MMO.it

E3 2018: La paura di innovarsi prima della next-gen – Editoriale

E3 2018: La paura di innovarsi prima della next-gen – Editoriale

Tra molti colpi di scena, alcuni decisamente telefonati, l’atteso E3 2018 di Los Angeles ha chiuso i battenti, consegnandoci una ricca galleria di novità e aspettative. Con trailer altisonanti, come quello dell’atteso ritorno di Halo durante una rediviva Microsoft, e teaser sconvolgenti (era decisamente ora di tornare a parlare di The Elder Scrolls e il nostro Plinious è partito subito per la tangente analizzando le profezie), la rassegna videoludica losangelina ha fatto sognare ad occhi aperti molti gamer.

Tuttavia (eccomi che arrivo a rompere le uova digitali nel paniere) è evidente come il mercato sia ben poco disposto ad abbandonare il vecchio per il nuovo. Provate a ragionarci un attimo. Analizzate i momenti più salienti della convention californiana e cercate di mettere a fuoco quei momenti che hanno maggiormente emozionato il vostro animus.

Assassin’s Creed che torna a un’uscita annuale, un immaginifico The Last of Us – Part II (nonostante i molti dubbi sulla veridicità del gameplay), un fin troppo atteso Kingdom Hearts III e il ritorno di Resident Evil II in pompa magna. Ovvio, semplificazione è il mio secondo nome, ma davvero, cos’altro è riuscito a sconvolgervi in questi ultimi giorni se non l’ennesimo erede di una lunga serie di successi?

 

 

Assenza. Forse è stata proprio lei la protagonista di quest’ultimo E3. Gli unici ad averlo forse compreso sono stati i nipponici di Nintendo, presenti unicamente attraverso uno dei loro Direct, come per dire: “Ehi, le novità ve le comunichiamo da soli, quando saremo pronti. Però vi lasciamo con gli ultimi capitoli di tutti i nostri giochi”. Beh… almeno non ci han messo i soldi del biglietto aereo.

Come dite? “Sekiro: Shadows Die Twice” sarà una bomba? Ovvio! Ma di cosa si tratta se non di un nuovo Dark Souls sotto mentite spoglie? Magari non dovremo pregare il Sole, va bene, ma tutta From Software sembra aver puntato su una dettaglio solo: “Sarà due volte più difficile di Dark Souls”. Beh, grazie da parte di tutti i non-hardcore gamer, che hanno gettato centinaia di euro dalla finestra assieme a molti joypad…

Neanche Bethesda pare averci creduto. Nonostante un gradito ritorno con RAGE 2, un prequel in stile Conan Exiles per Fallout e un mini, micro, nano teaser per The Elder Scrolls VI, le vere novità sono state pari a zero.

La stessa Microsoft, che finalmente è tornata a stupire il pubblico con una presentazione affascinante, ricca di emozioni e ben curata, ha puntato tutto sul passato. L’unica vera novità, forse, è stata quella di Cyberpunk 2077, che ha deciso di mostrarsi con un trailer in CG interessante, decisamente diverso da quelli che CD Projekt RED ci aveva insegnato ad amare con The Witcher. Eppure anche qui, un mero trailer, che del vero gioco non mostra proprio nulla.

“Va beh, ma allora non ti è piaciuto nulla. Cosa scrivi a fare?”. Sicuramente a questo punto, tale domanda vi sarà già balenata in mente. Ma qui si parla far discutere e riflettere su un dato di fatto: l’arrivo della next-gen è vicino e tutti la temono.

Esattamente, perché non ci possono essere altre spiegazioni al tabula rasa (Garriott, non mi rivolgo a te), che ha pervaso questo E3 2018. Viene quasi da chiedersi quale sia il senso di programmare una convention così grande e invitare tutta quella schiera di giornalisti fino alla caldissima Los Angeles. Le novità stentano a mostrarsi e le nuove IP non sembrano essere altro che ibridi di precedenti giochi realizzati dal medesimo team di sviluppatori (anche Remedy ci si è messa con un “seguito spirituale” del già poco affascinante Quantum Break, Control). L’unica a mostrare, come sempre, un briciolo di innovazione è forse l’industria Indie, che non ha nulla da perdere e continua a sperimentare fino allo sfinimento.

 

 

Gli altri guardano. Attendono la mossa dei loro avversari, come in una partita a scacchi con la morte stessa. Si aspetta l’arrivo della nuova generazione di console, evidentemente, e ci si prepara a bruciare ogni cartuccia gelosamente conservata per essa.

Il tempo restante fino a quel fatidico 2020-2021 (biennio indicato per l’arrivo della nex-gen) lo impiegheremo giocando versioni anfetaminiche di quel che già abbiamo imparato a conoscere. Magari ci intratterremo con un remake illustre, come Resident Evil 2 o Final Fantasy VII (che neanche ha degnato di mostrarsi), oppure con il sequel di qualcuno dei nostri titoli preferiti (Gears of War 5, Fallout 76, Halo Infinite, Soul Calibur VI, Devil May Cry 5…). Sta di fatto che resteremo in trepidante attesa di innovazione e coraggio, qualità ormai andate disperse nel mondo videoludico odierno.

E voi? Da che cosa siete rimasti NON-stupiti da questo E3 2018?

 

 

 

Placeholder for advertising

4 pensieri su “E3 2018: La paura di innovarsi prima della next-gen – Editoriale

  1. JinChamp

    Più che paura di innovarsi, credo che sia proprio il fatto che la next gen non sia più così lontana. Un gioco, per essere sviluppato, ci mette almeno 2-3 anni. Io tra tre anni credo che avremo quasi certamente delle nuove console, quindi uscirsene oggi con progetti cross-gen sia rischiosetto.
    O anche, se vogliamo vederla dal punto di vista marketing, presentare oggi qualcosa next gen può infastidire l’utenza e frenare la vendita delle console attuali. Detto questo, Bethesda però l’ha detto, un po’ tra i denti, che i suoi due giochi su cui stanno lavorando (Starfield e TES6) sono next gen.

  2. Luca

    mi farebbe piacere per una volta sapere finalmente cosa si intende per innovativo, magari con un esempio, non penso che con l’uscita di console nuove non si vedranno i soliti assassin creed.. halo.. gear of war… last of us.. ci saranno sicuramente ip nuove ma in cosa saranno innovative? graficamente?lo escludo.. gameplay? beh ultimamente gli indie si sono fatti avanti con gameplay molto originali cmq più originali di giochi tripla A. Quindi cosa dovrebbe esserci di nuovo o particolare per far si che un gioco sia innovativo?

  3. MFM

    Hai ragione, non c’è nulla di innovativo, però a me la serie di soul calibur piace e quindi +1, resident evil 2 l’ho giocato tanto e mi piace e quindi +1, tomb raider +1, devil may cry +1…
    piuttosto che giocare titoli “innovativi” ma approssimativi o incompleti nei contenuti “perché dobbiamo sondare l’utenza”, preferisco il sequel di qualcosa che la SH sa fare bene.

  4. mykysamurai77

    Sinceramente dopo gli ultimi anni di quasi stagnazione vedo finalmente diversi bei titoli in uscita per i prossimi anni.
    Personalmente posso dedicarmi a 1-2 giochi per volta quindi dovrò scegliere quelli giusti.

Rispondi