davvero confusionario a causa dell’abbondanza di colori e indicatori, che in certi tratti di mappa rendono la scena a schermo molto sovraccarica.

 

Coffer, titani e congetture

Completando le missioni del tutorial, salendo di livello o esplorando si ottengono delle ricompense. La ricompensa per eccellenza è costituita da questi coffer, in italiano forzieri, all’interno dei quali si possono trovare valuta di gioco e punti esperienza bonus per il proprio personaggio. Boundless distingue tra due tipi di valute: i classici coin e i cubit. Entrambi possono essere usati per il trading con altri giocatori, ma consideriamo i cubit come una sorta di moneta “premium” poiché sono acquistabili anche con soldi veri.

 

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Essendo Boundless un gioco PvE collaborativo il problema del pay-to-win non si pone: acquistare cubit e coffer per farsi il personaggio skillato è una pratica fine a se stessa. Il problema si potrebbe invece porre nel caso di un potenziale sistema PvP, al quale gli sviluppatori in diversi post di risposta sul forum ufficiale hanno fatto riferimento come “sulla lista delle cose da fare”.

Boundless si trova in un punto molto delicato del suo sviluppo, poiché deve decidere su cosa puntare. Durante un nostro Salotto degli MMO abbiamo discusso di come un gioco, in senso generale, non debba rinnegare se stesso per piacere ad una fetta della community. Se volessimo individuare il giocatore medio che si approccia a Boundless usando il modello di Bartle (diviso tra killer, achiever, socialiser ed explorer), questo risulterebbe sicuramente essere un explorer, dunque un tipo di giocatore poco propenso al combattimento. Da questo punto di vista l’immissione di un sistema PvP potrebbe quindi snaturare la componente esplorativa del gioco, ma staremo a vedere.

È invece interessante la probabile immissione di un tipo di creature che erano già previste agli albori dello sviluppo del titolo, quando il titolo si chiamava ancora Oort Online, ovvero dei Titan. Sulla questione si sa poco e non mi esprimo ulteriormente, ma potrebbe essere un aggiornamento molto interessante che rafforzerebbe la componente PvE del titolo, per adesso legata esclusivamente ad acquisire cibo e materiale per crafting.

 

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